La lenta ripresa

Nuove misure per i fedeli emanate dalla Cei

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La chiusura totale dettata dal lockdown ha fatto emergere una nuova linfa per la chiesa cattolica, che da anni non viveva una situazione simile. In quei terribili mesi, abbiamo scorto una chiesa diversa, capace di far tirar fuori il meglio di sé. Proprio in quel periodo dove tutti eravamo serrati nelle nostre case, la vicinanza della comunità cristiana è stata d’esempio per tutti. Molti sono stati i parroci che si sono adoperati in svariati modi pur di restare vicino alle proprie comunità. Le stesse festività pasquali hanno finalmente avuto un senso, facendo percepire la loro sacralità a tutto il popolo di Dio. Una chiesa finalmente piena di sé e soprattutto a immagine e somiglianza di Cristo risorto.

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Infatti, nella nostra mente sono ancora impresse le immagini di papa Francesco in una piazza San Pietro deserta, testimonianza questa di un pastore capace di prendere su sé stesso tutta la gravità del momento. Vivere le celebrazioni senza i fedeli è stata una mancanza profetica, perché ci ha fatto capire che nulla in questa vita è scontato. Ad oggi, possiamo affermare che la chiesa ha rispettato in tutto e per tutto le norme anti-Covid, senza batter ciglio, se non in qualche sporadica occasione. La capacità e la voglia di annunciare la buona novella ha lasciato un segno tangibile di amore e fedeltà alla vera chiesa, capace di essere missionaria pur restando tra quattro mura. È questa la vera svolta della chiesa di Francesco, un uomo semplice, o per meglio dire un parroco che ha finalmente capito l’importanza dell’essere comunità anche in situazioni difficili. Mai come in questo caso la chiesa è stata unita, allontanando ogni forma di gelosia o carrierismo.

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A sottolineare la speranza per una nuova ripresa è stato il presidente della Conferenza episcopale Italiana Gualtiero Bassetti, che dichiara: “Sentiamo la responsabilità di affrontare nuove strade senza mai dimenticare di prendersi a cuore le persone, la loro dignità e la loro casa comune”. Pertanto, il suo sguardo in merito al parlamento dei vescovi è tutto incentrato sulla funzione della chiesa nel post-Covid. L’urgenza è proprio quella di un nuovo umanesimo, dove l’essere umano deve sentirsi parte di un creatore. La strada è tutta in salita, perché gli effetti negativi del Covid si sono focalizzati in primis sulla difficoltà di restare in silenzio con noi stessi. La solidarietà tanto decantata durante la quarantena è rimasta solo pura utopia. Per questo la funzione della chiesa dev’essere quella di restituire dignità e verità al popolo di Dio.

Giuseppe Capano

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