LE FAVOLE ESISTONO?...ALLA PARIS FASHION WEEK SI!

HAUTE COUTURE PRIMAVERA ESTATE 2017

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E’ stato breve ma intenso il mio amore per la moda maschile, sarà un addio o solo un arrivederci questo non mi è ancora ben chiaro, ma una cosa è certa la moda femminile è un racconto magico a cui non riesco a sottrarmi. Questo articolo vi farà sognare e credere ancora nelle favole, tutte ci sentiremo delle principesse, avremo voglia di indossare, almeno una volta nella vita, questi abiti da sogno, il best dell’alta moda salita in passerella questa settimana a Parigi, città perfetta per sognare.

Tra le novità di quest’anno c’è il debutto della designer Maria Grazie Chiuri alla guida della maison Dior, l’adieu della maison Versace che ha dichiarato che farà sfilare le sue creazioni con show nei paesi chiave per il suo mercato ed infine la storica maison Schiapparelli a cui si deve la nascita del famosissimo color “rosa Schiapparelli”. La maison è stata acquistata dall’imprenditore Diego Della Valle nel 2007, ma portata sul mercato mondiale nel 2013, da quest’anno potrà fregiarsi del titolo di maison di haute couture. Così ha stabilito la Chambre syndicale di haute couture del Ministère dell’Industrie francese lo scorso sedici dicembre.

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E’ proprio la Maison Schiapparelli ad aprire la settimana dell’alta moda primavera estate a Parigi e lo fa in un luogo storico: al numero ventuno di Place Vendome, dove, una donna straordinaria di nome Elsa Schiapparelli aveva iniziato la sua avventura come stilista. Devo farvela assolutamente conoscere un articolo o l’altro! La collezione intitolata “Chinoserie at heart” è all’insegna di una opulenza leggera, dove si ritrovano i mood cari alla stilista come: mani, visi, lucchetti, cuori e il suo amato rosa shocking ( i puristi storceranno il naso, per loro sarà sempre rosa Schiapparelli ). Una collezione moderna, pulita e semplice nelle linee, bellissimi i cuissardes in vernice da indossare con deliziosi mini abiti, i bomber in seta color Schiapparelli, le camicie in seta colorata. Ogni star e donna dell’alta società potrà scegliere quello che più le piace e più si adatta alla propria silhouette, perché come diceva Elsa Schiapparelli:” quando più il corpo è rispettato, meglio l’abito acquista vitalità”. Teniamolo sempre bene a mente, anche noi fashion addicted quando andiamo a fare shopping, perché non tutto quello che è trendy farà tendenza sul nostro corpo.

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Alla designer Maria Grazie Chiuri non è permesso sbagliare, prima donna alla direzione di una delle maison più amate dai francesi: Dior, non ha deluso le aspettative dei buyers e delle sue celebri clienti. Guardando la sfilata di Dior si viene catapultate, come Alice, in un paese delle meraviglie, l’ambientazione è da favola, il Musée Rodin è stato trasformato in un bosco fatato amplificato dal soffitto fatto di specchi, dove moderne principesse passeggiano spavalde senza alcun timore delle streghe o delle ninfe che lo popolano. Gli abiti sono impalpabili grazie allo chiffon, preziosamente ricavati e ancor più romantici grazie alla palette dai colori delicati. L’iconica bar jacket viene rivisitata e presentata con il cappuccio, prendono vita collane di farfalle o di orchidee, cinture preziose, copricapi fatti di piume. Perché come afferma la stessa designer: “ in fondo l’alta moda è fatta per sognare!”.

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Per festeggiare i settant’anni della maison, invitati selezionatissimi, hanno partecipato ad un ballo in maschera da favola, mentre sul versante social è stato affidato alla influencer più influencer di tutte: Chiara Ferragni il compito, attraverso l’account Dior su Snapchat, di rendere la sfilata fruibile ai tantissimi spettatori virtuali.

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Karl Lagerfeld fa sfilare l’alta moda firmata Chanel al Grand Palais nella sala degli specchi dove sovente mademoiselle Coco era solita sedersi in disparte per scorgere le reazioni genuine degli invitati alle sue sfilate e allo stesso tempo guardare le sue creazioni da ogni prospettiva focalizzando ogni minimo dettaglio. La sfilata ha inizio con una serie di tailleur in tweed, il capo iconico per eccellenza della maison Chanel, in varie nuance pastello, reso estremamente grintoso e moderno grazi all’alta cinture da portare sulla giacca. Quindi è la volta di una serie di abiti da favola adornati da grandi cristalli, maxi volant, il tulle è il fulcro della sfilata: un invito a vivere la vita con leggerezza a detta dello stesso designer. La sfilata termina con l’uscita di Lily Rose Depp, musa di Lagerfeld, che indossa un meraviglioso abito in tulle di color rosa.

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Re Giorgio porta in passerella tutte le incredibili nuance che solo un tramonto sa creare, è il trionfo dell’arancione, sancito da Giorgio Armani come il nuovo nero, auspicio di energia positiva e serenità, lui stesso ha commentato la scelta di questa nuance così: “mi piace moltissimo l’energia e l’ottimismo che infonde il color arancio, che non ha nulla a che vedere con i languori del tramonto. Il colore scelto per il mio total look non ha niente di esotico, ma di un sentire vitaminico profondo”. Sarà lui, l’arancio quindi in tutte le sue gradazioni, che pochissime fortunate indosseranno per i party più esclusivi o per calcare i red carpet. Si spazia dal giallo ocra al giallo sole, dall’arancione più tenue a quello più acceso. Bellissimi gli impalpabili abiti degradè che lasciano completamente nude le spalle, altrettanto mozzafiato i bustier ricoperti di maxi paillettes iridescenti.

La settimana dell’alta moda parigina termina con la sfilata della maison Valentino, almeno per la sottoscritta che vi ha raccontato gli abiti e gli stilisti che l’anno fatta sognare, termine alquanto abusato in questo articolo, ma tantè, perché sognare è ancora gratis, è la cosa più economica che si possa fare senza perdere mai la fashion speranza di indossarlo, prima o poi, un abito cosi!

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Tornando a Valentino, il designer Pierpaolo Piccioli, porta in scena una donna leggiadra che esalta la sua femminilità con abiti tunica, trasparenze delicate e gonne plissè. La donna di Valentino vuole apparire meravigliosamente elegante, vuole incantare e con questi abiti ci riesce perfettamente, la palette di colori è delicata con lampi del mitico rosso Valentino. Il designer Piccioli è riuscito, cosa assai rara, a essere all’altezza dell’arduo compito che l’aspettava: non far rimpiangere Valentini Garavani e invece dopo la sfilata il commento unanime degli invitati è stato: è proprio bravo Pierpaolo che creazioni! In prima fila c’erano anche gli occhi attenti di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, apparsi piuttosto soddisfatti e gli occhi amorevoli di sua moglie e i suoi tre figli, di sicuro è stata la sfilata più apprezzata dai buyers, terminando con un sentito e delicato minuto di silenzio in omaggio a Franca Sozzani, storica direttrice di Vogue Italia, recentemente scomparsa.

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Gli stilisti Dolce e Gabbana hanno voluto rendere omaggio al bel paese facendo sfilare la loro collezione di alta moda a Milano e precisamente nei laboratori del Teatro La Scala dove vengono create le meravigliose scenografie per gli spettacoli. Dopo Napoli gli stilisti omaggiano Milano e il melodramma, la sua sontuosità e opulenza, ecco che si viene catapultati in un mondo sontuoso, barocco, amante dell’oro, gli stessi stilisti hanno dedicato questa collezione a Giuseppe Verdi e alle sue eroine. Ma in passerella si vede un forte richiamo al mondo della lirica in toto, fusi tra loro gli amanti del melodramma, troveranno dettagli che rievocano la Turandot o Madame Butterfly.

T. Velvet

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