LA SVOLTA DI RE GIORGIO TRA ETICA E MERCATO

ARMANI DICE ADDIO ALLE PELLICCIE

nuova_copertina_i_sentieri_della_moda.jpg

Nonostante l’attenzione di tutti noi sia stata catalizzata dai tetri fatti di Bruxelles la dichiarazione del Gruppo Armani che dalla prossima collezione autunno-inverno 16/17 tutte le future collezioni saranno 100% fur free ha fatto il giro del mondo, l’hashtag #furfreearmani ha invaso il social al pari di quelli degli attentati avvenuti nella capitale belga.

cms_3637/foto_1.jpg

La svolta, per così dire animalista, riguarderà tutte le linee della maison, dalla più giovane: Emporio Armani sino ai capi di alta moda della linea Armani Privé, l’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno visto che la maison è ricorsa molto spesso all’uso di pellicce animali nelle sue collezioni, ancor di più le parole di Giorgio Armani che ha dichiarato: “Proseguendo il percorso virtuoso intrapreso da tempo, la mia azienda compie oggi un passo importante a testimonianza della particolare attenzione verso le delicate problematiche relative alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente e del mondo animale.” Re Giorgio si auspica che la concezione di un capo di lusso debba passare solamente nell’esibizione di un animale morto cessi, lasciando spazio ad una nuova epoca dove l’intero mondo della moda abbandonerà l’uso delle pellicce relegando al passato il “fasto del pelo.”

cms_3637/foto_2.jpg

L’annuncio è stato accolto dalla LAV(Lega Anti Vivisezione) e dal suo presidente: Simone Pavesi come una svolta storica destinata a fare il giro del mondo visto la grande visibilità e reputazione di cui gode la maison Armani seconda azienda italiana più famosa all’estero dopo la Ferrero, gli estimatori di Armani, ha continuato il presidente, saranno certamente entusiasti, una scelta di stile. La LAV che da anni porta avanti il progetto Animal Free Fashion si dice certa che molti altri importanti stilisti del calibro di Giorgio Armani seguiranno il suo esempio. Certamente sarà un segnale forte e preciso al settore moda ricordando che nel mondo vengono uccisi 95 milioni di volpi, visoni, castori e altri animali per far uso della loro pelliccia. Per amor di cronaca bisogna dire che Armani non è stato il primo stilista a fare questa scelta, ma certamente il più importante. Negli anni stilisti come Stella McCartney, la più convinta e attiva nel campo, (la sua iconica borsa falabella è rigorosamente in ecopelle), Vivienne Westwood, Hugo Boss, Calvin Klein e Tommy Hilfiger e grandi catene low cost come Zara, H&M, Asos e Berschka e molti altri sono certificati fur free, in Italia la prima è stata Elisabetta Franchi che nel 2011 ha abolito totalmente l’uso della pelliccia per le sue collezioni e dal 2015 ha anche abolito le piume, il suo motto è: ”non puoi essere glamour e sexy se indossi un animale!”. Per Claire Bass direttore esecutivo di Humane Society International per il Regno Unito, la decisione di Giorgio Armani di abbandonare definitivamente l’uso di pellicce animali “metterà con le spalle al muro” gli altri stilisti come per esempio Prada, Michael Kors e Fendi costringendoli a seguire il suo esempio per non essere considerati demodé ed anti animalisti.

cms_3637/foto_3.jpg

Il presidente nazionale dell’Enpa Carla Rocchi rincara la dose affermando: “insomma, oggi nella nostra società, pelli e pellicce, sono sempre più fuori moda come i consumatori che continuano ad usarle”. Voci di corridoio, vere e proprie male lingue direbbero altri, sostengono che questa decisione di re Giorgio sia stata presa per non essere tagliato fuori dal nuovo corso che il mondo della moda sta prendendo, lui che molte volte, nella moda, è arrivato prima degli altri rischiava, in questa occasione, di essere l’ultimo. E poi c’è il non trascurabile risparmio economico dell’ecopelliccia e il non voler fare storcere il naso a quella fetta, sempre più in continua espansione, di clienti attenti alle problematiche animaliste. Anche Giorgio Armani sarebbe stato folgorato sulla via di Damasco come gli altri suoi illustri colleghi, tutti pronti a difendere i diritti degli animali anch’essa diventata inevitabilmente una moda che ha contagiato il mondo, insomma per non passare di moda oggi si è tutti animalisti. Quindi dietro questa decisione, ci sarebbero strategie di marketing e di consenso e non una effettiva conversione alla causa animalista, il volersi sottrarre ad uno spiacevole boomerang commerciale. Io dico meglio tardi che mai anche se dietro questa scelta “quasi obbligata” dello stilista e dei suoi colleghi non ci sia il nobile intento di voler risparmiare inutili e crudeli sofferenze agli animali, ma l’onda del mercato, oggi comunque è effettivamente possibile comprare capi di ottima qualità, lussuosi e morbidi, primo perché la pelliccia ecologica è profondamente cambiata, oggi non esiste più (se non in capi di scarsissima qualità perlopiù do origine cinese) quel pelo ispido profondamente fastidioso al tatto dei tempi passati, dunque chi ama sentire la morbidezza e il calore su di sé non ha più scuse, ha una soluzione adeguata alle sue aspettative senza dover rinunciare a niente di quello che in passato poteva offrire il capo in vera pelliccia. Oggi chi è allo stesso tempo è un animalista convinto, ma ama anche le pellicce potrà indossare una pelliccia morbida e dalla lavorazione eccellente con un valore aggiunto non da poco: per quella pelliccia non è stato ucciso nessun animale.

cms_3637/foto_4.jpg

La collezione uomo e donna presentata a Milano di Armani per il prossimo inverno ne è stata la prova provata facendo sfilare capi che un tempo sarebbero stati creati con pellicce di volpi o astrakan e che oggi sono rigorosamente ecofur e al tempo stesso elegantissimi. Dovunque sia la verità, a voi care lettrici e consumatrici resta la scelta di acquistare capi di vera pelliccia o ecofur, molteplici sono stati i messaggi di approvazione che sono giunti allo stilista da quelli già citati al presidente della Fur Free Alliance: Joh Vinding, affermando che il progresso tecnologico raggiunto oggi ci offre una valida alternativa alle “pellicce vere” che soddisfa in pieno sia l’esigenza creativa dello stilista e sia l’esigenza della clientela di avere capi di lusso e ben fatti quindi sarebbe ormai inutile e crudele accanirsi contro gli indifesi animali.

Voi da che parte state?

T. Velvet

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos