LONG COVID, ECCO CHI E’ PIU’ A RISCHIO

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La pubblicazione dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, del ’Bollettino Covid’, dallo scorso 4 novembre 2022, su parere del ministro alla Salute, Orazio Schillaci, in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, è diventata da giornaliero a settimanale.

Il prossimo bollettino sarà pubblicato Venerdì 18 Novembre 2022

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cms_28275/Mario_Picozza,_presidente_FederAsma_&_Allergie.jpgIl long Covid colpisce gli asmatici e gli allergici.

"L’asma, soprattutto quando è tenuta sotto controllo con l’uso di farmaci appropriati, non è un fattore di predisposizione per la malattia Covid-19 grave (quella, per intenderci, che porta le persone in ospedale e le mette a rischio di vita) - dice Mario Picozza, presidente FederAsma & Allergie -.

Tuttavia, alcuni studi, hanno evidenziato come in soggetti asmatici le sequele del Covid-19 (comunemente dette long Covid) possono includere un esacerbazione dei sintomi asmatici con un conseguente aumento nell’uso di farmaci, soprattutto inalatori, per tenere sotto controllo l’asma".

Mentre sul versante vaccini anti-Covid, sono stati segnalati problemi dopo la vaccinazione per i soggetti asmatici o allergici? "Le reazioni allergiche al vaccino nei pazienti ad alto rischio (precedente reazione anafilattica a qualsiasi farmaco/vaccino; allergia a più farmaci; intolleranza ai farmaci contenenti polietilenglicole o polisorbato 80 e disturbi dei mastociti, tra cui orticaria e angioedema) sebbene siano più molto più frequenti rispetto ai vaccinati Covid-19 nella popolazione generale, sono principalmente lievi e tardive, con maggiore probabilità di colpire le donne", risponde Picozza.

"Le persone ad alto rischio di reazioni allergiche e anafilattiche alla vaccinazione, tra cui quelle con precedente reazione anafilattica a qualsiasi farmaco/vaccino; allergia a più farmaci; intolleranza ai farmaci contenenti polietilenglicole o polisorbato 80 e disturbi dei mastociti, tra cui orticaria e angioedema) sono stati per lo più vaccinati in ’ambiente protetto’ presso le strutture ospedaliere pronte per eventuali eventi avversi. Uno studio triestino - prosegue Picozza - ha evidenziato, per queste persone, una frequenza di reazioni allergiche lievi e moderate di circa il 30% (un terzo). Una proporzione circa 80 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Non sembra che altri tipi di allergie o la presenza di asma sia correlata allo sviluppo di eventi allergici alla vaccinazione".

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