LA PALMA FUORI DALL’INCUBO

Cessata l’attività del vulcano Cumbre Vieja. Adesso si pensa alla (difficile) ricostruzione

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L’incubo di La Palma (Canarie) sembra finalmente avviarsi alla conclusione. Finalmente il vulcano Cumbre Vieja ha smesso di eruttare dopo tre mesi di attività ininterrotta, a partire dallo scorso 19 settembre. Le autorità locali hanno comunicato che l’emergenza può dirsi finita poiché da 10 giorni non si rileva attività sismica, flusso di lava e significative emissioni di diossido di zolfo. Il direttore della Commissione per l’emergenza vulcanica, Julio Perez, si è espresso in questi termini: “Quello che proviamo non è né gioia né soddisfazione. Come possiamo definirlo? È un sollievo emotivo e speranza, perché adesso ci possiamo concentrare totalmente sul lavoro di ricostruzione”. Urge rimboccarsi le maniche e ricostruire perché oltre 3mila abitazioni sono andate distrutte, con 7mila persone sfollata. Anche molte strade sono tuttora bloccate; la lava si è estesa su un territorio di 1.219 ettari, pari a 1.500 campi di calcio messi insieme. Fortunatamente, proprio le tempestive operazioni di evacuazione hanno fatto sì che non si registrassero vittime.

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I danni economici causati da questa calamità naturale non si limitano alla distruzione degli edifici: per ovvie cause, ne escono pesantemente penalizzati l’agricoltura e il turismo, gli stessi che, per ironia della sorte, sono fonte della maggior parte del reddito nell’arcipelago delle Canarie. Il governo sta già organizzando un piano per gli aiuti economici, e ha stanziato fondi per oltre 400 milioni di euro da destinare alla ricostruzione.

Da più parti sono giunti messaggi di solidarietà e vicinanza alla popolazione, oltre che di sollievo per la cessazione dell’attività vulcanica. Pedro Sanchez, il premier spagnolo, si è così espresso su Twitter: “Questa notizia è il miglior regalo di Natale. Continueremo a lavorare insieme, tutte le istituzioni, per rilanciare la splendida isola di La Palma e riparare i danni”.

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Sebbene l’emergenza sembra essere rientrata, c’è ancora chi nutre un certo timore nei confronti del minaccioso vulcano “iperattivo” da tre mesi a questa parte. Una coppia di tedeschi, Jacqueline Rehm e Juergen Doelz, intervistati da Reuters hanno dichiarato: “Non siamo riusciti a salvare nulla di quello che avevamo, siamo dovuti scappare per 7 settimane sulla nostra piccola barca. Dopo Natale ci trasferiremo a Tenerife. Non ci fidiamo di questa bestia”.

Massimo Montinari

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