LO SPOSTAMENTO A SINISTRA DELL’AMERICA LATINA

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cms_26572/0.jpgAnche la Colombia è stata colpita dalla cosiddetta ‘Marea Rosa’ (Pink Tide), e Gustavo Petro si accoda ai già molti leader di sinistra che hanno spostato l’equilibrio politico di tutta l’area dell’America Latina. Partendo dal Presidente Lopez-Obrador in Messico, proseguendo con Xiomara Castro in Honduras, Pedro Castillo in Perù, Luis Arce in Bolivia e concludendo con Gabriel Boric in Cile e Alberto Fernandez in Argentina, la svolta verso sinistra dell’America Latina era già iniziata nelle molteplici elezioni del 2021 ed ha trovato continuità in questo 2022 con Petro. Altra tornata elettorale fondamentale in tal senso, è quella brasiliana in programma ad ottobre in Brasile dove Lula pare essere nettamente in vantaggio rispetto all’attuale Capo di Stato, Jair Bolsonaro. Con l’ipotetica vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, il progressismo latinoamericano registrerebbe un en plein. o quasi, e cambierebbe di molto gli equilibri e lo scacchiere geopolitico e di relazioni internazionali intra-regionale ed anche quello extra nazionale. Al contrario l’ala conservatrice del Sud America, già molto indebolita dopo la sconfitta totale in Colombia, perderebbe un ulteriore pezzo rimanendo con i soli Paraguay ed Ecuador come Stati di rilievo e la speranza di un incredibile recupero di Bolsonaro per le prossime elezioni.

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Questo cambio netto in appena due anni, lo si può rintracciare in differenti fattori e motivi. L’America Latina convive da anni con situazioni di disuguaglianze enormi, economie deboli e sempre precarie, illegalità a livelli altissimi e difficoltà sociali ataviche. Nonostante una prima ‘marea rosa’ nei primi anni 2000, con speranza di progressismo, uguaglianza sociale e rilancio, gli oltre 350 milioni di latinoamericani constatarono il fallimento della sinistra, dando fiducia all’ideologia conservatrice dal 2010 in poi. Un decennio circa di governi di destra non ha però risolto le cose, facendo emergere i vecchi problemi sudamericani quali la corruzione, classe politica non all’altezza e programmi governativi infruttuosi. A ciò vanno aggiunte le criticità emerse con l’emergenza da Covid-19 che in due anni hanno fatto collassare intere Nazioni e portato ai minimi storici economie e dati sociali.

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Le situazioni molto dure che i cittadini latinoamericani hanno dovuto affrontare, non potevano che essere imputate ai governi al comando, e conseguentemente decidere per un drastico cambiamento, tornando verso venti di sinistra. La raffica di vittorie di leader di sinistra non è altro che l’ennesimo caso di ‘marea rosa’ e certificazione del fatto che in America Latina la stabilità politica sia un miraggio. In appena dieci anni, tutta l’area è balzata da un primo momento di esecutivi progressisti, poi verso amministrazioni conservatrici ed infine nuovamente a governi di sinistra. Questa instabilità cronica dimostra le difficoltà di gestione dei Paesi latinoamericani in primo luogo, e l’incapacità degli esecutivi di riuscire a soddisfare le proprie promesse elettorali oltre che di risanamento in seconda battuta. Gustavo Petro si accoda quindi agli altri baluardi di questa ‘marea rosa’, conscio delle enormi difficoltà per un Capo di Stato sudamericano di centrare la rielezione.

Riccardo Seghizzi

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