LA LEGGE DELLO SPECCHIO NON SBAGLIA MAI

Non lasciate che il mondo esterno prenda il sopravvento sul vostro mondo interno, siate voi gli artefici

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Se ci guardiamo allo specchio e vediamo il nostro viso sporco, non puliamo lo specchio, ma andiamo di corsa a lavarci la faccia. Al contrario se ci confrontiamo con parenti, amici o colleghi e percepiamo sensazioni negative come rabbia, invidia, odio, invece di ripulire e trasformare i nostri pensieri e le nostre emozioni, attribuiamo la responsabilità agli altri. Per rendere l’idea, voglio citarvi uno specchio famoso, "specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" recitava la regina cattiva di Biancaneve. Un bel giorno lo specchio cambiò la risposta, proprio quando la malvagia, oramai avanti con gli anni, vedeva la sua bellezza sfiorire e si sentiva minacciata dalla povera e ignara Biancaneve. Quando crediamo di vedere qualcosa di sbagliato all’esterno di noi, in realtà stiamo osservando un aspetto che si trova al nostro interno. La realtà riflette noi stessi. Vediamo solo ciò che siamo. È questa la Legge Universale dello Specchio, celata nella celebre fiaba.

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Nella vita di tutti i giorni ci sono persone che ci creano problemi: ad esempio la suocera che non ci rispetta, le amiche invidiose, il compagno bugiardo, oppure il datore di lavoro aggressivo.Se ci dà fastidio l’aggressività è perché anche noi abbiamo aggressività al nostro interno e se ci osserviamo con cura, troveremmo che, in altri modi e in altre occasioni della nostra vita, essa inevitabilmente si manifesta. Se ci infastidisce chi non ha rispetto, chiediamoci in quali occasioni non abbiamo onorato gli altri o se, in qualche modo, non continuiamo a farlo.A volte non basta mutare le condizioni esterne. Lo vediamo meglio nel rapporto di coppia, quando cambiamo partner: dopo il consueto periodo in cui tutto è rose e fiori, ci ritroviamo a lottare anche con il nuovo fidanzato, con gli stessi problemi o magari la stessa tipologia di suocera che non ci rispetta. O nella sfera professionale: nel nuovo lavoro, dopo l’entusiasmo iniziale, incontriamo le stesse situazioni che ci opprimono. Il nostro fastidio attira per Legge di Risonanza situazioni e persone che lo fanno emergere e ci permettono di osservarlo. La nostra aggressività repressa ci fa odiare chi è aggressivo, la nostra mancanza di rispetto, abilmente nascosta, ci rende insopportabile chi ci ignora o ci tratta male. Hermann Hesse diceva: “Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi”.E allora chi ruba? Obietterete giustamente. Non ci dà fastidio perché anche noi siamo ladri. C’è ne dà perché si appropria delle nostre cose, entrando in collisione col nostro attaccamento alle cose materiali.

Ricapitoliamo: ci dà fastidio ciò che siamo, ciò che vorremmo essere, ciò a cui abbiamo rinunciato perché magari ci è stato sottratto.

Questi i tre punti sui quali si basa la Legge dello Specchio.

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Il primo aspetto lo abbiamo già descritto. Il secondo vuole che ci infastidiscano le persone alle quali, pur non potendo, vorremmo assomigliare. Pensiamo ai ricchi. Ci dà fastidio chi tradisce il partner perché vorremmo fare la stessa cosa. Forse non amiamo o non stiamo più bene con l’attuale compagno, ma abbiamo paura di dirglielo o di agire. Non sopportiamo chi non rispetta le regole perché anche noi, in fondo, vorremmo trasgredirle, ma non abbiamo il coraggio di farlo. Il terzo aspetto riguarda la sfera delle rinunce. Cosa ci è stato tolto, anche inconsapevolmente, dai genitori? Non ci compravano forse i giocattoli? Critichiamo i bambini moderni che hanno tutto quello che vogliono. Mamma e papà erano poco affettuosi? Ecco il fastidio o l’imbarazzo nei confronti delle coppie che si accarezzano troppo o si baciano in pubblico, oppure dei genitori che fanno troppe coccole ai figli. Dobbiamo comprendere che in realtà i difetti non sono negli altri, bensì in quelle parti di noi che proiettiamo sugli altri.

Per un altro aspetto – non meno importante – della stessa legge, entriamo in risonanza con quelle persone che possiedono aspetti complementari ai nostri: la vittima attirerà il carnefice, la persona gelosa, un partner che la tradisce, chi è attaccato al denaro, il ladro che gli farà vedere il suo attaccamento. L’aggressività, la gelosia, il possesso e tutte le altre paure sembrano difetti solo fino a quando non li vediamo e non li accettiamo totalmente. Il segreto non è eliminarli, ma osservarli attraverso l’anima, divenendone consapevoli. L’accettazione è la chiave. Ama i tuoi nemici, la concentrazione su questo principio, può portare da sola al risveglio spirituale, in quanto costringe il centro del Cuore ad aprirsi.

cms_6257/4p.jpgFacciamo un esercizio pratico:

Scegliete una persona che proprio non sopportate, un nemico che vi fa sentire feriti e arrabbiati. Buttate giù una lista delle cose per cui invece vi piacerebbe ringraziarla. Certamente questo implicherà un grande sforzo, ma ne varrà la pena. Stilate poi un altro elenco, appuntando le cose per le quali vi piacerebbe chiederle scusa - anche piccole cose - magari quella volta che non l’avete salutata, o quando volutamente non le avete comunicato un cambiamento dell’orario di lavoro. L’ultima cosa da fare è solo per i coraggiosi: alzate il telefono o whatsapp alla mano, ringraziatela per tutti i motivi scritti nel primo elenco e chiedetele scusa per tutto ciò che avete inserito nella seconda lista. Ama il tuo nemico. Ricordate? Il risultato sarà sorprendente.Il buon Gesù, che la Legge dello Specchio la conosceva, disse nel Vangelo di Matteo: “Non giudicate per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate sarete misurati”. Il giudizio rivolto verso gli altri e quello rivolto a noi stessi, sono semplicemente due facce della stessa medaglia.

Tina Camardelli

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