LA GRAVE DEPRIVAZIONE ABITATIVA NELLE REGIONI ITALIANE

Tra il 2004 ed il 2021 è diminuita in media del 24,94%

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cms_32647/istat-logo.jpgL’Istat calcola la grave deprivazione abitativa. La variabile è definita come la percentuale di persone che vivono in abitazioni sovraffollate e che presentano almeno uno tra i seguenti tre problemi: a) problemi strutturali dell’abitazione (soffitti, infissi, ecc.), b) non avere bagno/doccia con acqua corrente; c) problemi di luminosità. I dati fanno riferimento al periodo tra il 2004 ed il 2021 per le regioni italiane.

Ranking delle regioni italiane per valore della grave deprivazione abitativa nel 2021. La Valle d’Aosta è al primo posto per valore della grave deprivazione abitativa nel 2021 con un valore di 11,7%, segue il Molise con 11,6%, e l’Abruzzo con un valore di 10,3%. A metà classifica c’è la Sicilia con un valore di 6,7%, seguita dall’Umbria e dalla Sardegna con un valore di 5,9%. Chiudono la classifica il Veneto con un valore pari a 4,3%, seguito dall’Emilia Romagna con un valore di 3% e dal Friuli Venezia Giulia con un valore di 2,3%.

Ranking delle regioni italiane per variazione percentuale della grave deprivazione materiale tra il 2004 ed il 2021. Il Piemonte è al primo posto per valore della variazione percentuale della grave deprivazione abitativa tra con un valore pari a 36,11% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 7,2% nel 2004 fino a 9,8% nel 2021 con una variazione pari a 2,60 unità. Segue la Valle d’Aosta con una variazione pari a 67,44% passando da un ammontare di 7,00% nel 2004 fino ad un valore di 11,7% nel 2021 con una variazione pari a 4,70 unità. La Liguria è al terzo posto con una variazione pari a 59,26% corrispondente ad una variazione da 5,4% nel 2004 fino a 8,6% nel 2021. A metà classifica vi è l’Emilia Romagna con una variazione pari a -53,13% corrispondente ad una variazione da 6,4% nel 2004 fino ad un valore di 3% nel 2021 corrispondente ad una variazione di -3,40%. Segue la Toscana con una variazione pari a 17,78% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 4,5% nel 2004 fino ad un valore di 5,3% nel 2020 ovvero una variazione pari ad un ammontare di 0,80 unità. Segue l’Umbria con una variazione pari a -13,24% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 6,8% nel 2004 fino ad un valore di 5,9% nel 2021 ovvero pari ad una variazione di -0’,90 unità. Chiudono la classifica la Calabria con una variazione pari a -68,75% pari ad una variazione da un ammontare di 14,4 unità nel 2004 fino ad un valore di 4,5% nel 2021 ovvero corrispondente ad una variazione di -9,90 unità. Segue la Sicilia con una variazione pari ad un ammontare di -55,33% corrispondente ad una variazione da 15% nel 2004 fino a 6,7% nel 2021 ovvero una variazione pari a -8,30 unità. All’ultimo posto vi è la Sardegna con una variazione pari a -42,16% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 10,2% fino ad un valore di 5,9%. In media il valore della grave deprivazione abitativa nelle regioni italiane è diminuito del 24,94% passando da un ammontare di 6,59% nel 2004 fino ad un valore di 8,78% nel 2021.

La grave deprivazione abitativa nelle macro-regioni italiane tra il 2004 ed il 2021. La grave deprivazione abitativa nel Nord Italia è diminuita dell’11,86% passando da un valore del 5,9% del 2004 fino al 5,2% nel 2021. La grave deprivazione abitativa nel Nord-Ovest è aumentata del 10,71% tra il 2004 ed il 2021 passando da un valore di 5,6% fino a 6,2%. La grave deprivazione abitativa nel Nord-Est è diminuita di -41,27% corrispondente da un ammontare di 6,3% del 2004 fino a 3,7% nel 2021. La grave deprivazione abitativa nel Centro Italia è diminuita del 12,33% corrispondente ad una variazione da un ammontare del 7,3% del 2004 fino al 6,4% nel 2021. La grave deprivazione abitativa nel Mezzogiorno è diminuita del 50,38% passando da un ammontare del 13,1% del 2004 fino al 6,5% nel 2021. La grave deprivazione abitativa nel Sud Italia è diminuita del 50,00% passando da un ammontare del 12,8% nel 2004 fino al 6,4% nel 2021. La grave deprivazione abitativa nelle Isole è diminuita del 52,90% passando da un ammontare del 13,8% nel 2004 fino al 6,5% nel 2021.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito presentiamo una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Vengono individuati due clusters ovvero:

  • Cluster 1: Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Lazio, Sardegna, Molise;
  • Cluster 2: Toscana, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Umbria, Puglia, Marche.

Considerando il valore della media dei clusters possiamo notare che il Cluster 1 risulta essere dominante rispetto al Cluster 2 ovvero: C1>C2. Possiamo notare che il cluster 1 è costituito essenzialmente dalle regioni meridionali con l’eccezione del Lazio. La Puglia è al contrario, l’unica regione meridionale ad essere presente nel cluster 2 ovvero il cluster che presenta livelli più moderati della grave deprivazione abitativa.

Conclusioni. La grave deprivazione abitativa nelle regioni italiane tra il 2004 ed il 2021 in media è diminuita nelle regioni italiane di un ammontare pari a -24,94%. Possiamo notare che c’è stata una grande convergenza nel valore della grave deprivazione abitativa delle regioni meridionali rispetto alle regioni del Centro-Nord. Tuttavia, la grave deprivazione abitativa nel Nord-Est ha livelli molto più bassi rispetto alle altre macro-regioni italiane con un valore pari a 3,7%. Se consideriamo il dato italiano possiamo notare che circa il 5,9% della popolazione italiana soffre di grave deprivazione abitativa. Ovvero considerando che la popolazione italiana è di circa 59 milioni di abitanti ne deriva che circa 3,5 milioni di italiani vivono condizioni di grave deprivazione abitativa.

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Angelo Leogrande

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