LA FRANCIA PASSEGGIA SUL PRATO DELL’OLIMPICO

L’Italrugby incassa sette mete a uno (10-50), facendo emergere la mancanza, oltre al carattere, dei fondamentali del rugby

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Come ogni anno e in ogni edizione, l’esordio della nazionale italiana di rugby nel Torneo delle Sei Nazioni viene vissuto, almeno fino alla vigilia del match, con la migliore delle aspettative. Ma da qualche anno a questa parte, cinque per l’esattezza, alla fine dei primi 80 minuti di gioco la delusione la fa da padrone. La prima sfida del Guinness Six Nations, giocata allo Stadio Olimpico di Roma, ha visto i francesi giocare sul velluto per quasi tutta la partita. Il XV di Fabien Galthié ha battuto l’Italia con il punteggio di 50-10: tre le mete rispettivamente di Cretin, Fickou e Vincent nel primo tempo e quattro quelle del secondo tempo di Dulin, Dupont e Thomas (2). Sperandio segna i punti della bandiera per l’Italia al 65’.

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La vittoria schiacciante con bonus dei transalpini la dice lunga sulla prestazione dei padroni di casa, ma Franco Smith, capo allenatore egli azzurri, la vede diversamente:“Non penso che i francesi siano così migliori di noi, fisicamente sono molto più costruiti, ma ci sono errori che possiamo evitare, con pazienza ed esperienza. Sarà difficile essere positivi per chi guarda solo il risultato, ma dobbiamo pensare a dove fare meglio. Ci sono aspetti negativi nel nostro gioco, ma non sbagliamo in ogni occasione”. Infatti, gli unici due aspetti positivi dell’incontro, sono la bella giocata di Varney nel primo tempo per Joane che si è visto annullare la meta per un in avanti che si poteva evitare, e la meta di Sperandio con un calcetto a scavalcare, scaturita da una azione di gioco che, sinceramente, non si vedeva da molti anni.

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Nelle ultime ore, abbiamo spesso sentito ripetere dallo staff azzurro che questa è una nazionale giovane da cui ripartire e investire per il futuro; ma non si tratta solo di discutere sul carattere ancora acerbo dei tanti ragazzi che oggi occupano un posto da titolare. Il match ha messo in evidenza molte lacune che riguardano i fondamentali del rugby: placcaggio, punto di incontro e ball carrier. Elementi, uniti a concentrazione e disciplina, da cui non si può prescindere. Adesso, è ancora presto per trarre delle conclusioni e trovare i colpevoli di un fallimento del movimento rugbystico italiano che dura da molto tempo; ma non possiamo sottolineare la nota di amarezza che si evidenzia nelle cronache di una partita dell’Italrugby.

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Prendiamo atto di questa ennesima sconfitta, segnalando, per la cronaca, che i galletti, oltre ai 5 punti del match, portano a casa anche il Trofeo Garibaldi, il premio ideato nel 2007 che omaggia l’eroe italiano nato a Nizza; trofeo che vede il bilancio nettamente favorevole alla Francia con dodici vittorie su quattordici; gli unici due successi azzurri sono arrivati a Roma nel 2011 (22-21) e nel 2013 (23-18). Così come è anche doveroso ricordare che, dopo la sfida dell’Olimpico, le sconfitte consecutive dell’Italrugby salgono a 28 e che la vittoria manca, oramai, dal 2015 a Edimburgo contro la Scozia. La prima giornata del Torneo si conclude con la sfida alle 16:00 tra Galles-Irlanda al Millennium Stadium, Cardiff; mentre la nazionale italiana scenderà in campo a Twickenham sabato prossimo alle 15:15 contro l’Inghilterra, sconfitta ieri in casa dalla Scozia per 11-6

(photo courtesy sixnationsrugby.com)

Umberto De Giosa

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