LE PREVISIONI DELLE IMPORTAZIONI NEL 2023 NEI PAESI OCSE

Il Covid-19 ha fatto segnare -8,99% delle importazioni nei paesi OCSE tra il 2019 ed il 2020

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L’OCSE calcola il valore delle previsioni delle importazioni nel 2023. Il dato è calcolato utilizzando il valore del dollaro nel 2015.

Ranking dei paesi per valore assoluto delle importazioni nel 2023. Gli Stati Uniti sono al primo posto per valore delle importazioni con un ammontare pari $ 3.662.843.053.096,00, seguiti dalla Germania con un valore pari a $ 1.698.413.441.985,00 e dal Regno Unito con un valore pari a $ 1.006.297.445.189,00. A metà classifica vi è la Svezia con un ammontare di $ 259.492.303.288,00, seguita dall’Austria con un valore di $ 254.580.196.699,00 e dalla Danimarca con un ammontare di $ 187.406.444.779,00. Chiudono la classifica Costa Rica con un ammontare di 26.094.710.910 dollari, la Lettonia con un ammontare di 24.978.518.624 dollari e l’Islanda con un valore pari a 10.690.108.125 dollari. Il valore medio delle importazioni per i paesi OCSE nel 2023 è previsto pari ad un ammontare di 429 miliardi di dollari. Confrontando tale valore con i paesi non OCSE risulta che Cina e India hanno dei valori superiori alla media europea con un ammontare rispettivamente pari a $ 2.737.953.093.647,00 e $ 816.508.733.612,00. Tuttavia, vi sono dei paesi OCSE che hanno dei valori delle importazioni inferiori rispetto alla media OCSE: Brasile con un ammontare di $ 269.922.523.815,00, seguito da Indonesia con un valore pari a $ 244.069.013.396,00, dal Sudafrica con un valore pari a $ 106.526.942.095,00 e dall’Argentina con un ammontare di $ 80.856.490.705,00. Secondo le previsioni dell’OCSE nel 2023 il valore totale delle importazioni dei paesi OCSE è pari ad un valore di $ 16.326.861.103.367,00 ovvero pari ad un ammontare di 62,49% del valore complessivo delle importazioni totali ovvero pari ad un valore di $ 26.125.897.237.817,00.

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Ranking dei paesi per variazione percentuale del valore delle importazioni tra il 2014 ed il 2023. L’Irlanda è al primo posto per valore della variazione percentuale delle importazioni tra il 2014 ed il 2023 con un ammontare pari a 143,23% pari ad un ammontare di290.979.291.940 dollari, seguita dalla Polonia con un valore di 74,65% pari ad un ammontare di 154.564.848.042 dollari e dalla Grecia con un ammontare di 67,95% pari ad un ammontare di 40.874.786.649 dollari. A metà classifica ci sono la Repubblica Ceca con un ammontare di 37,53% pari ad un ammontare di 49.284.566.490

Dollari, seguita dalla Nuova Zelanda con un ammontare di 37,37% pari ad un ammontare di 17.201.102.152 dollari e dall’Italia con un valore pari a 36,23% pari ad un ammontare di 166.893.480.843 dollari. Chiudono la classifica il Canada con un ammontare pari a 12,89% pari ad un ammontare di 68.421.600.463 dollari, il Giappone con un ammontare di 11,08% pari ad un ammontare di 88.269.369.784 dollari e la Norvegia con un ammontare di 9,58% pari ad un valore di 11.640.196.909 dollari. In media il valore delle importazioni tra il 2014 ed il 2023 è cresciuto di un ammontare pari al 42% ovvero di un valore pari a 108.377.272.327 dollari. Confrontando il valore delle importazioni medie dei paesi OCSE tra il 2014 ed il 2023 dal punto di vista del valore percentuale risulta che l’India è l’unico paese, tra quelli non-OCSE che comunque vengono osservati dall’OCSE, ad avere un tasso di crescita superiore rispetto alla media OCSE, con un valore percentuale pari a 60,63% equivalente a 308.195.732.766 dollari. Gli altri paesi non-OCSE osservati dall’OCSE hanno tutti valori inferiori alla media OCSE ovvero: China con +40,30% pari a 786.431.475.628 dollari, Indonesia con +27,68% pari a 52.908.205.380 dollari, Argentina con 11,73% pari a 8.489.979.508 dollari, Sudafrica con +10,92% pari a 10.486.539.950 dollari e Brasile con -9,12% pari a -27.074.993.032 dollari. Ne deriva che i paesi OCSE sono cresciuti significativamente nel valore delle importazioni rispetto ai paesi non-OCSE, India a parte, come era peraltro assai prevedibile considerando il confronto tra redditi pro-capite.

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Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. Di seguito viene presentata una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. Come evidente dall’analisi risulta che il numero ottimale di clusters è pari a 4. I 4 clusters sono costituiti come di seguito:

  • Cluster 1: Australia, Polonia, Brasile, Turchia, Svezia, Austria, Indonesia, Danimarca, Repubblica Ceca, Islanda, Costa Rica, Lettonia, Estonia, Norvegia, Lituania, Slovenia, Ungheria, Nuova Zelanda, Lussemburgo, Israele, Argentina, Colombia, Sudafrica, Grecia, Finlandia, Cile, Portogallo, Slovacchia;
  • Cluster 2: Stati Uniti, Cina.
  • Cluster 3: Regno Unito, Germania, Giappone, Francia;
  • Cluster 4: Italia, Canada, Messico, Corea del Sud, Paesi Bassi, India, Spagna, Belgio, Svizzera, Irlanda;

Considerando il valore della mediana dei singoli clusters risulta che il valore mediano del cluster 2-C2 è pari ad un ammontare di $ 3.200.398.073.371,50, il valore mediano del cluster 3-C3 è pari ad un ammontare di $ 950.910.320.754,50, il valore mediano del cluster 4-C4 è pari ad un ammontare di $ 567.987.922.084,50, il valore mediano del cluster 1-C1 è pari ad un ammontare di $ 108.685.971.718,00.

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Conclusioni.Se consideriamo i paesi OCSE possiamo verificare che il valore delle importazioni di beni e servizi è cresciuto sempre tra il 2013 ed il 2022 ed è previsto in crescita anche per il 2023. Tuttavia, tale valore ha subito un andamento negativo tra il 2019 ed il 2020, ovvero in occasione del Covid-19, quando le importazioni per la prima volta sono diminuite da 14.761.524.306.352 dollari fino a 13.433.767.645.560 dollari ovvero pari ad una variazione pari a -1.327.756.660.792 dollari pari ad un valore di -8,99%. Tuttavia, nel 2021 il valore delle importazioni a livello globale era di nuovo cresciuto quasi fino a raggiungere il livello del 2019. Infine, tale valore è previsto in crescita anche nel periodo tra il 2022 ed il 2023 nei paesi OCSE per un ammontare pari a 3,50% pari ad un ammontare di 552 miliardi di dollari. Occorre considerare che anche i paesi di nuovo sviluppo come Cina e India soprattutto stanno aumentando le loro importazioni segno che il commercio internazionale viene rafforzato grazie alle interrelazioni ed interdipendenze produttive globali.

Angelo Leogrande

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