Le difficoltà del giornalismo d’inchiesta

Massimo Giletti sotto scorta dopo la sua inchiesta sulla scarcerazione dei boss

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Forse non farà notizia, ma la vicenda Giletti è il riflesso della complessità nello svolgere il mestiere di giornalista in Italia ai tempi odierni. Il noto conduttore negli anni si è sempre distinto per le sue battaglie antisistema tanto da essere emarginato dalla Rai. Ma la notizia dell’assegnazione della scorta, non ha sconvolto più di tanto l’opinione pubblica. Infatti, stando agli ultimi dati emersi dai dossier sulla libertà di stampa, emerge che il nostro Paese è al primo posto in Europa per numero di reporter minacciati. Quindi, fare giornalismo con accuratezza e abnegazione sta diventando sempre più difficile. Pertanto, il dato più significativo di questa situazione è il seguente: i giornalisti sotto scorta sono attualmente 22 rispetto ai 18 dello scorso anno.

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Il coraggio, la determinazione sono solo alcuni elementi che caratterizzano la professionalità di numerosi reporter, costretti quotidianamente a vivere con la paura. D’altro canto, sono significative le statistiche dei primi 5 mesi del 2020, che certificano il raddoppiarsi di minacce nei confronti di giornalisti sia della carta stampata ma anche delle testate online. Gli ambiti più colpiti sono: socio-politica, criminalità organizzata e in materia sanitaria. Tornando alla vicenda Giletti, molti interrogativi non hanno trovato risposte. In primis l’entità delle minacce da parte del boss Graviano, che nonostante la sua pericolosità ha spinto gli organi competenti a non informare il diretto interessato. In secondo luogo, perché il ministro Bonafede non si è mosso in prima persona per rassicurare il conduttore?

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Aldilà di ogni ipotesi che solo il tempo riuscirà a chiarire, è d’importanza vitale esprimere vicinanza a chiunque subisca minacce del genere. E le dichiarazioni di Massimo Giletti sono molto chiare e fanno emergere tutto il suo dispiacere: “Non mi pare proprio normale, che io non abbia saputo nulla. In questa storia quello che pesa è per l’ennesima volta il silenzio delle istituzioni”. Intanto, la catena della solidarietà si è attivata, vedendo protagonisti molti personaggi del mondo politico e dell’informazione. La sindaca di Roma, Virginia Raggi si è subito schierata dalla parte del giornalista affermando: “Non abbassiamo lo sguardo davanti a mafia e criminalità”. Questo eco di verità deve inglobare l’Italia intera, proteggendo questi eroi silenziosi. Fare informazione obiettiva non è semplice soprattutto su determinate questioni, ma la vocazione a questa professione abbatte qualsiasi sentimento di scoraggiamento. Per questo, la nostra redazione esprime vicinanza e solidarietà a Massimo Giletti, affinché si possa sempre offrire un’informazione libera e trasparente.

Giuseppe Capano

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