LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI

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Nel 2019 sono stata a Borgio Verezzi per seguire il Festival teatrale e il sindaco Renato Dacquino mi organizzò una visita guidata nelle Grotte di Valdemino che fanno parte del complesso delle Grotte di Borgio Verezzi e che costituiscono un elemento di importante richiamo turistico per il paese.

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Ricevetti in omaggio una pubblicazione fatta da alunni e docenti della scuola media di Borgio Verezzi, impegnati nell’attività di laboratorio ambientale al fine di far conoscere e valorizzare i beni naturalistici.

Un impegno di cui ogni generazione presente e futura deve tenere a mente.

Il Dirigente Scolastico Professor Pier Luigi Ferro mi fece da guida nelle grotte.

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Lunghe e bianchissime stalattiti filiformi che viste nel loro insieme assumono un aspetto del tutto particolare e sono ricordate col nome di spaghetti.

Le grotte furono scoperte nel 1933 da tre ragazzi che si calarono nelle grotte attraverso un cunicolo creato dall’acqua e servendosi di semplici corde raggiunsero la prima sala dove incisero i loro nomi. Oggi è detta “Sala delle firme”. L’esplorazione definitiva fu fatta nel dopoguerra, nel 1951 dal Gruppo Speleologico Inguano guidato da Giovanni Dentella.

Due anni dopo scoprirono un complesso di cavità sotterranee di quasi 5 chilometri.
Già alla fine degli anni 20 agli abitanti del luogo era nota la presenza di cavità così come strani fenomeni ad essi collegati. Il Podestà Giacomo Staricco fece scavare un pozzo profondo una ventina di metri per evitare che le acque del Rio Battorezza fossero ingoiate in diversi punti del suo percorso per evitare le numerose alluvioni. I soldi finirono in men che non si dica e “da quel dì”non andarono più avanti.

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Le grotte furono aperte al pubblico nel 1970. I visitatori possono percorrere circa ottocento metri all’interno della massa rocciosa a vari livelli.

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Le grotte sono un Laboratorio naturale in continua evoluzione ed in perfetto equilibrio dove sopravvive una fauna molto particolare ((ecosistema cavernicolo) non visibile ad occhio nudo.
E’ una delle zone preistoriche più importanti perché dal Paleolitico inferiore (termine coniato da J. Lubbock) al quale risale la più antica industria umana cioè quella dell’antica pietra o pietra scheggiata ad oggi l’uomo è sempre stato presente.
L’ingresso della grotta è ubicato all’interno dell’abitato di Borgio Verezzi.

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Nell’ambiente sotterraneo l’oscurità è attenuata dalle luci delle lampade artificiali che non solo illuminano il percorso ma hanno il compito di sottolineare i punti più stupefacenti.

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Un esempio di corrispondenza tra stalattite e stalagmite

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Si osservano anche imponenti colate stalattitiche con una intensa colorazione rossastra dovuta ai minerali ferrosi.

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Gli orari di apertura estivi sono dal 1° maggio al 30 settembre, in inverno dal 1° ottobre al 30 aprile. E’ obbligatoria la prenotazione per comitive e gruppi organizzati.

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Elisabetta Ruffolo

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