LA CITTA’ IDEALE (III^PARTE)

LA_CITTA’_IDEALE_(III^PARTE).jpg

Nella primavera del 1554, ai confini tra Romagna e Marche, su uno dei monti più alti e inaccessibili dell’Appennino, il granduca Cosimo I de’ Medici decide di realizzare la città-fortezza di Sasso Simone. I motivi sono legati alla sua ambiziosa politica di espansione territoriale, tuttavia la scelta del luogo, per Cosimo che era dedito a specifici studi sull’alchimia, l’astronomia e l’esoterismo, fa pensare che ci fossero anche ragioni ispirate alla ricerca di un qualcosa di utopico; la vetta del Sasso è infatti è a forma di stella e lo stemma e il nome della città… è quello del Sole.

Cosimo era un alchimista ma, a differenza del figlio ed erede Francesco, non deviava in strade pericolose, prediligeva simboli e pratiche religiose che usava con funzione apotropaica per attirare gli influssi benefici e risvegliare le nobili virtù antiche… lo si potrebbe chiamare un mago bianco, senza dimenticare che nel Rinascimento la magia bianca con l’osservazione della natura in sé stessa e la ricerca dei libri antichifu l’apripista per Cartesio e la scienza moderna.

cms_27915/1.jpg

Sasso Simone dove sorse la Città del Sole- Montefeltro

Il nome di Sasso Simone è di origine incerta, si pensa sia dovuto alla memoria di un eremita venuto dall’Oriente che qui si stabilì, altri ipotizzano la presenza dei sacerdoti romani, i Semoni, che erano i sacerdoti del dio Semo o Sancus; il Dio della fede o fiducia (fides), dell’onestà e dei giuramenti, della legge e del commercio, uno dei culti romani più antichi, era anche il vendicatore della disonestà, tuttavia a un certo punto, al tempo di Claudio (41–54), venne confuso o sostituito con Simon Mago, in quanto l’imperatore era affascinato da questo personaggio per via dei suoi miracoli.

cms_27915/2_1665949770.jpg

Una riproduzione dell’antica Città del Sole- Foto dal sito ufficiale del Comune di Carpegna

Il Sasso fu di certo un luogo di culti pagani dediti alle divinità dei boschi. Successivamente vi si insediarono i Longobardi e poi, nel XII secolo, i monaci Benedettini che costruirono una loro abbazia, sui resti di una cappella longobarda dedicata al culto di San Michele Arcangelo.

Sul finire del 1300, il clima muta sfavorevolmente e l’abbazia viene a poco a poco abbandonata a causa dell’asperità del territorio, delle condizioni di vita impossibili e della difficoltà degli approvvigionamenti, vista la difficoltà di raggiungere la cima.

cms_27915/3.jpg

Si legge nelle cronache dell’epoca: “Il Sasso è luogo della massima importanza perché è elevatissimo e inespugnabile, e perché sta sui confini del piviere di Sestino, del duca d’Urbino, dei conti Giovanni e Ugo di Carpegna, del conte Carlo di Piagnano, della Chiesa e di Rimini e perché chi vi edificasse un castello, come un leone fortissimo potrebbe annientare tutti gli altri castelli e luoghi circostanti senza timore di attacchi. In caso di timor di guerra è possibile specialmente di notte far segnali a Montauto di Perugia, al monte di Assisi, a Recanati, a Sassoferrato e a molte altre terre della Chiesa: in una notte si arriva di rocca in rocca a trasmettere il segnale fino a Roma e di lassù è anche possibile vedere molti luoghi della Dalmazia”.

Questo Sasso è un enorme masso che proviene dal mar Tirreno, in fondo al quale si trovava prima che le mutazioni della crosta terrestre lo facessero emergere per poi farlo scivolare sino all’Adriatico.

cms_27915/4.jpg

I resti della strada selciata e lo stemma della città-Foto dal sito ufficiale del Comune di Carpegna

Fu proprio sulla vetta di questo masso forestiero che Cosimo dette l’ordine di iniziare i lavori per costruire la sua città ideale, precisamente il 14 luglio 1566 si avvia la grande opera: si iniziano a gettare le fondamenta delle case per accogliere i previsti 300 abitanti, le osterie, il forno, le carceri, le cisterne per l’acqua, i granai, l’armeria, l’arsenale, il tribunale, le stalle, la chiesa, il palazzo del capitano, le torri e quant’altro occorresse alla cittadella e naturalmente la piccola chiesa solitaria, di fronte al palazzo del governo, quasi a esempio della teoria dei due Soli, tanto cara a Dante, cheera una concezione politica medievale e scolastica che vedeva l’autorità papale e quella imperiale di pari dignità, ma riferite ad ambiti diversi, da tenere ben divisi.

Si lavora senza sosta e anche in condizioni ambientali assai disagevoli. Durante l’inverno le operazioni non si fermano; una lunga carovana di uomini e di carri di merci trainati da buoi, arriva stremata sulla cima, ma qui i buoi scivolano, cadono all’indietro e trascinano il tutto nel vuoto, uomini, carri, materiali e merci, un auspicio di malaugurio altro che il buon segno che aspettava il granduca.

Forse Cosimo avrà tentennato e ripensato i suoi calcoli matematici ed esoterici, che certo prevedevano oltre alla sistemazione astronomica delle costruzioni, anche il numero degli abitanti, la data di inizio lavori ecc., ma si prosegue ugualmente.

D’altronde che non era un’opera facile già si sapeva, una città a oltre 1200 metri d’altezza, una roccaforte naturale inespugnabile per le sue pareti verticali su tutti i lati, al punto che il sentiero per arrivare in cima fu eseguito con mazza e scalpello dalla roccia viva ed è tuttora l’unico modo per arrivare sulla sommità del monte.

Occorsero dieci anni di sudore e di impegno e quando fu finita, solo pochi abitanti vi si trasferirono, perché troppo disagiate le condizioni di vita.

cms_27915/5.jpg

Sasso Simone-Croce metallica che segnala l’antico complesso benedettino

La tenacia del granduca Cosimo si infranse contro la forza della natura.

Alla fine del ‘500 iniziò la cosiddetta piccola glaciazione, un inasprimento del clima che portò, sul nostro pianeta, un abbassamento generale della temperatura, colse di sorpresa tutti e causò la perdita di un terzo della popolazione.

La cittadella del Sasso in mezzo alla natura selvaggia e alle intemperie, investita da gelide tormente con la difficoltà di raggiungimento e approvvigionamento, rese la sopravvivenza dei suoi abitanti così difficile che venne abbandonata, nel 1674 la città era già totalmente diroccata, tanto che ne fu decretato lo smantellamento per il recupero dei materiali superstiti.

Nonostante ciò, ancora oggi è possibile ammirare qualche resto fra la vegetazione del Parco Naturale Simone e Simoncello, pochi ruderi rimasti, come sentinelle, testimoni del sogno sempre rincorso e mai realizzato della città ideale, poche rovine con accanto una grande croce metallica che segnala l’antico complesso benedettino.

Diversamente l’altra città ideale di Cosimo: Terra del Sole nacque con favorevoli auspici, fu realizzata come un rettangolo rinascimentale circondato da mura, con al centro un abitato civile e militare, progettata e costruita dai migliori architetti del tempo, ancora oggi attraversandola si rimane stupiti per l’armonia e per il luogo inondato dal sole.

(Continua)

Le puntate precedenti ai link:

https://www.internationalwebpost.org/contents/LA_CITTA%E2%80%99_IDEALE_(I%5EPARTE)_27724.html#.Y0KfAXZByUk

https://www.internationalwebpost.org/contents/LA_CITTA%E2%80%99_IDEALE_(II%5EPARTE)_27824.html#.Y0vba3ZByUk

Paola Tassinari

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

info@internationalwebpost.org
Privacy Policy

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram