LA GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA

La denuncia di padre Zanotelli per l’ennesima tragedia del mare

1619368732copertina.jpg

Oramai tutto si dimentica, quasi se la morte di ogni singola persona non ci riguardasse. La vita, nella sua più sublime espressione evidenzia il concetto di relazione. Eppure, nonostante tutto, ci impegniamo a fare del nostro peggio. In questo ultimo anno solare, i riflettori sono tutti puntati sulla vicenda covid. Intere trasmissioni si riversano su questa tematica, dimenticandosi le reali brutalità di questo millennio. L’ennesimo tragico episodio che ha visto 130 migranti affogare a largo della Libia, passerà nell’indifferenza generale come al solito, perché ci siamo anestetizzati davanti a tutto. L’orrore ci fa paura, ma ci spinge a convivere come se tutto fosse normale. Questa tragedia nel Mediterraneo si poteva, ancora una volta, evitare, ma come al solito si cerca di scaricare la colpa su qualcuno. Tutti sapevano, ma nessuno ha fatto qualcosa, perché la politica di partito viene prima delle persone bisognose. Le atrocità di queste morti gridano verità in un silenzio assordante, nonostante si cerchi di voltare pagina.

cms_21693/foto_1.jpg

I messaggi (i soliti) di solidarietà non mancano, arrivano puntuali come un treno svizzero, ma hanno il sapore della “lavata di faccia”. Il problema immigrazione merita di essere risolto con politiche concrete, che mirano alla dignità dell’uomo. Proprio la dignità dell’uomo dovrebbe essere al centro di questo fenomeno, ma si considerano solo i confini. Senza cadere nella trappola della retorica, queste morti dovrebbero interrogarci su chi siamo. Ebbene ricordare, che questo massacro è avvenuto nell’Europa cristiana, dove si professa la vicinanza per i sofferenti.

cms_21693/foto_2.jpg

In merito a questo, padre Zanotelli, religioso della comunità missionaria dei Comboniani, non usa mezze misure: “Siamo davanti a veri e propri crimini che gridano giustizia al cospetto di Dio e delle Corti di Giustizia. Siamo davanti a un genocidio di cui un giorno la Storia ci chiederà conto”. Parole forti, che servono a riassumere una storia assurda. Il sacerdote comboniano, da tempo porta avanti l’iniziativa del “digiuno di giustizia. Un esempio concreto quello del religioso, volto a sensibilizzare la gente su una tematica bistrattata. All’urlo di dolore si associa anche papa Francesco, che attraverso l’Angelus domenicale dichiara: “Sono molto addolorato per la tragedia che ancora una volta si è consumata nel Mediterraneo. Interroghiamoci tutti su questa tragedia. E’ il momento della vergogna”. Non esistono parole o frasi di circostanza, solo il silenzio assordante ci aiuterà a riflettere (sempre se ne siamo capaci).

Giuseppe Capano

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

info@internationalwebpost.org
Privacy Policy

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram