LA NUOVA RESURREZIONE DI CONTE

Incassa la fiducia anche al Senato, con due voti in zona Cesarini

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Il miracolo è avvenuto, dando il via al cosiddetto Conte ter, seppur con una maggioranza al senato molto risicata. La votazione si è conclusa con 156 favorevoli, 140 no e 16 astenuti. Una lunga giornata ricca di tensioni, terminata con la legittimità di voto (in extremis) dei senatori Ciampolillo e Nencini, arrivati giusto in tempo per affermare la loro fiducia al premier Conte. Gli scontri verbali non sono mancati, vedendo un centrodestra molto agguerrito; in special modo il leader leghista Matteo Salvini che, con il suo discorso in aula, ha sollevato svariate polemiche. Ma la risoluzione di questa crisi, alla fine, era nell’aria da diverse ore: mancava solamente il voto ufficiale.

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Raccogliendo gli umori della piazza, abbiamo colto le dichiarazioni di vari esponenti politici cercando di carpire le loro posizioni. Il punto di vista della Lega è stato chiaro fin dall’inizio, ribadendo il secco no al Governo in carica. Queste le parole del senatore leghista Rossano Sasso dichiara: “La nostra idea è sempre quella del voto, crediamo infatti di avere i numeri per costituire una maggioranza. Il presidente Conte è ricorso ai servigi di Mastella”. Sul ripensamento della Polverini, continua: “Deve chiederlo a lei, ma dubito che abbia il coraggio di uscire per le strade di Roma”. Non manca la frecciatina alla conterranea Bellanova: “Il partito di Italia Viva dovrebbe essere coerente, non basta annunciare una crisi di governo e poi astenersi, perché astenersi al Senato vuol dire dare l’appoggio”.

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Nell’attesa della votazione, abbiamo incrociato l’ex senatore Razzi che, tra una risata e l’altra, ha detto riguardo all’attuale situazione politica: “Sono venuto per pagare le bollette (ride), ma farsi una passeggiata in questo momento è piacevole. Posso solo dirvi, che io sarei tornato al voto, perché questi senatori che appoggiano Conte sanno benissimo di non essere rieletti. Per questo, pensano solo ai fatti loro”.

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Come ben sappiamo, il toto nomi sui possibili responsabili ha costituito un vero e proprio dilemma. Uno di questi è Saverio De Bonis, ex cinque stelle e attualmente in forza al gruppo misto, che con fermezza afferma la sua fiducia al premier: “Abbiamo una grande responsabilità verso gli Italiani e dobbiamo capire come investire i soldi del recovery, ricordiamoci del nostro mandato avuto dai cittadini”.

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Infine, ha sorpreso e non poco la scelta di Casini nel votare la fiducia, visto che negli scorsi giorni si era mostrato piuttosto scettico. Alla fine, Conte vince la sua battaglia contro Italia Viva, ponendo come suo punto di forza la credibilità internazionale. La sfida è ardua, in primis per rilanciare l’Italia, schiacciata sotto la morsa del covid. Aldilà di qualsiasi analisi postuma, conta ristabilire serenità in un Paese che da quasi un anno è sotto pressione.

(Foto: Anita Pia Ancora)

Giuseppe Capano

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