LA FINE DEL MONDO... CONCERTO PER C.AZNAVOUR

Intervista a Gianni De Feo

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Oggi, 25 agosto, alle 21,30, nell’ambito della rassegna “I solisti del Teatro”, ai Giardini della filarmonica di Roma, “La fine del mondo. Concerto per Charles Aznavour”. Diretto ed interpretato da Gianni De Feo. Testo di Roberto Russo. Aggiornamenti musicali al pianoforte di Giovanni Monti.

Prossima data il 16 settembre al Teatro di Massa Martana (PG)

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cms_22938/1.jpgGianni De Feo

Com’è nata l’idea dello spettacolo?

Spontaneamente, seguendo un mio percorso di spettacoli con canzoni. Dopo aver fatto ”Grido d’amore- Edith Piaf” che ancora porto in giro scritto da Ennio Speranza e un altro spettacolo “Canzoni in forma di nuvole - Cento storie per Sergio Endrigo. Mi è sembrato quasi un continuo. Volevo fare una trilogia di personaggi della musica e sono scivolato su Aznavour. A differenza degli altri spettacoli per questo testo ho chiesto a Roberto Russo di scriverlo perché aveva già scritto per me e con il quale avevo già collaborato con altri testi scritti da lui. Questo però è uno spettacolo un pò particolare perchè la parte musicale e le canzoni di Aznavour vivono su un piano, il testo vive su un altro piano quasi come se le canzoni e il racconto non dovessero interagire tra di loro. In maniera così sottile, quasi nascosta ad un certo punto c’è un’ intersezione tra questi due mondi a differenza dello spettacolo dedicato alla Piaf. Faccio questo esempio perché questo spettacolo nasce sull’onda di quelli precedenti in cui le canzoni erano quasi chiamate dalla storia di Edith Piaf che si presta molto bene alla teatralità proprio per la sua grande passionalità. In questo spettacolo non si racconta nulla di Aznavour. Il personaggio Monsieur Equilibre non vuole vivere a contatto con la società, si chiude perché ha paura di rischiare. Lo si capisce anche dal nome, è un uomo che è in cerca di equilibrio, vuole fare le cose giuste. La parte dello chansonnier è quasi come se fosse uno sdoppiamento di Monsieur Equilibre, quasi fosse un alter ego che esprime un’altra possibilità ossia la voglia di passioni e di vivere pienamente le emozioni che la vita ti offre.

cms_22938/2_1629860446.jpgMusica e racconto formano un unico corpo, come sei riuscito nell’intento?

Solitamente ci arrivo attraverso un mio intuito artistico non mi pongo mai il problema di come fare. A volte metto insieme delle cose che sembrano casuali però sono dettate sicuramente da un intuito o da un istinto dettato dalla mia creatività. La risposta è inutile cercarla, spesso te la dà il pubblico. Questo spettacolo è già stato fatto nel gennaio 2020 al Teatro Lo Spazio prima che iniziasse il lockdown e le chiusure. Stranamente ”La fine del mondo” sembra quasi propiziatorio. Avevo scritto il testo tra novembre e dicembre 2019. Ovviamente è tutto frutto d’immaginazione. Monsieur Equilibre è un personaggio surreale, un po’ come i personaggi dei romanzi, immagina che il mondo finirà dopo una settimana. Comincia ad indagare e a cercare di capire dalle reazioni delle persone come possono cambiare la loro vita sapendo che ben presto il mondo finirà. Alla fine si scoprirà che non è il mondo a finire. E’ una trasformazione che lo stesso Monsieur Equilibre durante la ricerca scoprirà un altro suo aspetto.

Cos’hai portato di tuo in Monsieur Equilibre?

C’è sempre qualcosa di mio in ogni personaggio: E’ ovvio che l’autore mi conosce abbastanza ed io m’identifico sempre nei personaggi che devo interpretare. Nella vita vale la pena anche correre dei rischi e sbagliare ma bisogna anche saper rimediare. Nel finale si svela tutto.

cms_22938/3.jpgCome ha reagito il pubblico nella prima rappresentazione?

Da una parte il pubblico era affascinato dal racconto e dall’altra era catturato. Ho molti giovani che mi seguono perché ho una scuola di teatro e si lasciavano sedurre dal mondo musicale di Charles Aznavour che sembrerebbe un po’ vintage ma cerco sempre d’interpretarlo con un tono più contemporaneo. Anche il pubblico meno giovane si lascia comunque sedurre da Aznavour.

Molti genitori hanno portato anche i figli e poi qualche genitore mi ha detto che i figli si erano incuriositi ed erano andati ad ascoltare le canzoni di Aznavour. Questo dà il senso del lavoro che facciamo.

Hai suscitato la loro curiosità. Hai altri progetti?

Ho un testo di Gennaro Rubbi (Federico dei sogni) che racconta in modo molto onirico il mondo di Federico Fellini attraverso i suoi film e la sua vita.
Ho due nuovi spettacoli, uno sarà al teatro Off off “Bambola” scritto da Paolo Vanacore che era già in programma l’anno scorso ma poi è saltato per le chiusure e sarà programmato per marzo 2022.

Speriamo di dare una nuova spinta con le riaperture e con delle agevolazioni, Sembra che ci mettano sempre degli ostacoli. La gente ha paura perché viene sollecitata a spaventarsi. La paura non solo ci avvilisce ma ci indebolisce.
Noi Artisti abbiamo il compito di suscitare e rinnovare le emozioni e le energie.

Finito il lockdown hai fatto altri spettacoli?

A maggio al Teatro Belli ho ripreso Alan Turing e la mela avvelenata.

Elisabetta Ruffolo

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