LA GIOIA DELLA RINASCITA

I_sentieri_di_Psiche.jpg

“Nascere non basta.

E’ per rinascere che siamo nati.

Ogni giorno”

(Pablo Neruda)

cms_17450/DSC_2838.jpgCaro Lettore,

ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…da una settimana abbiamo ripreso ad assaporare un po’ di normalità; riflettevo sul fatto che molte volte, dopo un periodo traumatico, è come se il nastro della nostra vita si interrompa. In effetti la nostra esistenza assomiglia e può essere paragonata ad un film: ognuno con la sua storia, ognuno vive vicende che sembrano dettate da un insolito destino, altre le determiniamo noi con la nostra volontà.

Riprendere la vita di tutti i giorni è stato un po’ come riavvolgere quel nastro; penso però che ancora dobbiamo renderci conto e cioè portare alla consapevolezza quello che è accaduto, il fermarsi di tutto intorno a noi. Molti studi scientifici e statistiche parlano già di aumento dei casi di emergenza psichiatrica e psicologica: il disagio psicopatologico, di questi tempi, non riguarda solamente chi soffriva precedentemente, ma c’è una nuova emergenza, quella di coloro che hanno sviluppato sintomi nel corso di questi due mesi dall’esplosione della pandemia.

cms_17450/2.jpgE’ parere di alcuni psichiatri che in realtà la condizione vissuta di chiusura e di paura abbia semplicemente slatentizzato disagi psichici già esistenti nell’individuo, altri – in particolar modo gli psicologi – ritengono che sia bastata questa circostanza drammatica a scatenare sintomi psicopatologici; in realtà il mio pensiero è che nel corso di questi due mesi ognuno di noi ha cercato di fronteggiare tutte le emozioni più contrastanti mettendo in campo le proprie risorse e la propria capacità di resilienza. E’ nei momenti di emergenza che ci rendiamo conto dell’equipaggio emotivo di cui disponiamo per affrontare le difficoltà; vi posso assicurare, nello stesso tempo, che anche gli individui resilienti hanno fatto pensieri strani, hanno vissuto la paura di ammalarsi e di morire.

Ora, per le strade siamo tutti o quasi ‘mascherati’…ma avete mai pensato al significato metaforico della mascherina? Probabilmente sta coprendo le espressioni e l’espressività dei nostri volti: sono gli occhi, oggi, a parlare e a raccontare silenziosamente la paura della malattia e della morte, la profonda tristezza procurata dal lock down, la gioia timorosa nel rivedere i nostri congiunti. Credo che una delle cose che maggiormente ricorderemo di questo periodo saranno le categorie dimenticate dal nostro Governo, saranno le espressioni etichettanti degli affetti, saranno gli sguardi e i corpi stremati dei medici e di tutti i sanitari, sarà l’attesa di sussidi economici che ancora non arrivano nonostante le promesse, le scuse, ecc…Ma le famiglie, i bambini possono vivere di promesse e di scuse? Di promesse forse si, ma solo se mantenute; di scuse decisamente no. Ed è questo che stiamo insegnando ai nostri bambini e ragazzi che tanto coraggiosamente e pazientemente si sono adattati a quello che è stato uno stravolgimento epocale di tutta la vita scolastica e sociale oltre che familiare.

cms_17450/3.jpgIl prof. Vicari, neuropsichiatra infantile, primario del Bambin Gesù dichiara che: “Dobbiamo fare in modo che scuola e famiglie tornino ad essere agenzie educative. La scuola non deve essere dispensatrice di competenza ma deve essere riconosciuta e sostenuta nella sua funzione di distribuzione di conoscenza e di cultura. E luogo di costruzione dell’identità, perché stando in mezzo agli altri io imparo anche chi sono”.

Perciò - in un paese che a volte dimentica o mette in secondo piano le esigenze dei nostri bambini e ragazzi, in particolar modo quando sono portatori di disabilità - cerchiamo di insegnare i valori reali e soprattutto a imparare a discernere il bene dal male, anche quando si tratta di valutare decisioni e azioni di coloro che sono al di sopra di loro.

Insieme ce la stiamo facendo, alla prossima settimana.

Teresa Fiora Fornaciari

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