La qualità dell’informazione unico antidoto contro l’anarchia delle rete

La_qualità_dell_informazione.jpg

Parto da una domanda: è vero che l’aumento delle informazioni porta con sé anche una qualità delle informazioni? Il quesito si fa ogni giorno più impellente di fronte a un continuo affacciarsi sui monitor delle nostre postazioni interconnesse, di una mole mai vista prima di informazioni provenienti da ogni angolo del pianeta. Come già anticipatoci da Paul Virilio nel suo libro “Città panico”, siamo “incoraggiati dall’immediatezza delle trasmissioni, non attendiamo più altro che il seguito del film, di questa trasmissione globale in cui il mondo si dà a vedere tramite un monitor o, più esattamente, un terminale”. L’accelerazione posta in essere dall’avvento della rete, ha annullato d’un tratto il concetto di attesa e di aspettativa. La moltiplicazione e la pervasività degli schermi ha permesso l’istantaneità del qui e ora.

cms_9960/3.jpeg

Viaggiatore (virtuale) incallito e nello stesso tempo voyeur sempre insoddisfatto e alla continua ricerca della novità, del folclore, dell’imprevisto (se ancora questo termine ha senso nella società del controllo), il cittadino globale è succube per sua diretta volontà di un criterio di selezione delle informazioni e delle comunicazioni adottato aprioristicamente da parte delle superpotenze del web, dei nuovi mostri della Silicon Valley californiana.

cms_9960/2.jpg

I fautori dell’alta democraticità nata con l’avvento del web, insistono sui benefici insiti nella gran massa di informazioni presenti e disponibili in rete a beneficio di utenti che ogni giorno possono assumere consapevolezza sulle cose del mondo senza dover ricorrere ai filtri della stampa. Non vi è molto spazio per la fisiologica riflessione sulle cose del mondo nel clima anarcoide di un web tagliato su misura per superare vecchi modelli di ricerca, cura et mis en place delle notizie tipico della carta stampata. Il dibattito sulla qualità dell’informazione e sul suo presunto scadimento in favore della quantità, di un cittadino votato al laissez-faire, deve analizzare la mutevolezza di una realtà sfuggente e altresì troppo accelerata per una riflessione critica e analitica delle cose. L’overload delle informazioni costituisce un problema concreto a cui si può cercare di dare una soluzione grazie a potenziali filtri che possano dare il giusto peso e le giuste dimensioni all’insieme disordinato delle informazioni.

cms_9960/4.jpg

Affidarsi ai giusti consiglieri è la maniera più corretta per operare all’interno dell’universo digitale senza che il cittadino venga abbandonato a sé stesso. La selezione in entrata è un’operazione necessaria per far sì che vengano respinti sul nascere possibili operazioni di manipolazione e falsificazione delle informazioni. L’organizzazione delle notizie deve necessariamente continuare a essere ad appannaggio, almeno nei suoi punti essenziali, del professionismo del singolo giornalista. Sarà lui a continuare a svolgere un ruolo di attore principale nella narrazione del quotidiano lasciando il ruolo di comparsa a principianti e astuti manipolatori. Il giudizio finale è poi come sempre affidato al lettore, munito dei giusti supporti per selezionare, verificare, scegliere e comprendere la buona informazione.

Andrea Alessandrino

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos