LA VITA D’ALTRI TEMPI…

AL TEMPO DI COVID-19

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“Siamo minacciati dalla sofferenza da tre versanti: dal nostro corpo, condannato al declino e al disfacimento e che non può funzionare senza il dolore e l’ansia come segnali di pericolo;

dal mondo esterno, che può scagliarsi contro di noi con la sua terribile e formidabile forza distruttiva;

infine, dalle nostre relazioni con gli altri”.

(Sigmund Freud)

cms_16488/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…sono giorni tristi e di preoccupazione.

E’ stato un crescendo di notizie inquietanti che hanno preso sempre di più il sopravvento nei nostri animi impauriti. Non vi nascondo che oggi è assai complicato e complesso scrivere e soprattutto lo sarebbe stato ancor di più se avessi scelto di parlarvi di un argomento qualsiasi e invece è proprio di questa emergenza che ho scelto di parlare con voi.

In particolare vorrei condividere le molteplici riflessioni fatte in questi giorni nell’ascoltare tutte le giuste prescrizioni di sicurezza date dal nostro Governo. Quella che colpisce maggiormente a livello relazionale è quella di dover stare distanti almeno un metro uno dall’altro, evitare abbracci, baci e qualsiasi contatto fisico. Pensavo agli adolescenti della nostra epoca: hanno fatto del web l’universo delle loro relazioni e soprattutto il veicolo privilegiato e prescelto per esprimere le loro emozioni, i loro sentimenti; anche noi adulti abbiamo ‘ceduto’ a questo moderno modo di vivere le relazioni ee un po’ ci ha fatto comodo perché ci ha permesso di non esporci. L’Ordine degli Psicologi nazionale e della Puglia hanno divulgato molteplici messaggi in cui da una parte hanno invitato tutti ad attenersi rigidamente a tutte le prescrizioni, nello stesso tempo hanno posto attenzione sulla cautela da tenere nel leggere notizie sui social che talvolta non corrispondono a verità. Anche il modo di fare psicoterapia in questo periodo sta cambiando…sedute via skype e consulti via on line per dare la possibilità al cliente di essere sostenuto psicologicamente, anche in merito all’emergenza in atto.

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Covid-19, ovvero il Coronavirus, oggi ci impone una lontananza e un evitamento del contatto fisico dal quale abbiamo rischiato seriamente di allontanarci con la nostra dipendenza da internet, dagli emoticon, dalle storie e dagli stati; Covid-19 ci impone di restare in casa (per chi può permetterselo) ‘condannando’ i lavoratori maniacali ad una vita d’altri tempi in cui è necessario programmare l’organizzazione dentro casa il ‘cosa faccio oggi?’. E fu così che l’ingegno e la lotta alla noia hanno dato vita alla riscoperta della lettura, della cucina delle nonne, della pittura o semplicemente del dolce far niente a cui i bambini HANNO DIRITTO.

Covid-19 ci sta riportando ad una realtà che avevamo dimenticato o mai conosciuto e soprattutto ci sta ricordando la sensazione che si prova ad essere vivi, stiamo vivendo la paura della malattia, della morte, della fine e questo – al contrario di ciò che molti potranno pensare – non è un male, anzi è un bene perché la sensazione di essere immortali e onnipotenti porta solamente ad una seriale collezione di sconfitte.

Penso che dovremmo iniziare ad assaporare questo silenzio al di là delle nostre finestre: per me stessa è angosciante a volte in questi ultimi due giorni non sentire nessuno per le strade, ascoltare la voce del silenzio, tanto inquietante perché ci mette davanti ai nostri vuoti, alle nostre mancanze, al timore della fine. La paura è una delle emozioni più importanti perché genera la fuga e la fuga molte volte è rappresentata dal cambiamento.

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Penso che tutto questo periodo presto sarà un brutto ricordo; nel frattempo equipaggiamoci per combatterla la nostra paura, riconoscendola e apprezzandola perché ci ricorda il nostro desiderio di vivere che spesso dimentichiamo di avere.

Insegniamo ai nostri bambini, ai nostri ragazzi a colmare il tempo libero con attività che paradossalmente i nostri ragazzi con disabilità hanno imparato ad apprezzare perché ne fanno la loro professione da esercitare quotidianamente; cucinare, disegnare, pittare, ascoltare musica, leggere e scrivere sono tutte abilità che la modernità rischia di farci dimenticare. Per fortuna Covid-19 ci sta dando questa possibilità, oltre a quella di farci apprezzare l’abbraccio piuttosto che una stratta di mano, ancora di più oggi che ce ne dobbiamo privare per la nostra salute e sicurezza.

Andrà tutto bene! Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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