LA DIFFICILE SITUAZIONE DELLA CHIESA IN EUROPA

Nuove misure per invogliare i fedeli alle celebrazioni in presenza

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Ormai da svariati mesi continuiamo ad analizzare la vita post-covid e puntualmente riscontriamo la difficoltà di ricominciare con la nostra consueta routine. Stessa cosa vale anche per la chiesa cattolica, obbligata in questa drammatica situazione ad attrezzarsi per restare vicina ai propri fedeli, ma la cosa non è così scontata. Se da una parte i fedeli hanno riscoperto l’essenza dell’essere cristiani, dall’altra hanno perso l’abitudine a nutrirsi dell’eucarestia. Quest’aspetto per alcuni non vorrà dir niente, ma per la comunità cristiana ai vertici del mondo cattolico suona come un vero campanello dall’arme. La paura di eventuali contagi, infatti, spinge la gente a rintanarsi in casa, lasciando le chiese sempre più vuote.

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Nonostante l’impegno e la determinazione di molti parroci nel far rispettare i numerosi decreti, i prelati continuano a ritrovarsi con pochissime persone sedute nei banchi delle chiese, perdendo così la bellezza della celebrazione dal vivo. Ovviamente questa analisi interroga in maniera consistente non solo le numerose parrocchie, ma anche i vescovi di tutte le diocesi. L’Europa sta vivendo una decadenza dei reali principi cristiani e tutto questo sembra aver peggiorato la situazione. Il processo di rifondazione targato papa Francesco è in parte riuscito, ma occorre ancora lavorare sull’aspetto concettuale della chiesa in uscita. Questo perché molti fedeli hanno travisato questo messaggio di speranza, abbandonando ormai la reale partecipazione alla vita parrocchiale.

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Nei giorni scorsi, si è tenuta l’Assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa con il tema «la chiesa in Europa dopo la pandemia; prospettive per il creato e per le comunità». Inizialmente l’incontro si doveva svolgere a Praga, ma per motivi di prevenzione (noti a tutti), si è optato per una videoconferenza. A riscaldare gli animi è stato il cardinale Marc Ouellet, che senza peli sulla lingua descrive in maniera chiara il quadro della situazione nel mondo cattolico: “Il lungo digiuno eucaristico ha fatto perdere l’abitudine della messa domenicale, pertanto urge una nuove evangelizzazione”. Un monito importante che indirizza la chiesa verso una strada faticosa e difficile, ma l’urgenza di un cambio di rotta è necessario. Per questo, come sottolinea papa Francesco, bisogna rievocare il vero spirito di essere comunità, perché solo in questo modo i fedeli potranno sentirsi parte attiva della chiesa che è il corpo di Cristo.

Giuseppe Capano

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