La vita che vorremmo, si sposta sempre più in là

In un futuro forse inafferrabile

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cms_8070/Attilio_miani.jpgRicordo a me stesso, come se fosse ieri, oltre quattro anni fa, tra dubbi, incertezze e qualche comprensibile perplessità, entrava in rete, la prima impaginazione, dell’International Web Post. Tranquilli, non intendo autocelebrare lo strumento editoriale, con frasi del tipo “tutto nacque da un’intuizione…” oppure “ questo è il risultato di sacrificio e passione…”. Non è il mio stile. Uno strumento che è cresciuto oltre le nostre stesse aspettative e questo lo dobbiamo soprattutto a Voi care Amiche e cari Amici che, quotidianamente, ci seguite sempre più numerosi, sempre più attenti, sempre più critici . Un giornale si arricchisce, giorno dopo giorno, solo se rimane attento al contributo dei suoi lettori.

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Un altro anno e passato. Un altro anno pieno di sorprese, di delusioni, di vittorie e di sconfitte. Un anno che, sinceramente, non ci mancherà. Sono uno che di solito guardando al passato, si diverte a trasformare i ricordi in episodi, le sensazioni in nuova linfa. Quest’anno no. Questa volta voglio guardare al futuro. Spesso mi chiedo quale sia il senso di tanto affannarsi in questa vita, delle lotte continue contro i nemici visibili e invisibili che ci trascinano giù giorno dopo giorno, sempre più forti, sempre più grandi…La stanca liturgia della speranza che si rinnova a ogni fine e inizio di anno, questa volta sembra ancora più insidiata da una situazione, Nazionale e Internazionale, sommersa dai tanti e pesanti problemi. Una crisi economica devastante che in Europa e oltre oceani, ha il suo nodo più tragico nell’incolmabile problema della disoccupazione, per non sottolineare che il 2017 sarà ricordato anche per le interminabili guerre, per le terribili stragi terroristiche che hanno colpito il cuore dell’Europa,Parigi, Nizza, Bruxelles, Berlino, giusto per citarne alcune.

Tuttavia, in quella che giustamente si chiama "l’epoca digitale" i vecchi confini di spazio e di tempo vanno, per così dire, rinegoziati costantemente. È dunque importante interrogarsi su che cosa è, possa e debba essere l’informazione in queste mutate condizioni, ma occorre avere ben chiaro che la confusione di confini e definizioni incide profondamente sul modo stesso di concepire il mestiere del giornalista e dell’editore. Ogni testata, nutrendosi dei valori e dell’affidabilità che le provengono dalla sua tradizione, dovrà continuamente adattare il proprio giornalismo a una realtà mobile, variegata e promiscua. Se la realtà è un gigantesco puzzle di azioni individuali, per quanto ci riguarda, non ci resta altro che fare la nostra parte per provare a migliorare le cose, raccogliendo gli arnesi della volontà e dell’ottimismo, logorati dal tempo ma pur sempre intatti e utilizzabili. E poi provare – è la cosa più difficile – a “riappropriarci” del tempo.

Per l’occasione mi sembra doveroso porgere i più sentiti ringraziamenti e la mia gratitudine a tutti Voi che ci seguite, sia chi dalle origini sia i lettori dell’ultima ora. Alcuni li ho personalmente conosciuti in qualche evento, dimostrandosi davvero simpaticamente amichevoli. Siamo, inoltre, ben felici di ritrovarci a collaborare con etichette e agenzie di spessore che finora hanno mostrato professionalità e serietà, ricevendo le stesse con tutta la competenza da noi contenuta, che ringrazio per la fiducia dataci.

Certo gli errori ci sono stati, né mai mancheranno, d’altro canto, ripeto, siamo giornalisti ma soprattutto non dimentichiamo di sapere che siamo umani.

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Un pensiero ai miei validi e preziosi collaboratori dello staff , a oggi in buona quantità numerica, ma, soprattutto, dall’alta qualità ed estrema attitudine, senza dimenticare coloro che in passato hanno dato un prezioso contributo – sia in maniera attiva che saltuariamente, a volte anche per singole occasioni.

E’ grazie a voi se l’International Web Post esiste e continua a entrare nelle letture di chi ci segue quotidianamente e chi ci continua a scoprire per caso in rete.

Possiamo, quindi, dire, di essere veramente orgogliosi del nostro lavoro soprattutto per l’affetto e la stima che voi lettori ci dimostrate.

Tra i pensieri d’ inizio anno, invece di progetti, proviamo a regalarci scelte e azioni. La vita che vorremmo, si sposta sempre più in là, in un futuro forse inafferrabile.

Buon anno a tutti!

Attilio miani

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