LA PAGINA PER I BAMBINI

La festa di Sant’Antonio abate e la benedizione degli animali

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cms_19828/1.jpgQuando al mio paesello arrivava la festa di Sant’Antonio Abate i contadini portavano in piazza, davanti la chiesa di San Vincenzo, i propri animali per farli benedire: l’asinello, il bue, il cavallo, la pecora, il coniglio, la gallina, ecc. perché Sant’Antonio Abate è il protettore degli animali.

Dopo la benedizione si faceva la corsa con gli animali. A questa gara potevano partecipare i bambini dai quattro ai dodici anni. A secondo dell’animale scelto c’erano due fasce d’età: i bambini dai quattro ai sei anni e quelli dagli otto ai dodici anni.Per i primi, in piazza veniva liberato un coniglio ed i bambini dovevano cercare di prenderlo. I bambini si divertivano, correvano, giocavano, cadevano perché il coniglio saltellava a destra e a sinistra ed era difficile da prendere. Quando uno dei bambini riusciva ad afferrarlo, lo portava a casa e lo allevava.

cms_19828/2.jpgInvece, per i secondi, veniva liberato un porcellino tutto rosa e piccolino (immagine presa da internet). Era difficile da prendere perché si divincolava e i bambini correvano dietro di lui. Anche il porcellino veniva portato a casa come premio del bambino che era riuscito ad acchiapparlo.

Io ed i miei amici organizzavamo anche delle corse tra gli animali: avevamo preso delle lumache e le facevamo gareggiare ma essendo molto lente impiegavano una giornata intera per raggiungere il traguardo.

cms_19828/3.jpgAllora, avevamo provato con le rane: ognuno di noi ne prendeva una, le allineavamo e da una linea di partenza tracciata sulla terra le lasciavamo partire. Le rane, però, non saltellavano dritte ma un po’ a destra e un po’ a sinistra ed eravamo costretti a inseguire ognuno la propria rana e per farla saltellare in avanti la spaventavamo battendo il palmo della mano a terra. Si rideva tanto. Non contenti, avevamo provato con le tartarughe, molto difficili da trovare. Io ne avevo una piccola, simpatica con gli occhi azzurri, era di terra. Gli altri amici miei però non ne avevano e, quindi, non potevamo giocare. Allora, organizzavamo le corse tra di noi: correvamo veloci e il vento ci accarezzava, per arrivare primi ci rotolavamo.

Sammy anche tu puoi farlo devi solo continuare ad esercitarti. Lo so Sammy che è difficile ma ci vuole tanta pazienza. Sono sicuro che riuscirai a correre anche tu e sentirai il vento tra i capelli. E ti prometto che andremo anche in piazza a Castel Lagopesole ed il giorno di Sant’Antonio Abate correremo dietro il coniglietto o il porcellino, quello che vuoi tu.

Beh è tardi Sammy, sono stanco, forse ho la febbre ma non ti preoccupare mi curerò. Anche noi vecchietti, ogni tanto, ci ammaliamo: prendiamo le medicine e mangiamo tanta verdura e frutta perché contengono vitamine. Quando ero bambino non mi piacevano tanto le verdure, con l’avanzare dell’età ho imparato a mangiarle perché so che fanno bene alla salute, anche se hanno un odore un po’ sgradevole.

Vado a dormire Sammy. Buonanotte, ad un altro racconto. Ciao.

(su licenza dell’autore tratto dal suo libro “Dieci Racconti per Sammy”)

Vito Coviello

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