La Procura di Milano in Kurdistan

A Ebril un grande albergo con annesso un casinò

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In carcere l’imprenditore edile Giuliano Gavinelli e fra gli indagati anche l’ex Senatore del Partito della Libertà Sergio De Gregorio. In questa inchiesta si sono sequestrati beni mobili e immobili per un totale di circa 85 milioni di euro, tra cui resort e ville a cinque stelle in Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria; appartamenti a Courmayeur, ville nell’Astigiano e a San Michele di Pagana, vicino a Rapallo e un convento di suore in ristrutturazione ad Arenzano.

cms_2040/gavinelli_seconda.jpgOltre all’arresto dell’imprenditore Gavinelli, gli uomini della guardia di finanza ha notificato un provvedimento di arresti domiciliari a Massimo Colombo, 56enne di Monza, ritenuto il factotum dell’imprenditore stesso. Un provvedimento destinato anche al commercialista Marco Pirro, il quale però si trova in Tanzania. A firmare le ordinanze di custodia cautelare è stato il gip Dottoressa Manuela Scudieri su richiesta dei pm Dottor Stefano Civardi, Dottor Mauro Clerici e la Dottoressa Laura Pedio, titolari dell’indagine nella quale gli indagati sono in tutto 28. I reati ipotizzati a vario titolo vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta a riciclaggio, truffa, frode fiscale, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture false, di cui rispondono De Gregorio, Gavinelli e un funzionario del governo del Kurdistan.

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L’ex senatore napoletano è accusato anche di millantato credito. Secondo la minuziosa ricostruzione di inquirenti e investigatori, Gavinelli, l’imprenditore originario di Legnano (Milano) e ritenuto il "dominus" e ideatore di un vero e proprio "sistema", negli scorsi anni avrebbe raccolto da altri imprenditori e professionisti diversi milioni di euro non dichiarati al fisco e depositati su conti correnti cifrati di istituti svizzeri. Dopo di che, con l’aiuto dei suoi collaboratori e prestanome, avrebbe investito i capitali ritenuti illeciti in attività immobiliari in tutta Italia attraverso una serie di società ’filtro’ a lui stesso riferibili. Secondo alcuni dati il Gavinelli avrebbe investito le provviste finanziarie, frutto di evasione fiscale, in società in stato prefallimentare per poi successivamente svuotarle: sarebbero stati messi in piedi trust liquidatori fittizi ai quali trasferire l’attivo delle aziende decotte, privandole così del loro patrimonio e destinandole al fallimento. Tra gli episodi contestati dai pm e dal gip c’è anche il crac della Millennium Capital Holding, per il quale sono accusati anche Tullio Russo, ex amministratore unico di Area 24 una partecipata di Regione Liguria, del Comune di Imperia e di Carige, e l’ex direttore generale della filiale di Imperia del banco di San Giorgio. Nell’indagine spunta anche il nome di De Gregorio: è accusato di millantato credito per aver promesso il proprio interessamento per far ottenere appalti all’imprenditore (in merito a ciò si sta indagando su un versamento di 200mila euro) e di bancarotta (in concorso con Gavinelli) per aver distratto 30mila euro dalla fallita Garda Resort.

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Nelle pieghe delle indagine, infine, da una serie di intercettazioni è venuta a galla una vicenda per cui nei confronti di De Gregorio, Gavinelli e di un funzionario governativo del Kurdistan è stato ipotizzata la corruzione internazionale: si tratta di un affare immobiliare a Ebril non andato però a buon fine per via dell’avanzata delle milizie dell’Isis. Il sospetto è sul versamento di mazzette al funzionario del governo curdo per costruire un grande albergo con annesso un casinò. Vicenda, questa, per la quale al momento non sono state trovate tracce di soldi, anche se Procura e guardia di finanza hanno in mano una serie di elementi.

Francesco Mavelli

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