MEDITERRANEO: IERI OGGI DOMANI

TARANTO A RENZI: RIPRENDIAMOCI IL RUOLO CHE LA GEOGRAFIA HA DATO A QUESTO MARE

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A seguito di una mail che il Presidente Matteo Renzi inviava alla Fondazione Taranto perche esprimessero i loro pareri sulle iniziative intraprese dal suo Governo e relativi risultati, l’ ingegnere Dr. CARONE Vittorio Ugo, già responsabile Scientifico della Fondazione Taranto Petroleum Refining Engineer ,ex Assessore Comune di Taranto, ex Componente del Comitato per la Sicurezza del Porto di Brindisi, Project Leader Shell International Olanda. Engenheiro de Processo Petrobras Brasile..., apprezzando pienamente questa DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, oltre ad esprimere consenso all’operato del Presidente Renzi si ritiene fiducioso su quanto Questi potrà ancora fare per questa amata Taranto. La Fondazione Taranto, tutte le associazioni attive sul territorio e tutti i tarantini rimettono nelle mani di Renzi il loro futuro . Certi che Renzi sia la persona giusta al momento giusto, il dott. Carone scrive al Presidente e, utilizzando la sua esperienza e competenza espone i vantaggi che la geografia ha naturalmente concesso al porto di Taranto e al MEDITERRANEO.

cms_3612/image001.jpgCaro Presidente Renzi

Due continenti, Europa e Africa, si affacciano sul Mediterraneo a breve distanza tra loro. Il mare “in mezzo alle terre” che li divide, ha uno sviluppo dominante orizzontale in direzione est ovest, e fasce costiere con clima mite. I primi insediamenti umani si formarono con genti che dall’interno si spostarono sulle coste, attratti dal clima, dalla fertilità della terra e dalla pescosità del mare. Il trasporto via mare é iniziato con lo scambio di prodotti agricoli tra le due coste. L’aumento delle popolazioni costiere nei secoli, ha fatto aumentare gli scambi commerciali, e quindi il traffico navale, sino ad arrivare a quello odierno, uno dei più intensi del pianeta. Al traffico interno si é aggiunto quello delle navi che entrano ed escono attraverso Suez, Gibilterra, che ha superato ampiamente in tonnellaggio quello interno. Tra i vari tipi di navi, i traghetti, le portacontainer, le navi crociera-turismo, sono in costante aumento. Le prime due per ridurre i tempi di ormeggio, di carico-scarico merci e costi. Quello crocieristico é dovuto all’aumento di turisti provenienti da tutto il mondo, attratti dall’archeologia, monumenti, arte, architettura, storia, cultura che trovano in qualsiasi porto di questo mare. Caso unico nel pianeta terra ove tante navi si muovono senza sosta circondati in qualche centinaia di km da 500 milioni di abitanti in Europa e circa 200 milioni solo sulla costa nel Nord Africa. Diverse società armatoriali hanno portato le loro navi portacontainer sul percorso Estremo Oriente-- Mediterraneo. La concorrenza tra queste società é intensa, e cercano di ridurre il costo del trasporto, con navi più grandi, o migliorando il percorso o fermandosi nel minor numero di porti possibili, senza perdere nemmeno un cliente. La scelta del porto è fondamentale per il successo economico di queste navi. Pertanto, indipendentemente da quelle che sono le rotte attuali di queste navi, condizionate da motivi commerciali, e talvolta anche politici, abbiamo ipotizzato il percorso ottimale, la rotta meno costosa, che tocchi anche l’Italia. Questa non può che essere, quella più lineare da Suez a Gibilterra, toccando soltanto due grandi porti. Da questi si trasporteranno i container verso il resto dell’Europa per ferrovia o in autostrada. Per raggiungere gli altri porti minori delle coste a Nord e a Sud, si ricorrerà al transhipment (trasferimento del carico su navi minori). Su questa rotta proposta si incontrano diversi porti, di ciascuno dei quali elenchiamo vantaggi e svantaggi :

  • Il primo grande porto é il Pireo, che tuttavia, per un lieve spostamento a est del percorso e per la tortuosità dell’ultimo tratto, riduce la velocità di crociera e aumenta il tempo di navigazione ;
  • Il secondo grande porto é quello di Trieste. Ottimo per il successivo trasporto via terra a tutta l’Europa. Ma il traffico merci è gravato dal costo di due giorni di navigazione in più, nell’Adriatico, oltre ai 2 giorni di ritardo nei porti successivi. Il transhipment da Trieste, accettabile per tutti i porti sulle due coste adriatiche, diventa più costoso se le navi devono recarsi a sud di Leuca;
  • L’ormeggio a Genova e Marsiglia allunga la rotta con un grande angolo verso Nord. Il transhipment è accettabile per navi dirette vero il Mediterraneo centrale e occidentale. Il successivo trasporto via terra, é favorevole;
  • Barcellona é nella posizione ideale all’estremità della rotta lineare, con buoni collegamenti ferroviari e autostradali verso tutta l’Europa occidentale e navali verso l’Africa mediterranea e atlantica;
  • l’EuROPA arriva al centro del Mediterraneo con la grande banchina Italia, lunga circa un migliaio di km. .

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All’estremità della banchina vi e’ Taranto con il suo megaporto naturale equidistante dai paesi all’estremo est ed ovest, nonché il più vicino al Nord Africa. Vi sono circa 10 km di banchine per ormeggiare, un golfo nel cui interno , decine di navi possono sostare protette da mareggiate o da condizioni meteo sfavorevoli, un collegamento autostradale efficiente con il Nord Italia e tutta EUROPA, una vasta area pianeggiante che fiancheggia il porto, con magazzini vuoti immediatamente disponibili per la retroportualità ( temporanea importazione, il porto franco, l’assemblaggio auto o altro, deposito temporaneo merci destinate a export e import etc.). Malgrado questa favorevole situazione, non riscontrabile negli altri porti nazionali, Taranto, è penalizzata nel collegamento ferroviario esistente lungo l’Adriatico, ove una strettoia nella linea rallenta la velocità, aumentando i tempi di trasporto verso il Nord Italia ed Europa. Fino a quando rimarrà questa situazione, l’unica attività economicamente valida per le portacontainer nel porto di Taranto é il Transhipment, sempre meno costoso, qualunque sia la destinazione finale. La multinazionale cinese Evergreen ha svolto la sua attività a Taranto, operando quasi totalmente con transhipment, in attesa che, con il miglioramento della linea ferroviaria Adriatica, potesse far giungere in Svizzera, Germania etc i container sbarcati a Taranto due giorni prima di quelli sbarcati a Trieste, e con il costo di due giorni di navigazione in meno. Dopo un decennio di inutile attesa, e per i fondali mai adattati alle portacontainer di dimensioni maggiori Evergreen ha lasciato Taranto e l’Italia, trasferendosi al Pireo, ove ha trovato un maggiore interland e i fondali pronti per navi più grandi. Grave perdita per Taranto e per la Nazione, in un momento di crisi e di affannosa ricerca di lavoro. Questo é avvenuto per lo scarso interessamento dei vari governi centrali “dormienti” per il sud, ma sempre “svegli” per favorire i porti del nord , oltre che “ignoranti” in geografia ed economia. A questi si sono associati gli amministratori pubblici locali e regionali nominati, come avviene in Italia, per scelte politiche, e non per competenza specifica, pertanto più impegnati a “blindare” la loro poltrona, invece che per sbloccare la linea ferroviaria adriatica. Un problema che ha rallentato lo sviluppo commerciale, industriale, turistico della Puglia intera. Basterebbe fare il confronto con lo sviluppo negli ultimi anni, della linea ferroviaria sul Tirreno e i vantaggi che né hanno tratto alcuni porti modesti , saliti oggi alla ribalta. La presenza attuale di un governo “più sveglio”, con componenti giovani (non ancora nati negli anni sessanta), mi stimola a illustrare loro gli eventi di quegli anni che crearono posti di lavoro a Brindisi, Taranto, Catania, Siracusa e altre città, con vantaggi per tutta la nazione. Taranto fu scelta dalla grande industria di base, acciaio, petrolio, cemento, non a caso, ma dopo accurata valutazione economica di industrie che pur così diverse tra loro, giunsero alla stessa conclusione : Taranto per il suo porto, e la sua posizione geografica, aveva tutti i requisiti indispensabili per attività industriali di grandi dimensioni, economicamente validi. Confermato anche dai fatti : la città italiana con il maggior sviluppo industriale e di abitanti che, dal 1960 al 1980 aumentarono da 180000 a 240000. La produzione del Sud era esportata verso Nord Africa, Medio ed Estremo Oriente, creando oltre che posti di lavoro, vantaggi per la bilancia commerciale nazionale. L’Italia degli anni Sessanta, primeggiava economicamente, socialmente, culturalmente nel Mediterraneo.

Questo scritto va inteso come un INVITO indirizzato a LEI PRESIDENTE RENZI, che per quanto già fatto, ritengo sia l’”UOMO GIUSTO AL POSTO GIUSTO” per riprendere quel programma. La premessa geografica che segue, fu valida allora per motivare quel programma, ma é ancora più valida oggi, alla luce della situazione odierna di questo mare, che consentono all’Italia di tornare a primeggiare.

  • Circa 80 % del territorio nazionale é nel Mediterraneo.
  • Abbiamo le coste più estese di qualunque altra Nazione che si trovi nel Mediterraneo.
  • Abbiamo il maggior numero di porti-aeroporti-autostrade-ferrovia rispetto alle altre Nazioni in questo mare.
  • Siamo situati al centro geografico di questo mare.
  • SiamoilpezzodiEuropapiùvicinoall’Africa.
  • Abbiamo il maggior numero di Università di tutti gli altri paesi di questo mare nel Mediterraneo. cms_3612/image001.jpgDisponendo di tutto quanto sopra, non si contano le iniziative per creare lavoro, che l’Italia potrà prendere, nel Sud o meglio ancora nel megaporto di Taranto (NB non per scelta di parte, ma perché così creato dalla natura al centro di questo mare).

Riprendiamoci il ruolo che ci spetta, in questo mare, intensifichiamo i rapporti con tutte le nazioni sulla costa sud di questo mare, offriamo i prodotti della nostra tecnologia, il nostro know how, le nostre università ai loro giovani, invitiamo le nostre grandi industrie nazionali o internazionali che non investono per l’instabilità politica, religiosa, sociale esistente in quei Paesi. Facciamo produrre in Italia quello che a loro serve, secondo i loro bisogni , le loro specifiche, facciamoli partecipare nella gestione economica di queste aziende. E per sostenere la concorrenza internazionale, dobbiamo anche ridurre i nostri costi, producendo nel Sud Italia, nella città dove si devono imbarcare, le merci destinate a quei Paesi. Da Taranto avremmo costo di trasporto via terra dalla fabbrica al porto, zero, costo trasporto dal porto di Taranto a qualunque porto del Nord Africa, inferiore a quello imbarcato in altri porti nazionali.

cms_3612/image001.jpgPRESIDENTE RENZI, riprendiamoci il ruolo che la geografia ci ha dato in questo mare, ma bisogna farlo presto , prima che la “germanizzazione” dei porti e aeroporti della Grecia, o la possibile linea ferroviaria veloce Berlino Pireo, facciano scomparire il progetto ferroviario Europeo NORVEGIA - SICILIA e prima ancora che la COSCO società cinese 100 % statale, con le sue 800 navi invada il Mediterraneo, diventi un Mare Cinese, visti i tentativi attuali della COSCO, società cinese statale al 100 %.che possiede oltre 800 navi. Al momento attuale, visto lo scarso interesse dell’unione Europea per questo mare, tranne la Germania, per il traffico mercantile, e la Francia per il petrolio libico..... se ne occupi l’ITALIA per quella posizione in cui la natura l’ha messa in questo mare. Dopo tanti anni in cui l’Italia era diventata la periferia povera di una grande città, PRESIDENTE RENZI, é lodevole il suo impegno per riportarla più in alto in questa tanto auspicata Europa Unita. Se l’Italia ritornerà ad essere nel Mediterraneo quella che era 50 anni fa diventeremo anche la periferia ricca della grande città. Invertiamo completamente la situazione, già oggi i paesi costieri del Sud Mediterraneo sono in continua crescita grazie anche alla disponibilità di petrolio e gas, e certamente il resto dell’Africa li seguirà. Un continente con immense ricchezze accertate, ma ancora non quantificate : petrolio, gas, minerali , preziosi, mano d’opera.... etc. Quello che manca loro, cultura, tecnologia, know how possiamo, dobbiamo offrirglielo noi che siamo i piu vicini a loro.

cms_3612/image001.jpgPertanto, Presidente Renzi Lei che è tanto impegnato con l’EUROPA, non può lasciarsi sfuggire questa possibilità di creare lavoro per il sud e vantaggi per tutta la NAZIONE. L’Africa aveva bisogno negli anni 60 dei nostri prodotti, della tecnologia e Know how Italiano. Oggi, con il loro sviluppo attuale, il loro bisogno è aumentato, con il vantaggio che ora possono pagare con petrolio, gas e prodotti agricoli. Il nostro Sud é in “pole position” per questi scambi, l’Italia é l’anello di congiunzione tra Europa e Africa. La disponibilità di petrolio e gas proprio nei Paesi costieri del Sud Mediterraneo, Italia compresa, porterà, come già avvenuto altrove, lavoro, ricchezza, progresso sociale, a tutti i paesi di questo mare. La fascia economica più ricca del Nord Europa si sposterà verso sud.

Gli scambi commerciali più intensi , i trasporti più veloci e meno costosi, le comunicazioni più facili, la cultura, internet, i mass-media, il turismo, il commercio, faranno avvicinare le sponde e superare le differenze di lingua, religione, razza. Se l’Italia si attiverà, si potrà ripetere la storia di 2000 anni fa, quando Roma “Caput Mundi”, unì tutti i popoli e trasformò il rude “Mare Nostrum” nella culla della “Civiltà Occidentale”. Perchè Caro RENZI, in un Mercato Libero come quello attuale, é la Geografia che comanda, é la geografia che fa la storia, e nel Mediterraneo la GEOGRAFIA E’ FAVOREVOLE ALL’ITALIA.

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