Lemonn: ovvero come organizzare eventi al tempo del coronavirus

Un’idea made in Italy proposta da Ninetynine

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In questo difficile periodo di transizione alla Fase 2 nella battaglia contro il Coronavirus, in attesa di ritornare alla “normalità”, lo scopo della tecnologia dev’essere quello di avvicinare le persone il più possibile. Si spera che si potrà andare al più presto a concerti, musei e fiere, ma nel frattempo serve una soluzione affinché l’economia non si fermi.

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Per risolvere questo problema Ninetynine, agenzia di creatività e action marketing dall’approccio interdisciplinare multicanale, ha creato “Lemonn – Digital Events Experience”, la prima piattaforma proprietaria Made in Italy ideata per dare continuità all’organizzazione degli eventi. Simone Mazzarelli, fondatore e Ceo di Ninetynine, ha spiegato “Partecipazione, incontro, condivisione, scoperta, emozione, spiegazione, approfondimento, confronto, networking, questo è quello che ci si aspetta da un evento e, secondo noi, questo è quello che un evento in versione digitale deve poter offrire. Le relazioni umane distinguono un evento da ogni altro sistema di fruizione di contenuti, per questo ci siamo interrogati su come poter superare il classico live streaming o webinar che talvolta rischia di trasformare gli ospiti in meri spettatori passivi” e ponendo l’accento su Lemonn ha spiegato “abbiamo lavorato con un team di esperti in tecnologie digitali e sicurezza informatica, che lavora anche per alcune delle massime autorità governative, e abbiamo messo a sistema il loro know how con tutta la nostra esperienza nell’ideazione di eventi sempre innovativi, per creare un nuovo spazio in cui l’ospite possa vivere a 360 gradi l’esperienza dell’evento in tutti gli aspetti che più lo caratterizzano”.

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Come si può anche evincere dal loro sito ufficiale non ci saranno limiti al numero di contatti raggiungibili, inoltre così facendo si risolverebbe anche un problema che persiste sin da prima del Coronavirus, ovvero le barriere architettoniche ed i limiti di spazio. Una piattaforma del genere sarebbe utile anche a tutte le persone che sono sempre volute andare ad un evento ma, per problemi di soldi o tempo, non l’hanno potuto fare. Gli speakers potranno “salire” sul palco direttamente dai loro device, ed una complessa rete di telecamere 3D virtuali creerà un’atmosfera unica. Ma la vera innovazione arriva dalla possibilità di Networking, ovvero muoversi liberamente nei vari ambienti dell’evento dove si potrà scegliere se organizzare dei meeting privati o con più ospiti. Ma ciò non vuol dire che il digitale andrà a sostituire l’esperienza fisica ma che aiuterà, soprattutto in questo periodo di crisi, gli allestimenti e riuscendo a far rispettare la distanza di sicurezza in fila, veicolando le persone verso spazi d’attesa in cui l’offerta personalizzata proposta consentirà di monetzzare nei tempi morti.

Francesco Maria Tiberio

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