La profezia di Black Mirror e il rating sociale

Quando la fiction va oltre la realtà

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Nel mondo infinito delle serie tv ve n’è una che approfondisce il tema e nello stesso tempo impressiona lo spettatore sul rapporto con quelle che Adam Greenfield ha giustamente chiamato “tecnologie radicali”. Si tratta di Black Mirror, una serie tv giunta alla sua quarta stagione prodotta per Endemol la cui ambientazione è un sempre più vicino futuro, mentre il tema centrale sono i rapporti tra noi e le nuove tecnologie della comunicazione. Ogni puntata tratta un tema diverso ed è fine a se stessa, lasciando lo spettatore libero dal ricordare gli avvenimenti precedenti e potendo concentrarsi sulla trama di ogni nuovo singolo episodio.

cms_8770/2v.jpgIn particolare il primo episodio della terza stagione intitolato “Caduta libera”, parla di Lacie Pound, una giovane donna single che vive in un mondo dove chiunque può votare la popolarità degli altri con un massimo di cinque stelle grazie alla tecnologia all’interno di telefoni intelligenti e a lenti standard che consentono di visualizzare il nome e il punteggio corrente di tutti. Lacie è ossessionata dall’idea di essere popolare. Scopre che, per avere un consistente sconto sull’acquisto di una nuova casa, ha bisogno di un punteggio di almeno 4.5 e tenta di ricevere l’apprezzamento di persone con punteggi più alti per facilitare l’aumento dell’indice di gradimento, cosa che le permetterebbe di avere una vita più agiata. Questa rincorsa forsennata, l’impegno quotidiano nella lotta a più like possibili, il continuo mascherare con un sorriso la sua espressione per ottenere consenso, porteranno la donna a una spirale discendente che paradossalmente le faranno riscoprire la felicità perduta e la sua vera natura di essere umano. Questa puntata della fortunata e apprezzata serie televisiva mi è tornata alla memoria dopo aver letto su un quotidiano la notizia del cosiddetto “rating sociale” in Cina: a seconda dell’attività sui social network, della cronologia di navigazione, della regolarità nei pagamenti delle bollette, delle eventuali condanne e così via, si può finire in una specie di classifica dal sapore manicheo che distingue i “buoni” dai “cattivi”.

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Il governo cinese avrebbe, al momento, presentato questo progetto di rating come volontario per circa 10 milioni di cittadini cinesi, ma date le forti potenzialità di controllo che il sistema potrebbe sviluppare nella vita di milioni di utenti, da maggio la situazione potrebbe cambiare e divenire realtà soprattutto per coloro i quali hanno un basso punteggio social. La serie di punizioni o divieti inizialmente, si viene a sapere, riguarderebbero il divieto di viaggiare su treni e aerei per chi, per esempio, è stato multato molte volte perché sorpreso a viaggiare senza biglietto oppure fermato per avere creato problemi su un aereo. A questi trasgressori verrà impedito di acquistare qualsiasi titolo di viaggio per un periodo di 12 mesi. L’adesione al progetto di “social rating” non porterà solo sventure a chi ha un basso punteggio, ma premierebbe anche chi ha punteggi alti con agevolazioni nella concessione di mutui e prestiti, nella ricerca di lavoro, di un alloggio ecc. L’opera di monitoraggio dei potenziali low rating sarà affidato agli agenti di polizia i quali indosseranno occhiali capaci di riconoscimento facciale per ottenere informazioni dettagliate della persona che stanno guardando. Tutto ciò non è la sceneggiatura di un romanzo distopico, anche se non mancano tutti i topics per renderlo tale: riconoscimento facciale, wearable technology, grande fratello, dati personali, rating sociale, ecc. Le visioni premonitrici di film e serie tv si sono rivelate paure reali e attuabili da chiunque abbia interesse a entrare nelle vite degli altri. Dove non sono riuscite le tecniche di persuasione e di manipolazione, risulteranno alla lunga vincenti tecniche più soft in quanto direttamente attuate e proposte da noi stessi, utenti narcisi e consapevoli, sottoposti a una forma di dittatura ben accetta fin dentro la nostra pelle e dalla quale è difficile se non impossibile farne a meno: quella dei like.

Andrea Alessandrino

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