LA CHIESA SI RIBELLA ALLA CAMORRA

Mons. Battaglia: “Agli uomini di camorra, ai collusi dico, ritornate ad essere umani, convertitevi”

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"Stanno uccidendo Napoli! La sta uccidendo la camorra e il malaffare, con la violenza e la crudeltà di coloro che hanno dimenticato di essere umani". Il grido disperato ma ricco di coraggio dell’arcivescovo metropolita di Napoli, Domenico Battaglia, fa eco in tutta Italia. La Campania da sempre terra di criminalità, vuole rialzare la testa infondendo quella dose di ottimismo che da troppo tempo manca. La chiesa stessa gioca una partita cruciale su questo versante, con la consapevolezza di poter andare controcorrente. La mafia, la camorra, ecc.., qualunque sia il suo nome per indicare la criminalità organizzata, è il male di questa splendida terra, un male che ti svuota dentro, svuotando l’essenza di intere comunità.

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Per troppi anni Napoli è stata accostata a tutto questo, facendo passare in secondo piano il patrimonio artistico e culturale che possiede. Per questo, il coraggio di monsignor Battaglia non deve essere sottovalutato anzi, merita di essere accolto da parte delle alte sfere vaticane. In questi anni, dopo il martirio di Don Giuseppe Diana, Napoli e l’intera Campania hanno assorbito inermi tutto questo male. Infatti, la chiesa stessa cerca sempre di non sbilanciarsi su questo tema delicato, quasi come se fosse un tabù. Pertanto, il coraggio di questi eroi silenziosi non va vanificato con la classica pacca sulla spalla o con il più consueto messaggio di vicinanza.

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La sfida quasi scacchistica si gioca nel quotidiano, dove la povertà e la disperazione prendono il sopravvento. Monsignor Battaglia non ci sta, e affidandosi alla misericordia di Dio afferma: "Agli uomini di camorra, ai collusi dico, ritornate ad essere umani, convertitevi". Una dichiarazione di speranza, che spalanca le porte alla riconciliazione. Siamo ben consapevoli del sogno irrealizzabile dell’arcivescovo, ma fede e speranza possono smuovere le montagne. Adesso tocca unire le forze per contrastare questo cancro esistenziale, non possiamo girare la testa dall’altra parte. Oggi è il nostro domani, Napoli merita di essere sostenuta e incoraggiata.

Giuseppe Capano

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