LA CHIESA DICE IL SUO ENNESIMO NO

Gli omosessuali si sentono messi da parte

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Un fulmine al ciel sereno, che nessuno si aspettava dopo le numerose aperture di papa Francesco, ma che sembra metter fine ad un sogno. “La chiesa vieta la benedizione alle coppie omosessuali”. Detta in questi termini, ha il sapore di una sorta di condanna, simile ad una eresia. Non ci sono molte parole, per spiegare quello che è accaduto, semplicemente la chiesa cattolica si è mostrata nuovamente arretrata, incapace di restare al passo con i tempi. Eppure, le condizioni per una svolta epocale c’erano tutte, dall’incontro con la delegazione Lgbt fino alla famosa dichiarazione di Francesco, ma qualcosa è andato storto. Per prima cosa, è giusto precisare le enormi difficoltà del pontefice nel fronteggiare l’ala più conservatrice, che a suo dire non ha alcuna intenzione di aprire le porte gli omosessuali. Forse non ci rendiamo conto, ma questo no rischia seriamente di dividere la chiesa, causando un vero e proprio scisma. Il processo di secolarizzazione è ben avviato e molte persone si allontanano sempre più da una chiesa che non è in grado di dare risposte. L’idea iniziale di una grande, comunità unita dall’amore verso il prossimo sembra essere un miraggio. Mai come in questo momento la chiesa è sotto accusa, perché come si può abbandonare dei figli dalla propria comunità? La risposta non ci è dato saperla, perché gli organi ecclesiali si celano dietro un tradizionalismo assurdo.

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Oggi abbiamo perso tutti, credenti e non, perché nessuno deve essere lasciato indietro. Lo stesso Gesù parla di uguaglianza e amore, ma forse per la dottrina della fede non importa quello che diceva Cristo nel Vangelo. Per i tradizionalisti è lecito mantenere le tradizioni, che consentono di guardare tutti dall’alto. Mai vista tanta arroganza cadere nel silenzio generale di vescovi, parroci e teologi. A malincuore, sottolineiamo una triste pagina della chiesa odierna, segno di un decadimento interno. Francesco ha perso, perché troppo solo e senza aiuti dall’interno. Ha vinto la casta, quella dei vescovi duri e puri, quella dei teologi anti-progressismo, quella dei colletti bianchi capaci di puntare il dito, nascondendo gli scandali sotto il tappetto. Tutti in silenzio davanti a tanta atrocità, perché la benedizione non si nega neanche ad un condannato a morte. Il Vangelo dice altro, ma la chiesa “tradizionale” va da un’altra parte. Ormai nelle sagrestie e nei vari incontri di catechesi, vedremo solamente i soliti volti noti, divenuti un iceberg per il loro modo di giudicare. Addio chiesa di Dio, oggi abbiamo perso tutti senza se e senza ma.

Giuseppe Capano

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