LA CONVERSIONE COME SALVEZZA

Francesco invoca la strada maestra

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“Convertitevi e credete nel vangelo”. Le parole di Marco, sono un segno preciso di una chiesa che desidera ritornare in sé. Per tanti, anzi, troppi anni abbiamo assistito ad un prolungarsi di catechesi e sermoni vari sul significato di conversione. La sottigliezza, sta proprio in questo, nel cercare Dio attraverso le proprie ferite. Può sembrare paradossale, ma il cambiamento che avviene dentro di noi non è un comando, bensì un percorso lungo e faticoso. La chiesa ha svariate storie di conversioni, che indicano con somma precisione l’esempio da intraprendere. Un esempio su tutti è la storia di San Paolo, che accecato da Dio sceglie consapevolmente di seguire il Signore. Proprio dalla consapevolezza bisogna ripartire, perché aderire a Cristo comporta la propria libertà. Insomma, essere suoi discepoli non vuol dire essere invasati o folli, ma aderire in libertà ad un progetto. Per questo, Francesco nella terza domenica del tempo ordinario, pone l’accento sulla conversione come unica strada da intraprendere. L’essere cattolici praticanti non implica che si è nel giusto anzi, occorre continuamente convertirsi per essere a sua immagine e somiglianza.

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Pertanto, cercare di spiegare la conversione con le parole degli uomini non è assolutamente giusto, nessuno sforzo umano è paragonabile al cammino di ogni cristiano. Come già detto, un cammino tortuoso, difficile a volte anche doloroso, ma necessario. Questo camminare in cerca di sé stessi non avviene solo nel cristianesimo, ma anche in tante altre religioni. L’uomo ha bisogno di silenzio per ritrovarsi, anche se spesso questo silenzio diventa assordante. Ogni sforzo fatto per creare proselitismo risulta vano, la chiesa deve riabbracciare la visione meditativa e abbandonare il mercato delle parole. Oramai viviamo in un’epoca dove difficilmente si fa silenzio, proprio da questo concetto basilare le alte sfere della chiesa cattolica devono ripartire. Proprio come ci ricorda Francesco, la conversione passa dalla parola di Dio per arrivare all’uomo. Il Papa sa bene da dove ripartire per ristabilire la spiritualità anche se la sua rivoluzione è lenta, mostra i primi frutti. Ad ogni modo, ciò che conta è essere credibili prima che credenti.

Giuseppe Capano

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