MAURIZIO GABBANA, FOTOGRAFO DELLA LUCE

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Fotografo autodidatta, Maurizio Gabbana è il mago delle architetture. I suoi scatti sono strabilianti: solo lui riesce a far danzare le pietre, creando questi incredibili effetti di movimento con un unico scatto.

Il suo non è un lavoro computerizzato ma le immagini nascono tutte dalla sua mente per poi imprimersi - in digitale o in analogico - sulla pellicola. La sovrapposizione degli scatti riesce a trasmettere, mirabilmente, quella danza interiore che l’artista vive ogni qual volta il suo occhio si posa sull’oggetto da ritrarre, lasciando trasparire la geometria sacra di tutte le cose.

Ma se Maurizio è più conosciuto per le sue foto di architetture, non di meno utilizza la stessa tecnica anche su altri soggetti più “mobili”: i fiori, le nuvole e l’ancor più dinamica bellezza femminile.

“Ho sempre presentato architetture - dice: forse è arrivato il momento di presentare dell’altro”.

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Maurizio Gabbana - fotografo

Il suo scatto veloce - da milanese -, come dicono simpaticamente i suoi estimatori, racconta in realtà un aspetto che sfugge ai più, ovvero l’immediatezza dell’intuizione.

Non crediate che i suoi scatti siano tanto veloci; o meglio, lo sono, ma Gabbana può attendere anche diverse ore prima di far risuonare il suo primo “click”. Non basta immortalare il soggetto, deve esserci la giusta atmosfera, la giusta luce, la giusta ambientazione, la giusta energia.

Perché fotografare non è un atto meccanico ma una disciplina spirituale.

Non so davvero come faccia, ma quando mi trovo di fronte ai suoi scatti, mi immergo in contemplazione.

Penso ad esempio all’immagine del Duomo: si intuisce chiaramente il profilo di questo sacro tempio ma, allo stesso tempo, la sovrapposizione degli scatti lo rende leggero e danzante come una ballerina classica. La pietra diviene eterea, la geometria si sfaccetta come in un caleidoscopio e le 325.000 t di pietre e vetrate sembrano correrci incontro, festosamente. È la visione gloriosa di un’anima che esce dal suo corpo, per poi riverberarsi sulla piazza, attraversando i corpi inconsapevoli dei passanti.

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“My dynamic Duomo” by Maurizio Gabbana

Gli scatti veloci, sovrapposti in diverse posizioni, danno la sensazione di movimento. Ma non soltanto nel senso di dinamicità ma proprio di spostamento verso le persone.

Ecco che il Duomo qui sopra è assolutamente strabiliante: una luce divina sembra uscire dall’architettura, avvicinandosi alle persone che stanno guardando, come se la spiritualità che questo Duomo rappresenta, uscisse dalle porte, dalle finestre e dalle pietre per inondare e trapassare il passante.

Le fotografie di Maurizio non sono mai scontate, in quanto visioni estemporanee istintuali: molto spirituale e religioso, Gabbana contamina della sua luce interiore tutte le sue opere.

Questa è l’immagine che ho della fotografia di Maurizio Gabbana: puro istinto che si lascia prendere dall’emozione di una spiritualità forte e visceralmente sentita. Il suo è un modo di vedere le cose che tutti vediamo con occhi diversi, con i propri occhi.

“Sì, muovo le architetture ma muovo anche la luce - spiega - e, di conseguenza, anche il colore.” Una lucepenetrante, forte, che non può passare inosservata. E se c’è un lavoro geometrico, prospettico, c’è anche un movimento di luce che non bisogna sottovalutare. Una luce che è, prima di tutto, dentro di lui perché altrimenti sarebbe impossibile fotografare ciò che non si conosce o ri-conosce.

“I grandi maestri che mi hanno condizionato - spiega - sono proprio i grandi pittori, studiosi della luce e del movimento.

Mirabili osservatori del silenzio, si facevano attraversare da ciò che vedevano per poi rappresentarlo.

Io posso stare delle ore davanti ad un monumento aspettando che ci siano le persone giuste. Non basta mettersi lì davanti e scattare. Fotografia è anche attesa.”

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“Rottura di un rapporto” by Maurizio Gabbana

Tra gli innumerevoli eventi che lo vedono protagonista, Maurizio Gabbana ha messo in opera un progetto contro la violenza sulle donne.

“I mio progetto non tratta soltanto della violenza di genere ma anche della violenza domestica, di cui si parla troppo poco - spiega. La violenza sulle donne, infatti, scaturisce da una situazione domiciliare in cui manca dialogo.

L’uomo che si confronta con una donna, più debole fisicamente ma più forte dal punto di vista psicologico, si trova dinanzi ad una realtà in cui risulta sempre “perdente”: la donna - in quanto femmina - è sempre origine della vita, quindi madre, mente il maschio è sempre figlio, quindi originato. Quando le due realtà non riescono ad essere complementari, ecco che nasce lo scontro. Ci si trova così di fronte a due possibilità: o si trova il dialogo oppure l’uomo reagisce con la forza fisica o con l’abbandono.”

Nello scatto “Rottura di un rapporto”, Gabbana vuole esplicitare proprio questo: il piatto, diviso in due sezioni (bianco e nero) è stato rotto dall’uomo e dalla donna, lasciandovi impresse - ciascuno - le proprie impronte (il nero sul bianco e viceversa), come un mistico Tao.

Questo è il simbolo del rapporto che si rompe ma che, volendo, si può ricostruire.

E per fare ciò c’è un solo modo: perdonare.

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“Grazia” by Maurizio Gabbana

La violenza non si estingue nella sofferenza fisica ma anche tutte quelle privazioni della personalità e della libertà personale che si svolgono all’interno del contesto domestico.

Una violenza che possiamo persino perpetrare a noi stessi nel momento in cui non accettiamo il nostro corpo, la nostra immagine, o qualunque nostro altro aspetto. È un modo violento di agire su se stessi.

Ci sono quindi molte più violenza di quelle che vengono raccontate o che balzano all’occhio.

Maurizio Gabbana, attraverso i suoi scatti, desidera non soltanto portare all’attenzione del pubblico tali fenomeni ma soprattutto offrire soluzioni concrete.

Spesso non è con la mente che si arriva a sbrogliare la matassa, bensì con il cuore, toccato nel profondo dalle più pure emozioni.

Ecco, questo è l’impegno di Maurizio, questa la sua missione: portare - come disse San Francesco di Assisi - la luce dove ci sono le tenebre.

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L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

Dove trovare Maurizio Gabbana:

https://www.gabbanamaurizio.it/

https://www.facebook.com/Gabbana-Maurizio-professional-photographer-875529185959615

https://www.instagram.com/gabbanamaurizio_official/

Simona HeArt

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