LA VIOLENZA SOMMERSA

Aumenta la percentuale delle donne che non denuncia le brutalità subite

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Nel corso del secolo scorso, in seguito ai mutamenti sociali e culturali, alle conquiste femministe che hanno donato maggiore visibilità alle discriminazioni di genere e alle violenze, le donne hanno conquistato maggiori libertà e diritti; tuttavia, la cultura del mutuo rispetto ancora non ha sostituito le terribili e potenti relazioni violente a cui siamo costretti ad assistere quotidianamente. L’urlo straziante delle donne vittime di violenza, che si espande quotidianamente all’interno del contesto storico e socio-culturale contemporaneo, ha assunto oggi forme più brutali rispetto al passato, in quanto molte donne temono per la propria incolumità e la propria vita durante gli episodi violenti che, oltre alle ferite permanenti, culminano con un femminicidio. Inoltre, dietro l’apparente diminuzione delle donne che hanno subito violenze è stato registrato, ultimamente, un aumento delle denunce e delle richieste di supporto ai centri e ai servizi contro la violenza di genere.

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Questo, perché oggi le donne hanno a disposizione più strumenti, come la consapevolezza sociale, per riconoscere la violenza e contrastarla fin dai suoi primi segnali attraverso misure di prevenzione. Nonostante la maggiore coscienza e conoscenza di questo flagello sociale, affiancata dal riconoscimento delle manifestazioni violente e dalla volontà di affrontarle, il fenomeno della violenza sulle donne risulta essere ancora sommerso.

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La neghittosità delle istituzioni e il loro scarso interessamento, provocano un silenzioso consenso alle molteplici forme di violenza esistenti e ovunque presenti. Questa affermazione viene consolidata dai dati diffusi dall’Istat che dichiarano: “Elevata, infatti, la quota di donne che non parlano con nessuno della violenza subita (il 28,1% nel caso di violenze da partner, il 25,5% per quelle da non partner), di chi non denuncia (i tassi di denuncia riguardano il 12,2% delle violenza da partner e il 6% di quelle da non partner), di chi non cerca aiuto; ancora poche sono, infatti, le donne che si rivolgono ad un centro antiviolenza o in generale un servizio specializzato (rispettivamente il 3,7% nel caso di violenza nella coppia e l’1% per quelle al di fuori). Ma la cosa più preoccupante, è che queste azioni sarebbero davvero essenziali per aiutare la donna ad uscire dalla violenza”.​ ​Le politiche di sensibilizzazione, diffuse attraverso diversi canali e indirizzate all’opinione pubblica, sono necessarie per veicolare messaggi di aiuto e speranza alle vittime e, inoltre, sono fondamentali per promuovere una corretta cultura dei rapporti uomo-donna. Parlare della violenza subita ed entrare in contatto con la rete di aiuti disposta dai centri e dai servizi antiviolenza costituisce il primo passo all’interno del percorso di guarigione.

Nicòl De Giosa

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