LA DAMA DEL MALI

1529730053LA_DAMA_DEL_MALI.jpg

Viveva, su questa nostra Terra disastrata e deturpata, un uomo che inseguiva un sogno: conoscere il più possibile le meraviglie del nostro pianeta. Era un geologo, botanico, esploratore, minatore. Si sarebbe potuto definire un avventuriero nel senso più classico del termine, un antesignano di Indiana Jones. Angelo Pitoni, questo il suo nome, era stato anche Medaglia d’oro della Resistenza, oltre che membro delle Special Forces inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Dimenticata la guerra, però, iniziò a girare il mondo, concentrandosi sul continente madre, l’Africa. La esplorò per molto tempo, facendo scoperte straordinarie, purtroppo quasi dimenticate, perché ciò che la scienza non può spiegare, la scienza tende a nascondere.

cms_9517/2.jpg

In Mali Angelo incontrò una bellissima dama. La vide che dominava la vetta di un monte alto circa 1.500 metri, con il suo volto rivolto verso l’Oceano Atlantico, distante centinaia di chilometri. Inizialmente non comprese bene cosa stesse osservando, poiché la visione frontale era imperfetta, poi però, girando intorno al costone di granito, poté osservare bene i lineamenti. Si trattava di una figura indubbiamente femminile, con i tratti non africani, e sulla sommità sembrava fosse scolpita una corona. Osservando meglio, anche il vestito, una tunica per la precisione, era stato scolpito su quella maestosa parete. Effettuando ricerche più dettagliate, Angelo scoprì che anche altri studiosi avevano avuto modo di osservare la dama, ma ritennero si trattasse di effetti della erosione eolica, o forse temettero solamente il giudizio della scienza ufficiale. Ma Angelo non aveva timori, ed iniziò a fotografare la scultura, chiamando, per farla esaminare, diversi specialisti in materia di archeologia e geologia. Una volta effettuate le dovute misurazioni si poté constatare l’altezza della testa, circa 25 metri, mentre l’intera figura misurava 150 metri.

cms_9517/3.jpg

Sotto di essa, poi, la roccia proseguiva con un salto di altri 200 metri prima di arrivare a terra. Un fatto curioso era dato inoltre dalla posizione del volto, rivolto verso la valle sottostante, e dalla colorazione differente rispetto alla formazione geologica a cui appartiene. Riscontri geologici hanno stabilito che per effetto del bradisismo la statua è posizionata più in basso rispetto alla parete alle sue spalle, segno, sempre secondo gli esperti, che fu scolpita prima dell’inizio del bradisismo, attribuendo all’opera una datazione risalente a circa 20.000 anni fa. Ed ecco uno dei motivi per cui la scienza non vuole indagare: non si vuole squarciare un velo che potrebbe indurre a riformulare teorie sulla razza umana, in quanto 20.000 anni fa non esistevano civiltà in grado di scolpire la roccia in quel modo, con quella precisione.

Angelo Pitoni rilevò come anticamente, nella valle circostante, dovesse esistere una distesa d’acqua, come se la dama fosse una gigantesca polena di roccia vegliante. Un mistero nel continente africano, uno tra i tanti, volutamente dimenticato nonostante le prove della sua esistenza. Un manufatto più antico delle piramidi, considerato una formazione naturale, ed il suo scopritore trattato come visionario, apostrofato come strampalato e inaffidabile. Eppure il sogno di Angelo, quell’uomo nato a Rieti nel 1924, viene sognato anche da altri, che seguono le sue impronte e soffiano sul fuoco della conoscenza. Angelo Pitoni fece altre scoperte straordinarie, trovò altri oggetti impossibili, di cui parleremo presto, ma ciò che è importante sottolineare è che la dama del Mali esiste, e forse un domani conosceremo il suo passato, anche se il presente ci dice che non può esistere.

Paolo Varese

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App