Libia, Al Serraj riconquista due città strategiche

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La guerra in Libia non accenna a fermarsi. Continua a imperversare incurante del dolore che infligge. “I vostri figli, quelli che hanno deciso di combattere per Haftar, faranno rientro a casa solo all’interno delle loro bare, accompagnati dai rispettivi documenti di identità” ha affermato impietoso Al Serraj, forte dei successi riportati in battaglia, con sette località costiere riconquistate a ovest di Tripoli. Il primo ministo libico fa sfoggio delle sue parole più meschine per colpire dritto al cuore i Paesi traditori, che sostengono il generale Haftar. “I vostri veicoli blindati sono stati ridotti a un mucchio di ceneri e gli altri sotto il nostro controllo verranno esposti al museo di guerra per ricordare al mondo intero i vostri atti malvagi contro i libici”.

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Il capo del governo si è vantato dei suoi uomini, ostentando le loro capacità belliche. “Hanno dato una bella lezione” all’Esercito nazionale libico e ai Paesi che “al mattino si dichiarano leali e la notte complottano contro di noi”. Al Serraj ha poi concluso il suo discorso assicurando che Tripoli continuerà a lottare strenuamente, fino ad ottenere il controllo dell’intero Paese e permettere così a tutti gli sfollati di tornare a casa. Parole, queste, che hanno letteralmente infiammato gli animi dei cittadini. “Non dimenticheremo mai chi ci ha aiutati, e non perdoneremo di certo coloro che ci hanno pugnalato alle spalle”.

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La risposta dell’avversario Haftar non si è fatta attendere. Dopo aver perso due città di fondamentale valore strategico, Sorman e Sabrata, le milizie del generale hanno bersagliato con alcuni razzi i quartieri a sud e ad est della capitale, provocando un morto - un bambino di nove anni - e almeno quattro feriti. L’avvenimento è stato denunciato dal servizio di emergenza ambulanze citato dal sito Libya Observer.

Elena Indraccolo

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