La Grecia contesta il nome del Paese vicino, la Macedonia

Centinaia di persone protestano nelle strade di Atene

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Grandi proteste hanno occupato le vie centrali della capitale ellenica Atene contro il nome del Paese balcanico Macedonia, che per i greci dovrebbe essere chiamato diversamente dal nome del loro onore nazionale.

Una guerra che dura da quasi un quarto di secolo e che sembra non avere fine, quella tra i due Paesi vicini. I due governi, quello greco e quello macedone, hanno intrapreso giorni fa un ciclo di incontri di lavoro per risolvere la questione. Una strada difficile da percorrere, sotto l’osservazione dell’ONU che, insieme allo specialista Mathew Nimetz, ha messo in campo alcune proposte relative al nome da utilizzare, alla lingua e alla nazionalità di Skopje. Tra le opzioni ci sarebbero questi nomi:

- la Nuova Repubblica della Macedonia;

- la Repubblica del Nord della Macedonia;

- la Repubblica di Vardar della Macedonia;

- la Repubblica della Macedonia.

L’ONU intende favorire una convivenza pacifica tra i popoli e la sicurezza di una stabilità nei Balcani come garanzia degli interessi nazionali. Chiede pertanto, rivolgendosi al popolo greco, di aprire gli orizzonti verso un futuro che guarda al di là dell’isolamento e di un blocco che non serve a nulla. Di questa stessa opinione rimane il premier della sinistra Alexis Tsipras e il suo gruppo, i quali ammettono che il Paese confinante usi un nome che contenga il cognome "Macedoni" perché i greci considerano Macedonia una regione che si estende nel loro territorio.

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Questa però è una linea che l’opposizione non sostiene: le loro motivazioni hanno già scatenato una grande protesta a Salonicco il 21 gennaio scorso e un’altra contestazione il 4 febbraio ad Atene. Gli organizzatori parlano di una delle più grandi manifestazioni mai indette, in cui si sarebbero raggiunti i quasi 1,5 milioni di persone, mentre la polizia parla di non più di 140.000 manifestanti. Centinaia di autobus e persone arrivate dall’estero confermano la tesi degli organizzatori di questa manifestazione, pronti a riunirsi nella piazza più famosa di Atene, piazza Sintagma, per dimostrare al governo e al mondo che la Macedonia è una sola ed è greca. Qualsiasi altro nome possa avere il Paese vicino, non può assolutamente mantenere il nome ellenico. E’ prevista per il prossimo 25 febbraio un’altra manifestazione nella città di Patrasso. Da parte sua, il governo di Tsipras mantiene un comportamento più difensivo e amichevole verso il Paese vicino che si scontra con la voce dei cittadini.

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Secondo il governo, queste manifestazioni sono un grave affronto alle aspettative di tolleranza e rispetto dell’identità di ciascuno Stato avanzate dai rappresentanti esteri. "I messaggi nazionalisti e intolleranti che provengono dai discorsi dei manifestanti non sono utili all’intesa tra i due Paesi. Non è tempo di divisione del popolo greco, e nemmeno di sfruttare queste occasioni per motivi politici nazionalisti" chiarisce Syriza, il partito della maggioranza al governo.

Intanto, sono stati già fatti i primi passi verso un accordo. I macedoni hanno accettato la richiesta del governo greco di cambiare il nome dell’aeroporto di Skopje, che porta il nome di Alessandro Magno e il nome della via principale con lo stesso nome.

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Come trasmesso dai media macedoni, la decisione per il cambiamento dei nomi è stata presa dopo un incontro tra rappresentanti del Governo. Con una dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Esteri arriva la reazione positiva della Grecia, che saluta la decisione macedone. "Apprezziamo la decisione del Governo della ex-Iugoslavia per la rinomina dell’aeroporto di Skopje con il nome ‘Aeroporto Internazionale di Skopje’ e dell’autostrada ‘La via dell’amicizia’. - dichiara il Ministro degli Esteri Nikos Kotzias - Questo è un passo positivo per cambiare ciò che è successo negli ultimi 10 anni, in cui si è instaurata una relazione molto tesa tra i due Paesi, e che segna l’inizio di un nuovo capitolo pacifico. Si attende di capire come continueranno i negoziati tra i due Paesi dopo questo passo positivo. La popolazione greca annuncia ancora manifestazioni massive anche se i due Governi sono già entrati nella via dei negoziati, da cui si attende un accordo conclusivo riguardo la decisione del nome ‘Macedonia’ ”.

Irena Patriku

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