LA BIBBIA, LA POVERTA’ & LE INTERPRETAZIONI, MOLTO PERSONALI, DI ALCUNI PRELATI

nuova_copertina.jpg

Sul mio comodino troneggia una catasta di libri da leggere o da rileggere. Casualmente noto che in fondo alla pila giace una vecchia Bibbia e “vaticash” un libro che mi ripromettevo di portare a termine. Rileggo quanto riportato dallo scrittore Mario Guarino nel suo libro. L’autore scrive che sono in parecchi gli alti prelati che hanno un cospicuo conto in banca sotto l’egida di Santa romana Chiesa. Contestualmente ricordo quanto affermato ultimamente dal Pontefice Papa Francesco: “San Pietro non aveva conto in banca”.

cms_2372/vaticash.jpg

Niente di scandaloso ma una semplice riflessione su ricchezza e povertà religiosa andrebbe fatta. Sono certo che questi “alti prelati” siano, quasi tutti, onesti e ligi in quanto, le loro “tante ricchezze” le avranno sicuramente ottenute per eredità familiari o per lasciti testamentari. Oltretutto questi immensi beni personali sono tutti regolarmente dichiarati al fisco.

cms_2372/monsignor-ettore-balestrero.jpgTra i nomi di spicco che compaiono nel libro troviamo quello dell’Arcivescovo Ettore Balestrero, considerato molto vicino a “comunione e liberazione”. Non ancora cinquantenne, raffinato diplomatico, ha avuto alcuni dei ruoli più operativi nella curia romana e nei vertici della Segreteria di Stato. Lo stesso ha curato, in particolare, i rapporti tra Stato Vaticano e alcuni Stati esteri. Cresciuto alla scuola del cardinale G. Siri, pur ricoprendo il ruolo di nunzio apostolico in Colombia, possiede numerose proprietà in Italia, tra le quali: una residenza di dieci vani a Roma, in via Lucio Afranio, quattro unità immobiliari a Genova e un appartamento in nuda proprietà a Stazzano, dove risulta anche possedere molti terreni agricoli e boschi da taglio. Scusate se è poco.

cms_2372/Monsignor_Liberio_Andreatta__.jpgAltro nome che appare nella lista è quello del responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi: Monsignor Liberio Andreatta il quale possiede, terreni coltivati nelle campagne di Treviso, un edificio di 1432 metri quadrati e tre immobili in usufrutto più una serie di fabbricati rurali tra Fibbianello e Semproniano. Il Monsignore ha accresciuto la sua ricchezza acquistando altre centinaia di ettari di uliveti in Maremma. Il tutto certificato da ben 38 fogli di visure catastali.

cms_2372/Giorgio_Corbellini.jpgIl vescovo Giorgio Corbellini, pur essendo partito dal basso, ( modesto insegnante di religione dal 1972 al 1981 nelle scuole medie di Borgo Val Taro e, a seguire, presso Istituto professionale per il commercio di Borgo Val di taro), dopo tanti studi e sacrifici, potrebbe considerarsi benestante in qualità di “comproprietario di circa 500 ettari di boschi, due fabbricati e altre centinaia di ettari di pascoli e terreni seminativi sulle colline di Bettola “ (Pc)

cms_2372/cardinale-calcagno.jpg

Il Cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Apsa, è intestatario solamente di un appartamento di 6,5 vani in via della Stazione di San Pietro e altri quattro edifici residenziali nel suo paese natale. Inoltre, non da solo, ma insieme a due suoi parenti, risulta essere comproprietario di oltre 70 ettari di campi e vigneti in Piemonte.

cms_2372/Cardinale_Paolo_Romeo.jpgQuasi “maglia nera” del gruppo, con solo : 8 appartamenti e sei monolocali, più 22 vani abitativi e altri edifici residenziali, terreni coltivati e un vastissimo agrumeto, appare il Cardinale Paolo Romeo, che al compimento del suo 75º compleanno (20 febbraio 2013) annunciò le proprie dimissioni come stabilito dalle norme canoniche ma a distanza di pochi giorni, S.S. Papa Franceso, chissà per quale motivo, lo nominò “amministratore apostolicosede vacante et ad nutum Sanctae Sedis, dell’eparchia di Piana degli Albanesi. Come giustamente scritto nella Bibbia,(Proverbi 14:31) :“Quando ci preoccupiamo dei poveri onoriamo Dio”.

cms_2372/Cardinal_Bertone.jpgE’ ancor più fresco il caso del Cardinal Bertone, che alloggia in un mega-super attico romano arredato in maniera sfarzosa pur risultando “nullatenente”. Anche se il Papa ha contestato questa sua scelta di vita, l’appartamento risulta intestato al Vaticano. Niente di illegale ma vi sarebbe parecchio da riflettere.

cms_2372/prete.jpg

A coronare la top ten appare il caso emblematico di un pretuncolo di campagna. Don Agostino Coppola, deceduto nel 1995, ex parroco di Carini, personaggio emblematico, fu arrestato in quanto celebrò il matrimonio segreto di Totò Riina quando era latitante. Condannato e ritenuto complice del clan mafioso dei corleonesi, smise i panni da uomo di Chiesa quando i giudici di Palermo gli sequestrarono “tutti i suoi beni”. Morto povero? Assolutamente no. Per non essere da meno di altri prelati ricchi, il de cuius,misteriosamente, risultava ancora proprietario di 83 ettari di uliveti e 14 di agrumeti a Carini. A nome del defunto e dei suoi familiari è ancor oggi registrato pure il possesso perpetuo (con l’antico sistema dell’enfiteusi) di altri 49 ettari di campagne e due fabbricati a Partinico.

cms_2372/bibbia.jpg

A tal proposito, sfogliando il “Testo Sacro” leggo che “ Isaia 58:7” scrive: Dio promette grandi ricompense a coloro che aiutano i poveri, che è scritto nella Bibbia, in “Amos 5:24” : Dobbiamo agire nell’interesse dei poveri, che è’ scritto nella Bibbia, nei “Proverbi 13:7,8” : Il denaro non è tutto,e che è scritto nella Bibbia, in “Alati 2:10” : Dobbiamo essere ansiosi di aiutare i poveri.

Mi vien da chiedermi se “Lor Signori”, i testi sacri li abbiano mai letti o se i “veri misteri della fede” non siano appunto questi.

il Grillo Parlante

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App