LO IOR CAMBIA VOLTO

Prima storica condanna in Vaticano

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Per molti anni, il mondo finanziario della Chiesa cattolica ha gettato numerose ombre riguardo alla trasparenza. Scandali finanziari di ogni genere, da investimenti sbagliati fino a denaro riciclato. Insomma, la banca vaticana ha suscitato grande interesse tanto da intensificare inchieste di ogni genere. Certamente qualcosa di vero c’è, perché per anni le alte sfere vaticane hanno tenuto all’oscuro il popolo fedele. Eppure, la stessa parola IOR indica Istituto Opere Religiose, ma è una banca a tutti gli effetti, che vigila con molta attenzione sugli sviluppi che il mercato offre. Numerose sono state le riforme per cercare di garantire la trasparenza, ma si sono concluse amaramente gettando nel baratro la credibilità stessa della Chiesa cattolica. Qualcosa però ha iniziato a smuoversi con la salita al soglio pontificio di papa Francesco, che sin dal primo momento ha messo le cose in chiaro. “Come vorrei una chiesa povera e per i poveri”. Con queste parole ha indirizzato il suo magistero mettendo al centro l’umanità a discapito del denaro. Indubbiamente le difficoltà sono tante, ma il pontefice con grande coerenza porta avanti la sua rivoluzione culturale proprio negli sfarzosi palazzi di piazza San Pietro.

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La svolta concreta adoperata dal papa argentino si nota subito in merito a delle condanne storiche, che fino a questo momento non hanno precedenti. Infatti, l’ex presidente dello Ior Angelo Caloia e l’avvocato Gabriele Liuzzo, sono stati condannati a otto anni per riciclaggio, autoriciclaggio e peculato. A condannarli è stato il promotore di Giustizia Alessandro Diddi, che nero su bianco ha spiegato le motivazioni. I due soggetti in questione, sono rei di esseri appropriati di gran parte del patrimonio immobiliare della banca vaticana. Il tutto avveniva tramite operazioni di estrema complessità a livello finanziario. Da quello che emerge dagli inquirenti, Caloia e Liuzzo hanno svenduto il patrimonio dello IOR per trarne benefeci personali attraverso società offshore e facendo girare il denaro per mezza Europa. Infine, sei anni di carcere anche per il figlio di Liuzzo per riciclaggio e autoriciclaggio. Una sentenza storica che può segnare un nuovo orizzonte per la Chiesa romana. Partendo dal concetto stesso di trasparenza si potrà restituire dignità alla chiesa di Cristo.

Giuseppe Capano

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