LA STORIA DEL VALLONE DEI MULINI

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cms_29728/1.jpgIl Vallone dei Mulini è una valle nata da un’eruzione dei Campi Flegrei; l’accumulo di detriti a seguito dell’eruzione insieme all’azione erosiva dell’acqua di due ruscelli, il Casarlano e il Sant’Antonino, hanno determinato la morfologia del territorio; l’azione dell’acqua, infatti, ha contribuito a creare un solco e
scavare la valle.
Ora questo sito, però, è un luogo abbandonato, dove prolifera una fitta vegetazione, complice l’elevato tasso di umidità che rende impossibile l’abitabilità per gli uomini, e dove cresce tra le altre specie la Phyllitis
vulgaris, pianta rara appartenente alla famiglia delle felci. Ciò che determinò il radicale cambiamento di questo sito fu la costruzione nel 1866 di Piazza Tasso, che causò il completo isolamento del Vallone.
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Nel 1500 si alternarono due famiglie sul territorio, prima la famiglia Tasso e poi quella dei Correale; fu quest’ultima a decidere di costruire un porto in fondo alla valle, in corrispondenza di quella che oggi è la Marina Piccola di Sorrento.
Nel corso del 1600 fu poi costruito il mulino per la macinazione del grano, da cui deriva il nome della valle; fu poi costruita anche una segheria per la lavorazione del legno, che serviva allo sviluppo dell’artigianato locale; era presente anche un lavatoio dove le donne andavano a lavare i panni.
Dunque, il Vallone era un luogo vivace, in cui si incontravano gli abitanti del luogo, anche grazie alla sua vicinanza con il porto e la Marina Piccola di Sorrento. Il Vallone era, infatti, comunicante con il porto grazie all’esistenza di un piccolo ponte, di cui ancora resta traccia.
Ci sono testimonianze pittoriche del Vallone dei Mulini, che sono le uniche testimonianze che ci permettono di avere un’idea di come si presentasse questa
zona nel corso dei secoli passati.
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La costruzione di Piazza Tasso avvenne riempiendo parte della valle; la chiusura artificiale causò la divisione e l’isolamento del polo industriale dalla parte della valle collegata al mare e al porto.
Le attività del Vallone smisero di funzionare ad inizio del Novecento per mancanza di acqua e perché, bloccato lo sbocco sul mare, aumentò l’umidità della zona fino a punte dell’80%, un elemento questo che non permetteva più agli uomini di continuare a vivere e lavorare in questa zona. Del mulino e della segheria ciò che resta sono ormai solo dei ruderi ricoperti dalla vegetazione.
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Il Vallone dei Mulini di Sorrento anticamente faceva parte di un insieme di cinque Valloni, che segnavano i confini naturali di alcuni paesi della penisola. La vicenda occorsa a questo ambiente naturale è uno degli esempi più evidenti di come l’uomo possa influenzare il paesaggio che lo circonda con il suo intervento.

Diana Filippi

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