LA SACRA BIBBIA

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Ultimamente sempre più persone fanno riferimento alle Sacre Scritture per identificare e riconoscere se stessi e il particolare momento storico che l’umanità sta vivendo.

La Bibbia, testo sacro dei cristiani, è luogo di rifugio non soltanto per quanti professano la fede in Gesù Cristo ma anche per coloro che riescono a cogliere fra le righe “la voce di Dio”, a prescindere dal loro credo personale.

Si dice infatti che la Bibbia sia un libro ispirato da Dio. Che cosa significa? È un dogma della fede cristiana o una semplice opinione superata dalla scienza moderna? Come conciliare, inoltre, l’origine divina della Sacra Scrittura con certe sue pagine che sembrano erronee o scandalose?

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“L’uomo non vive soltanto di pane ma (…) di quando esce dalla bocca del Signore” (Deuteronomio 8,3).

In un mondo in cui il consumismo sembra essere diventato una sorta di culto, In una società in cui i mass-media, la comunicazione, la “parola" sono all’ordine del giorno, quale posto occupa la BIBBIA, la “Parola” di Dio?

Amo avvicinare queste due realtà, o meglio, far calare l’eterno oggi di Dio nell’oggi - in perenne trasformazione - dell’uomo. C’è da chiedersi: a quale livello vive l’uomo moderno? Qual è il suo centro di interessi?

“L’uomo non vive soltanto di pane”: è una frase che fa riflettere e che, nonostante sia stata scritta migliaia di anni fa, conserva tutta la sua attualità.

Fin dai tempi antichi, l’uomo è tentato di materialismo, di superficialità; fa orecchie da mercante alla voce interiore che lo spinge oltre, fin nelle profondità del suo essere, dove Dio abita.

Il cuore, nel senso biblico del termine, è il luogo dell’incontro con il Padre, con Colui, quindi, con cui abbiamo una relazione privilegiata in quanto creature e in quanto figli. È da figli intrattenere un dialogo con il proprio padre; è da padre stabilire una relazione con i propri figli. Ed è da buon padre, inoltre, dare a questa relazione una forma che tenga conto delle fasi di crescita - e quindi del livello di maturità - dei propri figli.

Per questo motivo Dio, nostro Padre, nel corso dei secoli ci ha parlato in molti modi attraverso la creazione, attraverso gli avvenimenti, attraverso la sua Parola e attraverso il proprio figlio Gesù, che è la Parola stessa fatta carne.

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Mi soffermo unicamente sull’aspetto della Parola (= Bibbia).

Il testo biblico è, a mio avviso, una delle più belle invenzioni dell’amore del Padre. Egli ha voluto lasciare ai suoi figli una “memoria scritta” della storia dell’umanità, nella quale riconoscersi e trovare le risposte alle domande fondamentali.

Pietro e Paolo, discepoli di Gesù Cristo, scrissero: “Tutta la Sacra Scrittura è ispirata da Dio” (2 Corinzi 3,5) “poiché non da volontà umana fu mai recata una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio” (2 Pietro 1,21). Ciò significa che le parole umane con cui si esprime l’autore sacro (per dialogare con l’uomo, Dio adotta il suo proprio linguaggio), sono investite della potenza creatrice dello Spirito.

Cosa significa?

Significa che “la parola di Dio è viva ed efficace” (Ebrei 4,12), che non rimane lettera morta ma che opera trasformazioni in coloro che l’ascoltano e la osservano.

Due esempi:

1. la Creazione (Genesi - Dio disse… e la cosa fu)

2. la parabola del seminatore (Vangelo - il seme è la Parola e la terra il cuore dell’uomo)

Non ha alcun senso screditare le Sacre Scritture alla luce delle scoperte scientifiche.

Se infatti la Scienza si trova spesso di fronte a delle “impasse” nello studio della persona umana - che pur è, in qualche modo, a sua portata - come può pretendere di porre un veto definitivo su Dio e il suo mistero?

Il trascendente, l’incomprensibile, ciò che ci sfugge, lungi dall’essere una prova della non esistenza di Dio è in realtà la “prova del nove” dell’esatto contrario. È proprio nel fatto di non poter rinchiudere Dio nel nostro limite umano che si manifesta l’apertura al trascendente insita nel cuore di ogni persona.

E se il trascendente non esistesse, non ne avremmo neppure il desiderio.

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Altre persone dubitano della sacralità del testo biblico, a causa di alcune pagine erronee o scandalose.

Premesso che la Bibbia non è un libro di scienze né una “leggenda dorata” su Dio, ma la trascrizione - con parole umane - dell’incontro tra Dio e l’uomo, le pagine sopra citate non sono affatto una negazione dell’origine divina del testo biblico, semmai il contrario.

Dio ha visitato TUTTO l’uomo, l’uomo virtuoso come pure quello animato dalle passioni più diverse. Anziché dubitare di Lui, dovremmo essergli grati per averci amati senza scartare nulla, trasformando addirittura - con “un’alchimia divina” - il nostro male in preghiera. I Salmi ne sono un magnifico esempio.

Quanto all’obiezione sugli errori contenuti nel testo sacro (la creazione in sette giorni, la disposizione del cosmo, ecc.) ripeto che non ci troviamo di fronte ad un testo di scienze naturali; va colto, dunque, non tanto il fatto oggettivo quanto il SENSO, la portata intrinseca di quell’evento.

Chiunque può leggere la Bibbia, senza per questo rinnegare il proprio credo o essere obbligato ad aderirvi.

Il testo sacro ha un contenuto talmente ricco - anche dal punto di vista culturale e sapienziale - da andare ben al di là dell’espressione strettamente religiosa e confessionale.

Insomma, se la Bibbia è il testo base del cristiano, è prima di tutto un dono di Dio all’uomo, a tutto l’uomo e ad ogni uomo. Qualunque siano gli occhi che la leggono e i cuori che la ricevono, qualunque siano le motivazioni che spingono a questa lettura, Il testo biblico non può lasciare indifferenti, non foss’altro che per la sua intrinseca capacità di stimolare le domande esistenziali presenti nel cuore di ogni persona. L’importante è fare di questo testo uno strumento di pace e di comunione fra gli uomini senza adoperarlo, come purtroppo spesso accade nei movimenti fondamentalisti, come un’arma tra fratello e fratello.

Simona HeArt

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