LA DONNA: una rivolta “sociale” che va oltre i diritti

Stati Uniti 28 febbraio del 1909. Nasce ufficialmente La Giornata Internazionale della Donna

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cms_454/eva.jpgE Dio, creò la Donna. "Solo dopo averla creata - sostiene D. M. Turoldo - Dio non crea più nulla. Si riposa! Fa festa, perché è comparsa lei, in quanto sintesi di tutta la sua opera, specchio del creato". Anche Madre Teresa di Calcutta ebbe a dire che, nella donna, "la sua forza e la sua convinzione non hanno età, perché il suo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno". L’8 Marzo, giornata Internazionale della Donna: una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, le lotte contro le discriminazioni e le violenze. Donne consapevoli sui passi ancora da compiere, nella progressione verso l’uguaglianza e la loro piena partecipazione alla vita sociale: sfide e ostacoli …per queste “donne in cammino”!! Non basta … ancora molte le azioni da intraprendere e sostenere , per il raggiungimento dei diritti in tutti gli aspetti della loro vita.

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Ripercorriamo le tappe più significative di questa ricorrenza! Si narra che la Festa della Donna sia stata istituita nel 1908 in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. In realtà, appunto, si tratta solo di una leggenda, nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

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Stati Uniti 28 febbraio del 1909. Nasce ufficialmente La Giornata Internazionale della Donna istituita dal il Partito Socialista americano, con una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto e che diede la “stura “ ad altre rivendicazioni dei diritti femminili. Tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per giorni e giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro

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Il 25 marzo del 1911 nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Questo è l’episodio da cui è nata la leggenda della fabbrica Cotton. La data dell’8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917.

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In quel giorno le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca scelsero l’8 marzo come data in cui istituire laGiornata Internazionale dell’Operaia.

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In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 . Nel 1945, quando l’Unione Donne in Italia (formata da donne del Pci, Psi, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la Giornata della Donna . La scelta del fiore-simbolo è stata fatta nel 1946 della Unione Donne Italiane (UDI ) e fu scelta la mimosa, che tra l’altro fiorisce proprio nel periodo della festa, perché il giallo esprime vitalità, forza e gioia; il giallo poi rappresenta il passaggio dalla morte alla vita e ricorda le donne che si sono battute per la nascita di un mondo giusto.

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Nel 1977, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione in cui chiese agli Stati membri di proclamare una giornata per i diritti delle donne e la pace internazionale Ed è in questo giorno che vengono celebrati i progressi verso l’uguaglianza delle donne e la loro piena partecipazione alla vita sociale nonostante sfide e ostacoli che permangono per queste “donne in cammino”.Ma non basta … ancora molte le iniziative da intraprendere e sostenere , per il raggiungimento dei diritti delle donne, in tutti gli aspetti della loro vita. La festa della donna serve a ricordare una rivolta “sociale” che si è costruita negli anni e che va oltre i diritti, una rivolta sociale che, non del tutto vinta E’ un impegno sostenuto condiviso e partecipato dai governi con azioni volte ad sostenere tutte le donne e ragazze, alla partecipazione a ruoli di leadership, contribuendo a realizzare i loro obiettivi …le loro aspettative affinchè … donne di tutte le generazioni, origini e provenienza, possano concorrere alla vita economica, sociale volta a costruire una società più salda, democratica, liberandosi dell’ingiustificato stereotipo di superiorità maschile. E da questo clima di oppressione femminile che le donne così come scritto innanzi, nei secoli precedenti decisero di rivendicare i primi diritti d’uguaglianza.

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Con la rivoluzione industriale la donna ha compiuto un passo decisivo per la sua emancipazione, come l’uomo lavora in fabbrica con uno stipendio nettamente inferiore e ancora oggi in molte realtà lavorative vive lo stesso disagio che continua a lederne la dignità di donna e lavoratrice. Il movimento e le battaglie femministe hanno reso le donne di tutto il mondo consapevoli delle discriminazioni subite a causa di una errata cultura. Esse oggi continuano nella loro “ rivendica” finalizzata al raggiungimento di riconoscimenti al pari degli uomini; con la loro emancipazione che si è realizzata sul piano economico, giuridico, intellettuale ed infine politico. Quindi in un giorno come questo è bene pensare a tutte le conquiste ottenute lungo il cammino , senza fermarsi: il percorso è ancora lungo e irto di “ostacoli”!

Attilio miani

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