LE UNIONI CIVILI SONO LEGGE

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo a tre decreti legislativi sulle unioni civili

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Il 14 gennaio è stata una giornata storica, che ha visto finalmente l’Italia compiere un passo importante in materia di diritti e allinearsi alla stragrande maggioranza dei paesi europei e occidentali. Con l’approvazione dei decreti attuativi sulle unioni civili si è completato il percorso normativo e ordinamentale della legge sulle unioni civili che consente l’unione a due persone maggiorenni dello stesso sesso, con obbligo di convivenza e di assistenza morale e materiale, e dà gli stessi diritti delle coppie eterosessuali quanto a reversibilità pensionistica ed eredità. Il passaggio si può definire epocale.

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Da molto tempo il nostro Paese era in attesa di questa normativa. Se in Italia norme specifiche che reprimevano penalmente l’omo­sessualità furono abrogate già in epoca postrisorgimentale, escluden­dole, come già in Francia, dalla prima codificazione penale unitaria, a trent’anni dalla nascita del movimento gay era profondamente cambiato in meglio l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti degli omosessuali, ma nessuna riforma legislativa era ancora stata introdotta. Finalmente, la legge sulle unioni civili estende al caso dell’orientamento sessuale i divieti di discriminazione già ovunque vigenti, che proibivano di discriminare sulla base della razza, della reli­gione, dell’etnia, della lingua o del sesso. Tra l’altro, questa è una legge che finalmente fornisce una forma di riconoscimento giuridico alle famiglie omosessuali.

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Ovviamente, la legge viene salutata con entusiasmo da molti. Esultano le associazioni. Per l’Arcigay é un “passo storico. L’approvazione dei tre decreti attuativi della legge sulle Unioni civili sancisce definitivamente l’ingresso di questo istituto nel nostro ordinamento. La notizia ci rallegra: rappresenta un momento importante della storia del nostro Paese”. Anche su Twitter, Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, annuncia che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo a tre decreti legislativi sulle unioni civili, completando così l’iter di attuazione della legge e chiarendo anche i punti critici.La legge sulle Unioni civili introduce due istituti completamente diversi per le coppie omosessuali e per le coppie etero. Per le prime arrivano le unioni civili, per le quali ci sono una serie di diritti e doveri molto forti, che le avvicinano al matrimonio, tra cui la reversibilità della pensione ma non le adozioni; per le seconde nascono le convivenze, per le quali gli obblighi reciproci sono molto minori e mancano i principali diritti, come la reversibilità.

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I punti critici della legge, emersi in fase di attuazione, sono stati chiariti e vengono fissati principi e pratiche inderogabili, che rispondono, tra l’altro, pienamente alla disciplina prevista dalla legge Ue in base alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo del 21 luglio 2015. Monica Cirinnà, PD, colei che più di tutti ha portato avanti la legge sulle unioni civili, tiene a spiegare che “i decreti attuativi stabiliscono che l’unione civile, come il matrimonio, può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo. Inoltre, il matrimonio contratto all’estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell’unione civile. E questo vale solo per i cittadini italiani, mentre per lo straniero continua a valere la legge dello Stato d’origine. Per gli stranieri provenienti da Stati in cui l’orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l’omosessualità sia penalmente sanzionata, al posto del nulla osta del Paese di origine è sufficiente il certificato di stato libero.”

Un altro passo in materia di diritti è stato compiuto. Fiera di questa Italia.

Mary Divella

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