LA PAGINA PER I BAMBINI

La primavera al paesello

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Quando avevo quattro anni, la natura forse era più verde, non era inquinata come oggi. Quando arrivava la primavera la terra si riempiva di colori: i prati verdi e i fiori coloratissimi di varie dimensioni (piccoli, grandi, piccolissimi). C’erano tra i vari fiori: le rose “canine” di colore rosa con solo quattro bei petali e le margheritine sui prati. Era bello vedere i colori della natura dopo l’inverno grigio e cupo. L’inverno è bello solo con la neve anche se la primavera ha un altro sapore.

Sai Sammy, ricordo che in primavera arrivavano le lucciole (immagine presa da internet): la sera non appena il sole tramontava incominciavo a vedere migliaia di lucette dorate che volavano, qualcuna di esse si posava sulla mano e qualcun’altra sulla spalla. Lampeggiavano come tante stelle scese dal cielo a giocare per il bosco e per la campagna. Da bambino ne prendevo qualcuna, la mettevo in un grande barattolo di vetro e la portavo a casa per guardarla tutta la notte.

cms_19726/1.jpgLe lucciole sono dei piccoli insetti che comunicano tra di loro con la luce, noi essere umani, per esempio, comunichiamo con le parole, invece, altri comunicano con i colori come fanno i fiori con gli insetti, il fiore con il colore più bello seguirà il processo d’impollinazione più facilmente. Questi insettini si cercano, maschietto e femminucce, con la luce, lampeggiando, con dei segnali di luce dorata e, in primavera, la sera, quando l’aria è piena di questi esserini luminosi ti senti come in mezzo alle stelle e cerchi di rincorrerle e di acchiapparle.

cms_19726/2.jpg Il giorno è anche pieno di altri colori: ci sono le farfalle, coloratissime, iridescenti e di mille colori. Le “farfalle bianche” con dei puntini neri sulle ali, le “farfalle cavolaie” chiamate così perché i bruchi nascono nei cavoli, sono piccoline, bianche con dei puntini neri, le “farfalle regine” (immagine presa da internet), gialle e con grandi disegni sulle ali a motivo di tigre o a colori, le “farfalle della seta” o bruchi della seta, gialle e dorate. Da piccoli le rincorrevano per acchiapparle ma non sempre ci riuscivamo. Se ne prendevamo una la portavamo a casa e la facevamo vedere alla mamma. Le farfalle sono così delicate, non vivono a lungo, giusto il tempo per trovare moglie e posare le uova e per questo non era giusto che noi le prendevamo e le tenevamo così.

cms_19726/3.jpg Oltre alle farfalle e alle lucciole, c’era anche lo “scarabeo cervo” (immagine presa da internet), chiamato così perché ha due corna come quelle di un cervo, è una specie di scarafaggio grosso, tondo e marrone scuro, noi lo chiamavamo “il cervo volante”.

Quelle due grandi corna sono le sue braccia che servono per acchiappare cose da mangiare, quindi dovevi stare attento perché con i suoi spuntoni poteva pizzicare. Noi, però, li acchiappavamo lo stesso per metterli nello scatolo e cercavamo di dargli da mangiare le mollichine di pane ma non credo che gradissero questo tipo di cose.

cms_19726/4.jpgPer la campagna potevi incontrare le falene, le “falene notturne” (immagine presa da internet) con ali grandi quanto due palmi della mano, sono farfalle che volavano solo di notte e di giorno si appiccicano su qualche muro di pietra con le ali spalancate, sulle quali sono disegnati gli occhi di una civetta. Gli uccelli predatori vedendo una civetta si spaventano e le stanno alla larga.

Oltre a queste farfalle, c’erano anche gli scarabei che hanno la forma di uno scarafaggio, un po’ più rotonda. Usualmente raccolgono le cacche di capra o di mucca, fanno delle palline e le rotolano. Queste palline sono molto più grandi di loro e vengono usate per creare un luogo caldo dove deporre le uova. In questo modo le uova rimangono protette ed una volta che si schiudono, i piccolini trovano subito il cibo e mangiano le “cacchette” per crescere.

cms_19726/5.jpgC’erano tantissime formiche, camminavano in fila, uno dietro l’altra come dei soldatini. A vederle non si direbbe che siano così intelligenti, invece le formiche sono degli agricoltori e degli allevatori. Nel loro nido sotterraneo, fatto di buchi d’areazione in modo che ci sia sempre corrente d’aria per permettere di avere all’interno una temperatura giusta, raccolgono delle foglie d’erba sminuzzata dove coltivano i funghi, è un cibo che a loro piace.

cms_19726/6.jpgAllevano anche le pulci, non quelle che danno fastidio o prurito ma una specie di pulci particolari che producono il latte per far crescere i loro cucciolotti. Le formiche le allevano nelle loro grotte, le pungono per trarne il latte da dare alla formica regina che ne ha bisogno per fare tante uova. Nella gerarchia delle formiche ci sono le “formiche soldato” e le “formiche alate”. Quando nasce una nuova formica regina - si distingue dalle altre perché ha le ali - le formiche alate devono andare a cercare un nuovo nido per creare un nuovo regno, quando trovano il posto giusto perdono le ali e rimangono lì.

Quante cose belle si possono vedere per la campagna in primavera. Ed allora Sammy sbrigati, fai esercizi, continua e abbi fede, solo una volta sceso dalla carrozzina andremo a vedere le farfalle, a raccogliere i fiori, a vedere da lontano i nidi delle api, ad acchiappare i “cervi volanti” e andremo a trovare le fragoline di bosco, quelle piccole, saporite e profumate.

Sammy sono stanco, te l’ho detto che sono vecchietto, è tardi, vado a letto. Sammy, buonanotte, a domani, ad un’altra storia.

(su licenza dell’autore tratto dal suo libro “Dieci Racconti per Sammy”)

Vito Coviello

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