LO SQUALO MORDE SUL “MORTIROLO”

La 16ma tappa la vince un grande Guido Ciccone, ma lo show è di Nibali

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Lo squalo Nibali morde, ma Carapaz, come una remora, gli rimane attaccato alle branchie fino al traguardo, lasciando invariato il distacco in classifica. Anche oggi, come già accaduto nella Ivrea-Como, il capitano della Bahrain-Merida ha messo del pepe alla corsa in rosa, regalando agli appassionati di ciclismo una tappa che da tempo non si vedeva neanche al Tour de France. La 16ma frazione del Giro d’Italia l’ha vinta meritatamente Guido Ciccone della Trek-Segafredo dopo una lunga fuga e con i kilometri finali in condizioni climatiche invernali. Vero sconfitto della giornata è lo sloveno Primoc Roglic che arriva con un ritardo di 3’03” dal gruppetto maglia rosa, perdendo il secondo posto in favore di Vincenzo Nibali. Adesso il siciliano è a 1’47” dall’ecuadoriano della Movistar e a +22” dallo sloveno del Team Jumbo-Visma.

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LA GARA - SI entra nel vivo con la fuga di 20 uomini dal Passo della Presolana. Il gruppo, di cui fanno parte anche Caruso e Antonio Nibali (fratello di Vincenzo) avviene al Passo della Presolana. Il gruppetto, a 30 km dall’arrivo accumula un vantaggio di oltre 5 minuti dagli inseguitori, con Giulio Ciccone (Trek Segafredo) in grande spolvero. Dietro temporeggiano per tirare il fiato in attesa dell’ultima salita che, per tanti, sarà determinante ai fini della vittoria finale della corsa a tappe. Sulle rampe del Mortirolo, care a Marco Pantani, Vincenzo Nibali mette Domenico Pozzovivo davanti al gruppo inseguitore; dopo circa due kilometri scatta creando un vuoto di circa 10”; la Movistar non si lancia all’inseguimento, perché il Direttore Tecnico, alla radiolina, ordina a Carapaz di lasciare andare il messinese. Roglic, intanto, non riesce a tenere il passo degli uomini Movistar. Nibali si gira e inizia a credere di poter fare l’impresa di togliere, dalla generale, la seconda piazza allo sloveno, avvicinandosi anche al leader del “Giro”. Il campione italiano, vincitore di Vuelta-Giro-Tour, parte alla caccia dei battistrada, sapendo che davanti può contare su Damiano Caruso, protagonista di una immensa tappa in sostegno del proprio capitano. Nel frattempo, è Miguel Angel Lopez (Astana) a rompere gli indugi uscendo dal gruppo; ma Carapaz, scortato da Landa, gli si incollano alla ruota. Prima dello scollinamento il vantaggio Nibali dalla maglia rosa viene annullato. Davanti, oramai, ci sono solo Ciccone e Jan Hirt (Astana). Dopoil pericoloso tratto in discesa, lo svantaggio di Roglic è andato oltre il minuto. Nell’arrivo in volata, la spunta Ciccone che chiude in 5h 36’ 24”, seguito dal Hirt, terzo Fausto Masnada (Androni Giocattoli-Sidermec) 1’ 20”, Nibali 1’ 41” che guadagna 1’23” da Roglic, arrivato dopo 3’03” dal gruppo Nibali-Landa-Carapaz.

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ANALISI E CONCLUSIONI – Questa 16ma tappa è stata davvero molto appassionante, e Richard Carapaz, probabilmente, ha messo un grosso sigillo al trionfo finale. Nibali sta facendo del suo meglio per vivacizzarla e provare a vincere il trofeo, ma i quasi 2 minuti da Carapaz sono tanti da recuperare, considerato che son finite le salite come il Mortirolo. Speriamo solo che l’errore di aver dato troppa libera uscita al leader della Movistar durante la Saint Vincent-Courmayeur, non gli costerà caro fino alla fine. Scommetto, comunque, che nei prossimi giorni, il siciliano ci regalerà altre emozioni.

(Foto dal sito web del Giro d’Italia: si ringrazia)

Umberto De Giosa

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