LE CHIESE GOTICHE (seconda parte)

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Come si è visto nell’articolo precedente, in Italia gli edifici gotici sono presenti un po ovunque, in diverse regioni, e pur non trattandosi sempre di chiese, sono principalmente i luoghi di culto a manifestare caratteristiche tipiche di questa architettura. Lo stile gotico nasce in Francia, e sarà poi l’Inghilterra ad adottare questo stile, mentre in Italia, grazie alla persistenza delle architetture romaniche, ci si volgerà verso il gotico circa un secolo più tardi. Secondo alcuni studiosi il motivo di questo ritardo è da ricercarsi anche nella differente luce di cui godono i paesi mediterranei, senza l’esigenza di allungare i frontespizi in una ricerca di sole da proiettare all’interno. Per quanto riguarda i rimandi alla geometria sacra, sarebbe un discorso troppo complesso da sviluppare in poche righe, però non si può non citare l’inserimento del “numero d’oro” nei rapporti matematici tra retta e curva, ossia una proporzione perfetta, definita anche “sezione aurea”, tra pesi e spinte. Questo numero è 1.618, e lo si trova in diverse costruzioni dell’antichità, come le piramidi. Inoltre le cattedrali gotiche erano costruite seguendo i segni del cielo, connesse con astronomia ed astrologia così come erano connesse alla terra, secondo dettami geomantici. Ed erano, vale sempre la pena di ricordare questo concetto, autentici volumi da leggere, sia per gli iniziati alla conoscenza sia per il popolo, perché non erano riccamente decorate o scarne costruzioni in pietra, ma stabilivano e rimandavano dettami per la gente che le frequentava. Ed è per questo motivo che, quando si entra in una chiesa gotica, non bisogna dare per scontato ma osservare attentamente ogni muro, ogni finestra, ogni proporzione espressa.

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Uno dei più importanti monasteri gotici si trova a Veroli, vicino Frosinone, ed è l’Abbazia di Casamari. Costruita nel 1203 e consacrata nel 1217, deve il suo nome a Gaio Mario, in quanto in quei luoghi nacque il console romano. Vi si entra da una porta a doppio arco, ed al suo interno si trova un chiostro, di forma quadrangolare, con relative gallerie perimetrali. In uno dei capitelli delle colonne sul lato sud sono rappresentati Federico II di Svevia e Pier delle Vigne, suo cancelliere. Si tratta di una notevole eccezione, in quanto gli edifici gotici non dovrebbero avere decorazioni. L’ambiente dell’aula è formato da nove volte a crociera e quattro pilastri sormontate da fasci e capitelli.

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Spostandosi di poco da Veroli, si arriva a Priverno, in provincia di Latina, dove sorge l’abbazia di Fossanova. Assieme all’abbazia di Casamari rappresenta una delle più alte forme di architettura gotico cistercense in Italia. L’edificio venne edificato su di un preesistente monastero dell’ordine benedettino, trasformato dall’opera di monaci provenienti dalla Borgogna, la cui guida era proprio il fondatore dell’ordine Cistercense, Bernardo di Chiaravalle. Per motivi di semplice chiarezza, si ricorda che detto ordine, in latino Ordo Cisterciensis, ebbe origine dalla abbazia di Citeaux, in latino Cistercium. Prima di visitare l’abbazia vale la pena di ricordare che in questo luogo visse e morì San Tommaso d’Aquino, ed ancora oggi si conserva la sua tomba vuota, in quanto il corpo venne trasferito dai frati domenicani a Tolosa. Il portale è costituito da un arco a sesto acuto nella cui parte inferiore un mosaico sostituisce una iscrizione dedicata a Federico Barbarossa. All’interno del monastero si può notare la navata centrale scandita da sette campate rettangolari, ed il transetto, dal cui centro si erge il tiburio, ossia un elemento che protegge una cupola al suo interno, una sorta di cupola a spicchi, a pianta ottagonale. Nessuno ha mai saputo spiegare per quale motivo le due abbazie erette con lo stile gotico, in Italia, si trovino a così breve distanza tra loro, e forse non esiste nessuna spiegazione, si tratta solo di una coincidenza, così come è una coincidenza che a breve distanza da entrambe si trovi anche l’abbazia di Monte Cassino. Il viaggio nell’Italia del gotico prosegue.

Paolo Varese

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