LA TERZA ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO

Il mondo post-covid e le nuove esigenze dell’umanità, nella visione del Pontefice

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Questione di settimane, se non di giorni, alla pubblicazione della Terza Enciclica di papa Francesco che altro non è che un’Enciclica sociale ed economica sul mondo post-Covid: dove il pontefice cercherà di mettere in evidenza tutti i cambiamenti di cui il mondo ha bisogno sia da un punto di vista sociale e produttivo che per quanto riguarda la tutela del mondo con tutte le sue creature, enfatizzando il concetto di fratellanza. Papa Francesco decide così di rinnovare questa dottrina sociale sulla scia di Paolo VI (Populorum progressio) e di Benedetto XVI (Caritas in veritate), affidando ad un testo tutta quella speranza e misericordia che nella scorsa primavera, in una piazza San Pietro vuotata e inondata dalla pioggia, aveva implorato a Dio. La notizia informale è stata fatta da Domenico Pompili, vescovo di Rieti, anche se la notizia ufficiale non è ancora stata confermata dalla Sala Stampa vaticana, che si limita ad annunciare i tratti essenziali della notizia attraverso l’intervista concessa dal segretario di Stato cardinale Pietro Parolin a Carlo Di Cicco, ex vicedirettore dell’Osservatore Romano. Parolin afferma la necessità della Chiesa di intervenire a sostegno dei governi, che a causa della pandemia si sono trovati ad essere impacciati di fronte alle nuove misure da adottare.

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La pandemia inevitabilmente a causato una serie di disastri economici e sociali, ai quali non è facile trovare rimedio e questo infatti, provoca rallentamenti e drammi irreversibili. E proprio per questo la Chiesa si sente in dovere di accollarsi il peso di questa complicatissima situazione, scegliendo di affiancare i governi in questo cammino alquanto arduo, e di trovare delle possibili situazioni, spinti da un sentimento di umiltà e cooperazione. Papa Francesco ha precisato, in una delle udienze di agosto, di come l’umanità è ormai giunta ad un limite estremo, spinti dall’incessante desiderio di controllare e possedere i fratelli e le sorelle, la natura e lo stesso Dio, dimenticando che questo non è affatto possibile in quanto Dio è il “totalmente altro”. In passato la Chiesa si è occupata della questione operaia e di tutti i suoi drammi, basti pensare a papa Leone XIII e le sue battaglie a sostegno della classe operaia. Oggi la Chiesa tocca la questione sociale nelle sue mille sfaccettature, cercando di cogliere dalle negatività quanto di positivo ne rimane. D’altronde da una crisi come questa non possiamo uscirne tali e quali a come eravamo prima, perché immancabilmente ci ha resi o un po’ più consapevoli e quindi migliori, o ci ha incattiviti, facendo uscire il peggio che alberga in noi.

Giuseppe Capano

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