LA RIVOLUZIONE QUANTISTICA AZZERA L’ABISSO TRA RELIGIONE E SCIENZA

Quando il corpo muore, l’anima ritorna all’universo che l’ha generata

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Quando si parla di potenzialità della mente, della coscienza o dell’anima, un sorrisino appare sul volto di alcune persone che ignorano la realtà, o per lo meno preferiscono ignorare una realtà alternativa. Se grandi potenze mondiali come la Russia e l’America hanno svolto e svolgono ancora oggi, ricerche nell’ambito dei poteri psichici e paranormali, che addirittura utilizzano nello spionaggio, per operazioni militari e altro ancora, un motivo ci sarà.Se i potenti della terra - quelli veri - fanno parte di circoli massonici ed esoterici, un motivo ci sarà.Conoscere altro significa percorrere una nuova strada, quella della libertà, del suo “pieno utilizzo” senza limiti.Ovviamente siamo anche “liberi” di non farlo, rimanendo intrappolati nella nostra gabbia di razionalità. Qualunque sia la decisione, sempre si instaurerà un rapporto di assoluta “libertà”. Quella di scegliere.Capita a chi è fortunato di invecchiare. Eppure la vecchiaia fa paura e molto volentieri cerchiamo di distogliere lo sguardo e i pensieri da questa condizione della vita.Il tempo passa inesorabile, il corpo non è più lo stesso, le energie fisiche diminuiscono.

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A mano a mano ci avviciniamo al naturale passaggio.Nel corso della storia umana, le diverse culture religiose e credenze antiche hanno elaborato molteplici concezioni della vita e della morte. La maggior parte degli scienziati ritiene il concetto dell’anima eterna una sciocchezza. Solo perché non è dimostrabile.Le religioni, dal canto loro, prospettano la continuità della vita nell’aldilà, mitigando il senso di paura del varco.La società tende invece ad esorcizzarla, evitando di parlarne.Siamo da sempre abituati a pensare che fede e scienza, siano due campi paralleli, destinati a non incontrarsi mai. Come due persone che percorrono strade dirette verso destinazioni alternative, incompatibili tra loro.Da quando l’uomo ha cominciato ad incamminarsi verso la fisica quantistica si è accorto che le leggi “perfette” della matematica, applicabili al mondo osservabile, non lo sono altrettanto in quello invisibile.La fisica quantistica, teoria rivoluzionaria, potrebbe spiegare l’esistenza dell’anima che ritiene una delle strutture fondamentali dell’universo. Dimostrabile.Con la morte fisica tutte le informazioni che la formano non vengono distrutte, ma lasciano il sistema nervoso per essere riconsegnate all’universo.

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Secondo Stuart Hameroff, medico americano e Roger Penrose, fisico inglese, le nostre anime sarebbero inserite all’interno dei "microtubuli" delle nostre cellule cerebrali. Con la morte corporea, i microtubuli perdono sì la loro fisicità, ma le informazioni in essi contenute non vengono distrutte.

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Nell’Universo nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.In parole povere, l’anima non muore, ma torna alla sua sorgente, in grado di esistere al di fuori del corpo, a tempo indeterminato.Questa teoria si avvicina molto alla concezione orientale del buddismo, secondo la quale l’anima sarebbe parte integrante dell’universo ed esisterebbe al di fuori del tempo e dello spazio.

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Il Dottor Robert Lanza, terzo scienziato al mondo secondo il New York Times, famoso per la ricerca sulle cellule staminali e per aver clonato diverse specie di animali in via d’estinzione, ha rivolto la sua attenzione anche alla fisica, con particolare riferimento alla meccanica quantistica e all’astrofisica, fino ad arrivare al biocentrismo. Secondo il biocentrismo sarebbe la coscienza stessa a creare l’universo materiale in cui viviamo e non il contrario.Un’altra teoria di Lanza è l’esistenza di universi paralleli, fondamento del biocentrismo, dove ognuno di essi vive simultaneamente. Quindi se un corpo muore in un universo, la sua coscienza potrebbe migrare verso un universo parallelo e così all’infinito, uscendo ed entrando nei corpi. “La coscienza è energia” dice Lanza e in virtù dell’enunciato, menzionato poc’anzi, per cui nulla può crearsi, né distruggersi, ma solo trasformarsi, è chiaro che questa debba migrare e continuare a vivere anche quando il corpo fisico decade.Le ricerche del professor Lanza sono state presentate presso quasi tutti gli organi di stampa al mondo, comprese le principali reti televisive internazionali.

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Anche Einstein, molto prima di lui, aveva accennato a un universo parallelo, a tempo e spazio interminabili. In seguito alla morte di un caro amico scrisse: “Il mio caro amico si è allontanato da questo strano mondo, spostandosi un po’ più avanti di me, ciò non significa niente. Le persone come noi, sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente”. Meglio del cervello, lo sa forse il cuore che percepisce vicini coloro che i nostri occhi non sono più in grado di vedere. E lo sa la vita “che ha in ogni battito, la tremenda misura dell’eterno” (Ada Negri).

Tina Camardelli

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