LA FORESTA NORVEGESE DI MURAKAMI HARUKI (V parte)

(Murakami Haruki, Norwegian Wood, Noruwei no mori)

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cms_20019/00.jpgNorwegian Wood (This Bird Had Flown)

Ma leggiamo con attenzione il testo della canzone in lingua originale e poi la traduzione italiana, ponendo mente al romanzo Norwegian Wood, magari ascoltando, come sottofondo, la splendida canzone: https://www.youtube.com/watch?v=lY5i4-rWh44.

Testo della canzone (lingua originale)

Norwegian Wood (This Bird Had Flown)

«I once had a girl
Or should I say
She once had me
She showed me her room
Isn’t it good
Norwegian wood

She asked me to stay
And she told me to sit anywhere
So I looked around
And I noticed there wasn’t a chair

I sat on a rug
Biding my time
Drinking her wine
We talked until two
And then she said
It’s time for bed

She told me she worked in the morning
And started to laugh
I told her I didn’t
And crawled off to sleep in the bath

And when I awoke
I was alone
This bird had flown
So I lit a fire
Isn’t it good?
Norwegian wood»

cms_20019/italfahne.jpgTesto della canzone (Traduzione in italiano)

Legno Norvegese (L’uccello ha preso il volo)

«Una volta avevo una ragazza
O dovrei dire che
Una volta lei aveva me
Mi mostrò la sua camera (e disse)
“Non è male vero,
il legno norvegese?

Mi chiese di restare
E mi disse di sedermi dove volevo
Ma mi guardai intorno
E notai che non c’era neanche una sedia

Mi sedetti su un tappeto
Aspettando il mio momento
Bevendo il suo vino
Parlammo fino alle due (di notte)
E poi lei disse
“È ora di andare a letto”

Mi disse che al mattino lavorava
E iniziò a ridere,
Le dissi “Io invece no”
E sgattaiolai via a dormire nel bagno

E quando mi alzai
Ero solo
L’uccello aveva preso il volo
Così accesi un fuoco
“Non è male vero,
il legno norvegese?».

Norwegian Wood “è una pietra miliare della musica occidentale sia per il suo fascino senza tempo, sia per motivi storici, è stato infatti il primo brano nel quale il rock-pop si affacciava alla musica del resto del mondo (la world music, si direbbe ora), utilizzando come accompagnamento uno strumento popolare indiano, poi diventato notissimo, il sitar, ed è stato anche uno dei primi brani volutamente ermetici e dal significato aperto a più interpretazioni, pur utilizzando parole del tutto semplici, del linguaggio corrente.”

(“Musicaememoria”:https://spazioinwind.libero.it/musicaememoria/norwegian_wood.html)

L’ultimo verso ha creato accesi dibattiti, come attesta Amitrano nella sua Introduzione

“«significa che lui accende un fuoco o che dà fuoco alla stanza?»” (op. cit., pag. XVII)

“La frase più controversa è l’ultima, “So I lit a fire, isn’t it good, Norwegian Wood.”, il protagonista (John) si è addormentato nella vasca da bagno, di legno, immaginiamo tipo sauna, si sveglia nella casa vuota e accende un fuoco. Dà fuoco al legno norvegese, attribuendo così anche significato al fatto di aver portato in primo piano questo particolare, il materiale da costruzione, nel testo? Oppure semplicemente va nella stanza accanto e accende il caminetto, completando questo bozzetto, questo frammento di vita, questo ricordo che affiora?

Sembra più logica la seconda ipotesi, ma nella registrazione originale, edita su alcuni dischi non ufficiali (bootleg), si sente distintamente Lennon chiudere il pezzo esclamando ad alta voce “I showed her!” (Gliel’ho fatta vedere!), accreditando la ipotesi di una specie di vendetta o conclusione tragica. Secondo altri invece la esclamazione era rivolta alla registrazione stessa, ed era “I showed ya!” (Ce l’ho fatta, è finita), e dipende da alcune difficoltà nella registrazione stessa.” (“Musicaememoria”:https://spazioinwind.libero.it/musicaememoria/norwegian_wood.html)

(continua)

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Fabrizio Oddi

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