La cinematografia pugliese ha il vento in poppa

Al via le riprese di “Free”, il nuovo film del regista salentino Fabrizio Maria Cortese

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Il sole e il mare di Puglia ancora una volta si offrono come scenario ideale per una produzione cinematografica: è difatti partita in questi giorni una nuova lavorazione che, per i temi sociali trattati, per il cast di spessore e per le prestigiose partnership, sarà sicuramente tra le proposte in sala più interessanti del prossimo autunno.

“Free” è il titolo del nuovo lavoro del regista Fabrizio Maria Cortese che, con l’opera prima “Ho amici in Paradiso”, selezionata dall’Anica tra i film in corsa per gli Oscar come miglior Film straniero, rappresenta già un importante segno di riconoscimento di un certo cinema che si affranca dal mero risultato di botteghino.

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Con il regista salentino, impegnato con le riprese del film nella suggestiva Gallipoli, abbiamo scambiato riflessioni, aspettative e soddisfazioni per un progetto molto ambizioso.

Io partirei dalla visita a papa Francesco. Sua Santità ha ricevuto in udienza l’intero cast, riconoscendo la valenza sociale dei contenuti del suo primo film. Ci racconti com’è andata.

cms_9139/2v.jpgSiamo stati accolti dal Papa all’indomani dell’uscita del film “Ho amici in Paradiso”. Il film, girato tra la Puglia e Roma, affronta il delicato tema della disabilità con la rilettura leggera tipica del genere commedia. Nel cast, attori professionisti come Antonio Catania, Valentina Cervi, Enzo Salvi, e altri sono stati affiancati da attori improvvisati, reclutati tra gli ospiti dell’Istituto Don Guanella di Roma, la struttura che si occupa dell’accoglienza e del recupero di disabili con insufficienze psicofisiche. Papa Francesco si è detto felicissimo del lavoro di inclusione realizzato, volto al coinvolgimento di persone con questo tipo di disabilità. Inserirle in un contesto dinamico, nella quotidianità del lavoro, è un ottimo strumento per il loro recupero. Il film sta poi girando tutto il mondo, caricandosi ulteriormente di significati. La fuga di cui racconto nel film non è da intendersi dalla struttura di accoglienza, che io al contrario reputo essere un Paradiso, ma piuttosto una fuga dal loro isolamento, una battaglia per un recupero completo nella società.

In questo secondo lavoro, dal titolo “FREE”, lei conferma una propensione verso i temi sociali in una rilettura agrodolce. Qual è la storia di FREE?

“Free” continua a parlare di inclusione sociale, ma questa volta si occupa degli anziani. Anziani ingiustamente abbandonati alla solitudine di un ospizio, privati degli affetti di una vita, ma nella storia che racconto finalmente riscattati e rivalutati in quanto risorsa. Il cast è strutturato ancora una volta accostando attori professionisti - come Sandra Milo, Corinne Clery, Ivano Marescotti, Antonio Catania, Erika Blanc, Enzo Salvi, il grande attore iraniano Babak Karimi e tanti altri - ad anziani, veri ospiti di una casa di riposo. Una sorta di commedia che possa far riflettere sul dramma dell’abbandono con leggerezza e senza facili pietismi.

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La storia ruota intorno a cinque anziani ospiti di una casa di riposo dell’Opera don Guanella di Roma che intravedono, in un viaggio verso la Puglia, l’occasione per realizzare un sogno. Perché la Puglia? Perché il Salento?

Io racconto la Puglia perché è la mia terra e la amo. Mi piaceva raccontare la fuga dei cinque protagonisti, realizzando quell’idea di libertà che esprime bene il titolo del film, nella terra in cui io ho il cuore. Gli scenari sono di una bellezza straordinaria, i miei anziani toccheranno Gallipoli, ma anche Racale, meno conosciuta ma che racchiude la stessa forza espressiva di tutto il Salento. Nella storia, uno dei cinque protagonisti decide di far svoltare la vita al resto del gruppo. Il senso del percorso per arrivare dritti allo scopo è che non è mai troppo tardi.

Questi temi così delicati, secondo lei, sono più adatti ad un pubblico televisivo o possono essere ugualmente interessanti per il pubblico delle sale cinematografiche?

Pur trattando tematiche che meritano sempre un’attenta riflessione, i miei film sono fondamentalmente commedie in grado di regalare momenti di puro divertimento. Il primo film è stato proiettato anche nelle università e nelle scuole, arrivando diritto anche ai bambini, che si sono divertiti molto. Mi viene in mente certa cinematografia francese che in tal senso fa scuola, oltre che risultato di botteghino, con film che seguono la stessa logica.

Com’è stato l’approccio degli attori professionisti a questa dinamica di lavoro così diversa dall’ordinario?

Per gli attori il primo film è stata un’esperienza formidabile. Girare al Don Guanella di Roma con i ragazzi ospiti della struttura ha coinciso con l’opportunità di interagire e collaborare a qualcosa di concreto: il risultato è stato impagabile. Nessuna difficoltà, pertanto, bensì una sinergia che ha reso tutti contenti. Enzo Salvi, per esempio, pur essendo un attore comico ha girato delle scene serie con una delicatezza che ha stupito tutti.

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Da chi è prodotto il film e quando uscirà nelle sale?

Il film è prodotto dalla Golden hour films e dalla Ismaele film, con la fondamentale partecipazione di Rai Cinema. La produzione si avvale, inoltre, della collaborazione dell’Opera Don Guanella e dell’importante contributo logistico e finanziario della Fondazione Apulia Film Commission. In tema di ringraziamenti, mi corre l’obbligo citare l’Hotel Caroli, che ha messo a disposizione le strutture per le scene in interno: di fatto, questa meravigliosa location è diventata il quartier generale per l’intera troupe.

Gireremo le scene fino a tutto giugno e in autunno dovremmo essere pronti.

Cosa pensa della presenza in Puglia di istituzioni regionali di settore, come la Fondazione Apulia Film Commission?

La presenza di queste istituzioni è fondamentale per fare da volano all’industria cinematografica. In particolare, in Puglia stiamo assistendo ad un avvicinamento di maestranze del cinema senza precedenti. Tutta la regione è diventata un set a cielo aperto, e capita di vedere registi nazionali ed internazionali scegliere la Puglia per i loro film, come non era mai successo prima, proprio grazie al lavoro di promozione sul territorio svolto dall’Apulia Film Commission.

Lei è direttore artistico del premio cultura cinematografica “Città di Polistena”, che quest’anno ha voluto premiare due bravi attori che fanno parte del suo staff, Enzo Salvi e Marco Marzocca. Quali sono le finalità di questo premio?

E’ un importante premio cinematografico che viene assegnato ai film che si distinguono perché trattano tematiche sociali. In occasione del riconoscimento assegnato al mio film “Ho amici in Paradiso”, il direttore mi ha proposto l’incarico di direttore artistico, lo stesso incarico che era stato di Mimmo Calopresti. Mi sono sentito onorato, in quanto in Calabria stanno facendo molto per il cinema e questo premio è il risultato del loro impegno. Poi io ho proposto i due attori che fanno parte del mio cast, in quanto rappresentano la vera essenza dell’attore che non deve confinarsi in un unico ruolo ma deve sapersi adattare a qualsiasi situazione.

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E questo traspare nelle scene del film, in cui è evidente la sinergia che gli attori sono riusciti a creare sul set con i ragazzi del Don Guanella…

Prima di cominciare a girare le scene abbiamo creato un atmosfera familiare con i ragazzi per un lungo periodo, ci sono voluti due anni affinché entrassimo in perfetta sintonia. Nei laboratori che abbiamo voluto creare presso il Don Guanella, è emerso fin da subito che per loro l’obiettivo fondamentale era quello di diventare amici. Appena si è consolidato il rapporto di fiducia, si sono immediatamente liberati. In alcuni casi l’importante recupero di alcuni ragazzi ha permesso loro di sospendere le terapie. Per questo motivo il film è entrato nella sfera di interesse degli studi delle neuroscienze e questo risultato ci ha inorgoglito molto.

Tornando al film in lavorazione, riusciranno i nostri simpatici protagonisti a realizzare il proprio sogno?

Il film spiega le vele dell’ottimismo, è un vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e pertanto direi che nessuno rimarrà deluso.

Maria Cristina Negro

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