LA CORTE SUPREMA RUSSA METTE ALLA SBARRA I DIRITTI UMANI

Respinti i ricorsi di Ue e ONU riguardo alla vicenda Dmitriev e Memorial International

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Non si può certo definire un anno tranquillo per il popolo russo e per l’intero contesto internazionale, soprattutto quando si parla di diritti degli individui. Infatti, si apprende con una certa tristezza la decisione della Corte Suprema russa che ha ordinato la chiusura immediata della più antica organizzazione per la difesa dei diritti umani russa. L’organizzazione creata da Andrei Sakharov si è posta l’obiettivo, in questi anni, di commemorare le vittime del regime sovietico. Il responsabile di Memorial, Yurib Dmitriev (uno dei maggiori storici dei gulag), si è visto aumentare la pena da 13 a 15 anni, per presunti abusi sulla figlia adottiva. In virtù di questa decisione, l’ONU e L’Ue, con tutta la comunità internazionale, hanno mostrato il loro pieno dissenso nei confronti della chiusura della Ong in questione. Pertanto, la sentenza del giudice Alla Nazarova ha spento ogni speranza residua nel vedere ancora attiva la Memorial International.

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I provvedimenti sono molto chiari ed espliciti e stabiliscono la chiusura sia della struttura centrale che di quelle regionali, per non aver identificato le pubblicazioni con l’etichetta di agente esterno (come stabilito dalla legislazione russa). Tale questione è stata dibattuta molto in primis sulla definizione stessa di agente esterno, che secondo i canoni russi sono tutte quelle organizzazioni che ricevono fondi internazionali. Infatti, la Memorial International, proprio per la sua pluralità europea, è stata definita contraria agli interessi della Russia.

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Un duro colpo per tutti i simpatizzanti di Dmitriev che alla lettura della sentenza hanno urlato "disgrazia, disgrazia!". Possiamo dire che il cuore pulsante della storia europea scompare del tutto insieme al suo fondatore Andrei Sakharov, vincitore del premio Nobel per la pace nel 1989. Ovviamente, i grandi enti internazionali non sono stati in silenzio, anzi si sono fatti sentire a gran voce contro quella che appare una vera e propria oppressione: "Chiudendo l’organizzazione, le autorità russe calpestano la memoria di milioni di vittime perse nel gulag, oltre ad un attacco diretto ai diritti e alla libertà".

Giuseppe Capano

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