LE RIPERCUSSIONI DELLA PANDEMIA SULLA SALUTE RIPRODUTTIVA DELLE DONNE

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cms_21465/2.jpgL’impatto dello stress indotto dall’emergenza sanitaria da SarsCov2 (che si protrae da oltre un anno) ha avuto effetti negativi sulle donne in età riproduttiva. È quanto emerge da uno studio osservazionale condotto dai professionisti di ENDO e riportato sul sito Univadis.
Lo stress psicologico, che ha colpito indifferentemente uomini e donne, adulti e bambini, può provocare alterazioni ormonali che incidono negativamente sulla salute riproduttiva di una significativa percentuale di donne. Lo studio in questione prende in esame gli effetti a breve termine registrati nel campione di riferimento.

Fattori di stress e disordini ormonali.

cms_21465/3.jpgI cicli mestruali dipendono molto dalla salute psicofisica della donna. «I fattori di stress possono attivare l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi alterando quindi la regolazione dell’ormone di rilascio delle gonadotropine», riferisce Univadis.
L’ipotalamo, una regione del nostro cervello, controlla la secrezione di gonadotropine da parte di una ghiandola chiamata adenoipofisi. La funzione delle gonadotropine è quella di regolare il corretto funzionamento degli organi riproduttivi sia maschili che femminili.
A titolo di esempio, la gonadotropina FSH (Ormone follicolo-stimolante) regola la maturazione dei follicoli ovarici che avviene – di norma – ogni ventotto giorni (ciclo mestruale). La maturazione del follicolo ovarico è caratterizzata dalla produzione di estrogeni, ormoni determinanti per la fertilità femminile.
Lo stress psicologico provocato dalla pandemia da SarsCov2 ha, quindi, inciso sul funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.

Lo studio.

cms_21465/4.jpgAllo studio ha partecipato, in modalità digitalizzata e anonima, un campione di 1.032 donne, alle quali è stato chiesto di riferire circa il loro stato di salute. L’età media delle partecipanti è di 36,7 anni e di etnia prevalentemente caucasica (97%).
Il 46% delle partecipanti ha riferito anomalie del ciclo mestruale, che riguardano un peggioramento dei sintomi premestruali (53%), menorragie (18) e dismenorree (30%), cicli mestruali mancati (9%). Il 45% delle donne ha inoltre subìto un calo della libido.
È stato segnalato un aumento di peso (di 2kg in media) e il 50% delle intervistate ha riferito un peggioramento della dieta durante la pandemia (a fronte di un 23% che dichiara di aver migliorato le proprie abitudini alimentari).
Il 40% del campione ha lavorato di più del solito a causa della pandemia e il lavoro rappresenta il fattore di stress che ha inciso di più sulla qualità della vita (stress lavorativo e cambiamento dello stato occupazionale).

Francesco Leccese

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