LUI, LUI PARTOUT

Jean Gaudaire Thor a Ravenna

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La Mostra d’Arte Lui, Lui partout è arrivata a Ravenna, dove resterà fino al 23 gennaio 2022, al palazzo dell’Orologio nella Piazza del Popolo, con ingresso da piazzetta Einaudi. La mostra, a cura di Patrizia Poggi e di Franco Bertaccini, è aperta dal giovedì al venerdì, dalle 15 alle 18, e il sabato e la domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ingresso gratuito).

Ma chi è questo Lui, Lui partout?

Se vi dico che è l’incipit di una poesia di Victor Hugo che in italiano suona così… Sempre lui! lui ovunque!

Se vi dico che il Manzoni inizia la sua lirica più famosa con… Ei fu, pensoche abbiate capito.

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Jean Gaudaire-Thor-Assouan- tecnica mista su carta

Il 5 maggio 2021 a Parigi, sotto la cupola del Dôme des Invalides, dove è sepolto Napoleone, alle ore 17:49, ora esatta in cui il Corso morì nell’esilio all’isola di Sant’Elena, il presidente francese Macron ha deposto una corona sulla tomba dell’imperatore, in presenza di uno dei suoi discendenti.

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Jean Gaudaire-Thor-Chierasco- Acrilico e carboncino su tela

A due secoli dalla sua morte, Napoleone è probabilmente il personaggio storico francese più conosciuto nel mondo, celebrato come un grande stratega, eccellente legislatore, ma all’opposto anche criticato di essere un tiranno che ha causato centinaia di migliaia di morti e che reintrodusse la schiavitù nel 1802, dopo che era stata abolita all’inizio della rivoluzione francese.

Cosa lega Bonaparte a Ravenna?

Innanzi tutto l’anno 2021 che celebra i settecento anni della morte di Dante; il Poeta e Napoleone hanno avuto un ruolo centrale negli ideali e nei valori dell’Ottocento, ruolo che si è ammantato di mito dopo la loro morte, Napoleone era di origine toscana e per soli due mesi è nato sul territorio francese; secondo, la principessa Luisa Giulia Murat, che era nipote di Napoleone Bonaparte, visse a Ravenna, nel Palazzo Rasponi Murat, avendo sposato nel 1825 il ravennate conte Giulio Rasponi, politico vicino ai carbonari; terzo, in provincia di Ravenna, a Faenza nel 1797 sul fiume Senio, si combatté la battaglia decisiva che determinò il crollo dello Stato Pontificio in Romagna.

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Jean Gaudaire-Thor-Napoleon Fond Bleu- acrilico su tela-particolare

La battaglia fu raccontata da Monaldo Leopardi, padre del più noto Giacomo con parole irrisorie, nonostante fosse un reazionario, sostenendo che alla vista dei francesi l’esercito papale se la diede a gambe levate e che fossero una manica di incapaci avendo uno di loro addirittura caricato i cannoni con dei fagioli, occorre dire però che un quarto dell’esercito papale era composto da contadini e genti rurali appena radunati nella zona: “Suldè de Pepa” (soldato del Papa) e “cul zal” (culo giallo, per via dei pantaloni gialli dell’uniforme) in Romagna divennero sinonimo di fifone e buono a nulla.

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Jean Gaudaire-Thor- La Bataille De Montereau- particiolare-acrilico su tela

Per celebrare il bicentenario della morte di Napoleone, il Dipartimento di Seine-et-Marne ha incaricato il pittore e scultore Jean-Gaudaire Thor di ricordare artisticamente Napoleone Bonaparte.

«Da parte mia, sono sempre stato attratto da soggetti di ampie vedute, che mi permettono grandi sconfinamenti. Questi soggetti, molto spesso lontani dalle mie solite passioni, mi hanno permesso di cercare nuovi mondi. Sì, ci sono stati Cristoforo Colombo, Arthur Rimbaud, Lazzaro, temi tanto inaspettati quanto opposti. Mi ha fatto molto piacere stare con loro e, a dire il vero, accompagnarli nella loro seconda vita. Forse questo gioco di fantasmi e doppi non è estraneo alla mia passione per l’antico Egitto. ‘La Campagne du Monde’ è diventata così il titolo generico di questa mia intima avventura pittorica su Napoleone.» (Jean Gaudaire-Thor)

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Jean Gaudaire-Thor-Saqqara-acrilico su tela-particolare

Jean Gaudaire-Thor comincia a confrontarsi con Napoleone nel 2014, durante un soggiorno all’isola d’Elba, dove si stava celebrando il bicentenario dell’esilio dell’Imperatore. Al suo rientro inizia a documentarsi, leggendo pagine e pagine di storia, centinaia di lettere e i tanti libri degli aiutanti di campo; arrivando a produrre quasi 400 opere, dipinti su tela, su carta, disegni, sculture, che ci riportano la sua visione assolutamente non celebrativa, un punto di vista pietoso e malinconico, un po’ manzoniano, cercando di comprendere cosa poteva succedere nel dentro di un uomo che fu osannato e poi calpestato, un eroe o un tiranno, restava comunque solo un uomo: Jean Gaudaire ci rende partecipi del peso della fama e dell’altrettanto greve della sconfitta e dei punti interrogativi che si sarà posto e che certo avranno scosso l’ex imperatore durante il suo esilio.

Le circa 400 opere prodotte dall’artista negli ultimi cinque anni si sono distribuite in varie mostre, prima a Fontainebleau, poi a Sens, successivamente a Tolone, ora a Ravenna e poi sarà la volta di Cervia.

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Jean Gaudaire-Thor-Saqqara-acrilico su tela

Nella Mostra oltre a opere su carta e su tela sono presenti delle sculture che rappresentano il cappello di Napoleone il famoso bicorno che oltre alla mano infilata sotto alla giacca sono i simboli che più identificano l’imperatore: «Quando l’imperatore usciva dal suo salotto per sedersi a tavola, portava il cappello in testa o sotto il braccio sinistro. In questo caso lo dava al prefetto del palazzo, che glielo consegnava quando tornava in salotto. Spesso lo teneva in testa durante i pasti. Se gli capitava di toglierselo, lo posava per terra, alla sua destra e lo riprendeva quando si alzava da tavola.» (Pranzo alle Tuileries, Ricordando l’imperatore Napoleone, Mameluck Alì)

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Jean Gaudaire-Thor- Chapeaus

Jean Gaudaire-Thor è nato a Sens, nella regione della Borgogna-Franca Contea, l’antica capitale dei Galli Senoni, nel 1947; ha studiato presso l’Ecole Nationale des Métiers d’Art di Parigi, ma è durante il suo primo viaggio di studio in Egitto che sviluppa il suo lavoro sui segni antichi e primitivi.

Dice di sé: «Ho iniziato a dipingere e scolpire nel 1965, ma il mio particolare interesse per i segni primordiali è iniziato durante un viaggio in Egitto nel 1975. Seguirono molti altri viaggi di studio tra cui Sudan, Italia, Grecia, Stati Uniti, Hawaii, Cina, Etiopia e Cipro. Nel corso degli anni e attraverso diversi periodi successivi, ho sviluppato un concetto filosofico centrale nel mio lavoro. Si è evoluto dalla mia prima e fortunata introduzione all’archeologia nella mia giovinezza e dal mio successivo fascino per l’arte preistorica e le pitture rupestri paleolitiche, per fondersi infine con un processo strutturale di strati, strati di materia, di spazio, di tempo e di culture. Il mio lavoro spesso deriva dalla creazione di associazioni per collage di elementi diversi come riproduzioni fotografiche, tessuti stampati o pezzi ritagliati del mio lavoro, con audaci segni astratti. Questo processo induce una particolare complementarietà e osmosi tra i vari componenti. Un tema singolare può a volte portare a vari sviluppi, come nella composizione musicale”.

Non aggiungo altro perché ciò che appare nelle sue opere, anche nella “Campagne du Monde”, sono strati di spazio, tempo e culture che abbracciano tutta la storia, un fiume che Jean Gaudaire fa scorrere con un silenzio musicale e poetico, perché anche la pausa fa parte del tempo e della musica.

Perché scrivo questo?

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Jean Gaudaire-Thor

Nel 2003 Jean Gaudaire ha creato tutta una serie di opere su carta, fotografie, tele ispirate alla leggenda e all’universo poetico di Arthur Rimbaud, poeta maledetto che utilizzava simboli, immagini sfumate, parole non semplicemente descrittive ma evocatrici e musicali. Jean Gaudaire poeta con le immagini, con la sua arte esprime la malinconia virgiliana delle Bucoliche, di un qualcosa del passato e perciò mitico, di una prima volta che è sempre la seconda, come dice Cesare Pavese… Bisogna sapere che noi non vediamo mai le cose per la prima volta, ma sempre la seconda. Allora le scopriamo e insieme le ricordiamo… quindi non si afferra mai neanche il ricordo, resta il presente, la visione dell’anima candida di Jean Gaudaire.

Dal 1967 i lavori di Jean Gaudaire sono stati esposti in più di trecento mostre personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti; è presente in numerose collezioni pubbliche e private.

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Da una finestra della location della Mostra, si vede dall’alto Piazza del Popolo, che per antonomasia è il luogo d’incontro per i ravennati, dove ogni anno in dicembre è posizionato l’albero di Natale, è con questa foto con cui auguro Buone Feste ai lettori di “International Web Post”.

Paola Tassinari

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